Intervista a Enrico Morando, vice ministro dell'Economia

Scritto da La Redazione Il . Inserito in Editoriale

 

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"Potremmo studiare una decontribuzione per i neo assunti a tempo indeterminato nel 2016, ma solo per quelli del Sud". Il senatore Enrico Morando, vice ministro dell'Economia, sceglie la sala riunioni della Wattsud di Casoria, con i titolari dell'azienda e un nutrito gruppo di operai, per avanzare una proposta volta a favorire l'occupazione nel Mezzogiorno. Per il numero due del ministero di via XX Settembre si tratterebbe di "una discriminazione positiva, a tutto vantaggio delle aree più deboli del Paese".

Perché questa discriminazione all'incontrario?
Perché sarebbe impensabile, per le casse del governo, sostenere gli gravi contributivi per i nuovi assunti su tutto il territorio, così come siamo riusciti a fare per il triennio 2015/2017. Oggi, i 24 euro che, ogni cento di monte salario del nuovo lavoratore deve versare l'imprenditore, li mette lo Stato. E li metterà per tutti e tre gli anni. Io mi pongo un'altra questione: ma nel 2016, per assumere, si tornerà alle condizioni del 2014? L'alternativa all'idea di conservare l'incentivo per tutti, che non è sostenibile dal punto di vista finanziario, può essere quella di immaginare un intervento destinato solo al Mezzogiorno.
Lei, nel corso della sua recente visita in Campania, ha avuto modo di conoscere alcune realtà produttive del territorio. Cosa lamentano le aziende?
I nodi sono quelli di sempre: carenza di infrastrutture, difficoltà di accesso al credito e cuneo fiscale. Quello che mi ha colpito molto è che sono state soprattutto le maestranze a parlare in questi termini. È' evidente che, per scongiurare pesanti ripercussioni sui livelli occupazionali, bisogna intervenire su questi temi. La riduzione della pressione fiscale sulle imprese è una priorità: in questo primo anno di governo l'abbiamo ridotta di 18 miliardi, ne servono altrettanti per arrivare al livello della Germania.
Come risponde alle altre sollecitazioni?
Sulla difficoltà dell'accesso al credito, a una platea di operai, sarebbe stato gioco facile strappare un applauso parlando male degli istituti bancari. Invece quello che ho voluto sottolineare, e voglio ribadire ora, è che la differenza nel rapporto con le banche la fa il mercato di riferimento dell'azienda. Mi spiego, le imprese che hanno rapporti prevalenti con l'estero, non hanno difficoltà di accesso al credito. Anzi, sono le banche che le rincorrono.
E per le altre che non hanno questo respiro internazionale?
"Quelle che si rivolgono solo al mercato interno incontrano più difficoltà perché i segnali di ripresa di quest'ultimo sono più deboli rispetto a quelli che vengono dal contesto internazionale, e quindi le banche fanno più resistenza. D'altronde oggi è l'Europa che chiede alle banche di avere più patrimonio e meno crediti deteriorati, ossia quelli che imprese e famiglie non hanno restituito.
Come vi attrezzate a via XX Settembre per fronteggiare questo nuovo scenario?
Io dico che bisogna fare urgentemente tre cose: una riforma del diritto fallimentare, un trattamento fiscale dei crediti deteriorati e la creazione di "bad bank" per alleggerire gli istituti di credito dal peso delle sofferenze.
Su quest'ultimo punto, però, è Bruxelles che mette dei paletti...
So che l'Europa sospetta che possa trattarsi di un aiuto di Stato mascherato, ma sono sicuro che alla fine ci darà ragione: è solo un intervento di Stato.
Torniamo alla Campania. Lei conosce bene Napoli, essendo stato anche commissario del Pd provinciale, nel 2009, per decisione dell'allora segretario Veltroni. Cosa si aspetta dalle prossime elezioni regionali?
Non c'è dubbio che ci sono stati dei problemi, prima con i vari rinvii delle primarie e poi ora con le liste. Alcuni nomi hanno suscitato delle perplessità. Voglio fare due considerazioni. Primo, il 31 maggio si elegge non solo il presidente della Regione, ma anche il consiglio. Quindi c'è la possibilità di scegliere e di scegliere bene, in base alla caratura dei candidati, alle loro competenze. Penso ad Antonella Ciaramella, funzionario del ministero dello Sviluppo economico. Persona seria e soprattutto preparata su una delle leve più importanti per imprimere un nuovo corso a questo territorio: l'uso dei fondi europei. È' con lei che ho visitato alcune aziende locali, scoprendo criticità e potenzialità.
Secondo?
Il candidato governatore Vincenzo De Luca si è dimostrato un amministratore capace, molto capace. Sfido a dirmi il nome di un altro amministratore altrettanto bravo, da Sud a Nord.

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