Unione Europea dice: "Mia figlia Italia é talmente diligente che non spende nemmeno la paghetta che le concedo"

Scritto da Gabriele Crispo Il . Inserito in Vac 'e Press

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Non di soli vincoli e austerità è fatta l'Unione Europea. L'UE fornisce infatti un'ampia gamma di finanziamenti in vari settori, quali: lo sviluppo urbano e regionale, l'occupazione e l'inclusione sociale, l'agricoltura e lo sviluppo rurale, le politiche marittime e quelle della pesca, la ricerca e l'innovazione e infine gli aiuti umanitari.

I fondi vengono gestiti seguendo norme volte ad assicurare che l'utilizzo dei finanziamenti sia sottoposto ad uno stretto controllo e che questi vengano spesi in modo trasparente e responsabile. La responsabilità politica per il corretto utilizzo dei finanziamenti dell'UE ricade sulla Commissione; anche se i finanziamenti sono in genere gestiti dai Paesi beneficiari: spetta infatti ai governi nazionali effettuare i controlli sulla loro gestione. Una "gestione concorrente" in cui entrano in gioco anche gli enti locali e i Fondi Strutturali d'Investimento.

In Italia assistiamo spesso a polemiche riguardanti il disinteresse dell'Unione nei nostri riguardi. Lamentiamo lontananza, affarismo, speculazioni e ingerenze ingiustificate. Affermiamo che 'l'Unione non ci porta benefici. L'Euro ha rovinato il benessere.' Affermiamo che ' l'UE non si interessa dei nostri problemi'. Ma può un Paese che non spende i fondi provenienti dalla Comunità lamentare disinteresse?! Siamo Noi stessi a non prenderci sul serio.

La città italiana che ha speso più fondi europei è Bari; che da sola ha gestito e speso il 30% dei fondi europei utilizzati dall'Italia. Firenze e Milano, hanno entrambe speso intorno al 13%; Reggio Calabria poco meno del 10%; Catania, Genova e Palermo intorno al 6%; Roma e Venezia, poco meno del 5%; Cagliari e Torino, rispettivamente il 3,5 e il 2%. Messina e Bologna meno dello 0,3%. Napoli, la terza città più popolosa d'Italia, ha speso poco più dello 0,02%. Il discorso cambia se rapportato a livello regionale: le regioni del Nord Italia, sono quelle che spendono e gestiscono meglio i fondi europei; mentre quelle del Sud, sono poco sopra la quota zero. La Campania, insieme a Napoli, presenta forse la peggior gestione dei fondi Europei; ma il Belpaese, se rapportato agli altri Stati Membri dell'Ue, non può certo esultare.

L’Italia è seconda in Ue per fondi strutturali ricevuti da Bruxelles, ma è ventiduesima per quanto riguarda l'utilizzo dei soldi ricevuti. Fa meglio la Polonia, primo beneficiario europeo. I dati aggiornati a fine ottobre, ci danno dei dati illuminanti: l’Italia, che tra il 2014-2020 può contare su 74 miliardi di euro, ha impegnato per ora solo 27 miliardi di euro, il 37% dei soldi ad essa destinati; ma solo il 2,5% di questi soldi è stato effettivamente speso. La media europea , al contrario, ci dice che il resto degli Stati Membri, ha già impegnato il 44% dei fondi europei e ha effettivamente speso il 6% di questi fondi.

Sono dati che, benché riportati con una certa approssimazione, fanno emergere un dato: l'Italia non riesce a spendere e gestire efficacemente ed effettivamente i fondi provenienti dall'Unione. Il decentramento avviato con le leggi Bassanini I e II, attuato con la Riforma del Titolo V e portato alle sue estreme conseguenze con la riforma sul Federalismo, voluta fortemente dalla lega Nord di Bossi, hanno creato una serie di gap procedimentali che hanno ostacolato effettivamente la spesa di questi fondi; che molto spesso ritornano dal destinatario al mittente.

Diciamo che 'l'Unione Europea è Matrigna', molti di noi auspicano ad una ITEXIT... ma forse il problema Siamo anche noi. Siamo Figli irrispettosi che non riescono nemmeno a consumare la paghetta che ci viene concessa

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