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L'angolo del libro: "Patria senza padri" di Massimo Recalcati

Scritto da Berardo Impegno Il . Inserito in Letteratura

Recalcati

Berlusconi e Corona sono i simulacri più rappresentativi del nostro tempo. Essi incarnano una libertà che rifiuta l’esperienza del limite. Cosa dice Corona: “Non esiste alcun al di là e quindi mi godo la vita qui per come viene e per come voglio”. Il berlusconismo è il fantasma della libertà elevata, diciamo così, alla “dignità anarchica dell’arbitrio”. Questo è il tema che Recalcati vuole guardare in faccia senza fuorvianti e illusori rimedi.

La cultura del moderno, cui il nostro tempo è lembo estremo, conduce alla nudità di un godimento che si riproduce serialmente e compulsivamente. Un meccanismo perverso che allontana la vita da se stessa e che coniuga il godimento con la pulsione di morte.
E’ una motivazione profonda, inconscia, che interpreta i tanti diffusi comportamenti “difettivi” di massa. Tossicodipendenze, panico, depressione, bulimia, anoressia sono alcune di queste sempre più diffuse “malattie del nostro tempo”, motivate da una domanda di godimento senza freno, senza limite, un godimento senza erotismo.

Massimo Recalcati è il più conosciuto ed apprezzato psicanalista lacaniano italiano, che ha il merito di aver reso comprensibile il difficilissimo lessico di Lacan, per di più senza banalizzarlo e senza ridurlo a pura accademia. Studioso attento del nostro tempo “iper-moderno”, ha una pratica clinica di tutto peso con la capacità di guardare alle pratiche difettive di massa con la lente di un unico paradigma preciso: quello dell’indebolimento del Padre.
Il nome del Padre è quel complesso di regole, di dispositivi linguistici, di norme educative, di stili di comportamento familiari ed ambientali che ogni generazione trasmette in eredità alla generazione successiva. L’inconscio viene re-interpretato da Recalcati, rileggendo così e innovando, rispetto a Freud e allo stesso Lacan, come il passaggio “automatico” dei valori di una generazione dall’una all’altra.
Nel tempo presente questa funzione paterna di trasmissione di valori si è di molto indebolita. Le conseguenze sono drammatiche. Da una parte all’incertezza dell’orientamento dell’individuo singolo si risponde rifugiandosi in comportamenti ripetitivi, banali e acritici. Una sorta si vita senza vita! Una banalità del bene che non porta da nessuna parte. Dall’altra una riposta in cui in assenza di una prospettiva convincente di vita, ci si lascia andare ad un godimento immediato, dissipativo, precorritore di morte.
E’ il “tempo” che nel nostro tempo viene a mancare.
Tutto si fa presente e non c’è distanza fra presente e futuro che è la condizione necessaria per far coniugare il godimento con il desiderio. Il desiderio è ciò che consiste per se il senso nella propria vita. C’è un contrasto fra godimento e desiderio.
La cultura di Sinistra a questo osanna del godimento immediato, non ha saputo contrappore altro che un richiamo kantiano alla coscienza morale. Non è sufficiente, anzi è perdente!
La strada è molto difficile ma un moralismo astratto non vince e non convince nei confronti di un anarchico richiamo del godimento. Invece la Sinistra deve provare a coniugare godimento e desiderio senza credere di dover riscoprire i falsi miti di un “Padre” che non può ritornare ma senza rinunciare a scoprire la bellezza della “responsabilità” di tener fede ai propri obiettivi di vita e inventarli individualmente come il vero scopo di un’esistenza libera.
Nell’intervista “Patria senza Padri” curata da Cristian Raimo e pubblicata da Minimum Fax, Massimo Recalcati prova, con grande intelligenza, ad aprire un dibattito teorico di fondo su ciò che può motivare veramente una Sinistra libertaria e non economicista.
Leggetelo.

 

Massimo Recalcati
Patria senza Padri. Psicopatologia della politica italiana
Edizioni Minimum Fax, 120 pagine, 10 Euro

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