EXPO non ha rubato i fondi della terra dei fuochi (ma dobbiamo stare attenti)

Scritto da Alessandro Mario Amoroso Il . Inserito in La Bufala

expo

Da qualche giorno quotidiani e tg (e facebook) riportano con insistenza una notizia allarmante: la quasi totalità dei fondi originariamente destinati al pattugliamento della Terra dei fuochi sarebbe stata dirottata verso l’Expo di Milano. Come previsto, lo scoop ha avuto immediata risonanza, suscitando alternativamente appelli a un’immediata correzione o chiamate all’insurrezione popolare.

Complici, gli strali di un onorevole cittadino: Luigi Di Maio, vicepresidente della Camera dei Deputati e illustre membro del direttorio pentastellato, che con il record di otto post monotematici sulla sua pagina facebook, accompagnati dal solito hashtag dal sound insurrezionalista, invitava i cittadini campani a mandare “via a calci” Renzi e Alfano. Mancava giusto un po’ di retorica meridionalista, ma non ha tardato troppo a manifestarsi sul web: è bastato evocare lo “scippo” del Norde al Sudde, e la notizia è stata data in pasto alla rete come lo scandalo della settimana, rimbalzando, di condivisione in retweet, dai siti di fede grillina sino al Mattino.
La vicenda mi ha incuriosito, quindi ho provato a ricostruire cosa stesse accadendo per capire quanto di vero ci fosse. Più che altro, lo ammetto, hanno attirato la mia attenzione gli utenti pronti a dichiarare la propria conversione al Movimento proprio a seguito dell’ultima denuncia di Luigi Di Maio.

Che cosa è successo secondo Di Maio
“Il Governo Renzi nel Decreto Milleproroghe ha tagliato 9,7 milioni di euro per la sorveglianza della Terra dei Fuochi, trasferendoli all’Expo di Milano. Quei soldi dovevano servire anche per l’utilizzo di nuovi droni di sorveglianza contro i roghi tossici.
In Campania a maggio ci sono le elezioni regionali. Dite pure a Renzi ed Alfano di venire a fare campagna elettorale da queste parti. Gli sapremo dare l’accoglienza che meritano.
Via a calci!”

Di cosa stiamo parlando
La disposizione incriminata è l’art. 4, comma 6 del d.l. 192/2014, cosiddetto “Milleproroghe”, al momento in discussione alla Camera per la conversione in legge (entro il termine del 1 marzo).
Il testo originale, in classico stile milleproroghe, tra rinvii e combinati disposti, è incomprensibile. Per chi volesse comunque dilettarsi, sperimentando dopo quanto tempo si perde il conto delle subordinate che possono dipendere da un unico verbo principale, ho riportato in calce all’articolo il link al provvedimento, insieme a tutti gli altri citati.
La norma, ricostruita in italiano corrente, suona più o meno così:
1. Al fine di assicurare a) la prosecuzione degli interventi dell’operazione “strade sicure” (come prorogata dall’art. 24, commi 74-75 del d.l. 78/2009) e b) la prosecuzione delle operazioni di sicurezza e di controllo del territorio finalizzate alla prevenzione dei delitti di criminalità organizzata e ambientale in Terra dei fuochi (come disciplinati dall’art. 3, comma 2 del d.l. 136/2013),
2. a decorrere dal 1 gennaio 2015, anche in relazione alle straordinarie esigenze di sicurezza connesse a Expo 2015, il piano di impiego delle Forze armate nell’ambito dell’operazione “strade sicure” è prorogato, nel limite di 3000 unità, fino al 31 marzo 2015.
3. A tal fine si autorizza la spesa di 10 milioni di euro per il 2015, dei quali 9,7 milioni destinati al personale delle Forze armate (art. 24, comma 74 del d.l. 78/2009) e 0,3 milioni destinati al personale delle Forze di polizia (art. 24, comma 75 del d.l. 78/2009).
4. Tale spesa è coperta dai fondi che la legge di stabilità 2015 ha destinato alla prosecuzione del concorso delle Forze armate alle operazioni di sicurezza e di controllo del territorio in Terra dei fuochi per l’anno 2015 (art. 1, comma 199 della l. 190/2014, che rinvia all’elenco n.1 in allegato).

Che cosa è successo effettivamente
La legge di stabilità 2015 aveva destinato un fondo di 10 milioni di euro a operazioni di sicurezza e di controllo del territorio da parte delle Forze armate in Terra dei fuochi: il pattugliamento dell’esercito di cui si sta discutendo. Che questo denaro potesse servire all’acquisto di droni è una mera supposizione di Di Maio: in realtà la cifra dovrebbe innanzitutto coprire le indennità del personale delle Forze armate impiegato.
Con il decreto Milleproroghe la destinazione di quel fondo viene riprogrammata, dal momento che la somma sembra essere reindirizzata a due finalità: a) finanziare la prosecuzione di “strade sicure” (in connessione con le straordinarie esigenze di sicurezza connesse a Expo 2015, richiamate subito dopo), b) finanziare le operazioni di sicurezza e controllo del territorio in Terra dei fuochi, come disciplinate dall’art. 3, comma 2 del decreto terra dei fuochi (d.l. 136/2013).
Come si nota subito, delle due finalità indicate dal Milleproroghe la seconda coincide con l’obiettivo cui erano destinati in via esclusiva i 10 milioni dalla legge di stabilità. Le diciture sono addirittura perfettamente sovrapponibili: “operazioni di sicurezza e di controllo del territorio finalizzate alla prevenzione dei delitti di criminalità organizzata e ambientale”.
Cosa cambia allora?
C’è sicuramente un elemento chiarificatore, introdotto dal Milleproroghe: richiamando l’art. 3, comma 2 del d.l. Terra dei fuochi si richiamano implicitamente le modalità di gestione di quei fondi: nella norma si autorizzano i Prefetti delle province della Regione Campania ad avvalersi del personale delle Forze armate, per gli scopi di sicurezza e controllo di cui sopra. Un’indicazione mancante nella legge di stabilità.
Ieri sera poi una sorpresa, che però non cambia nella sostanza quanto detto, semmai lo conferma: Palazzo Chigi diffonde il comunicato stampa del Consiglio dei Ministri appena concluso, dando notizia di un decreto legge che interviene sulla questione, aumentando da 3000 a 4800 unità il personale impegnato in “strade sicure” e spostando dal 31 marzo al 30 giugno 2015 il limite ultimo della proroga.
E tuttavia nel Milleproroghe c’è una novità che solleva alcuni dubbi: nell’indicare le due finalità cui destinare i 10 milioni, il decreto non indica né le percentuali di ripartizione né un criterio a tal fine, e lo stesso sembra ripetersi nel decreto legge di ieri (attendiamo il testo originale, non ancora diffuso: per ora il comunicato parla genericamente di una “aliquota” destinata alla Terra dei fuochi).
Una cosa sembra però certa: gli importi indicati da Di Maio a tal proposito sono frutto di un errore di interpretazione. Laddove la norma distingue tra 9,7 milioni e 0,3 milioni non sta indicando le somme da impiegare, rispettivamente, per Expo e Terra dei fuochi, ma semplicemente l’ammontare che dovrà coprire le indennità del personale delle Forze armate (9,7 milioni di euro) e quello che invece sarà destinato alle indennità delle Forze di polizia (0,3 milioni).

In conclusione
La norma non pone in essere nessuno scippo effettivo, almeno finché non sarà deciso come ripartire il fondo tra le due finalità che indica. Anzi, il decreto di ieri potrebbe aumentare il contingente effettivo delle Forze armate destinate alla Terra dei fuochi. Eppure la vicenda lascia emergere un dato forse più rilevante: la data del 30 giugno 2015 come termine ultimo di spesa dei 10 milioni indica quanto esigua fosse quella somma già in partenza rispetto alle esigenze di pattugliamento in Terra dei fuochi. Per capirci: la copertura annuale di “strade sicure” ha richiesto per il 2010 39,5 milioni di euro per le Forze armate e 3,3 milioni di euro per le Forze di polizia. Dati alla mano, i droni di Di Maio (solertemente riproposti con le solite immagini di repertorio dai tg) appaiono sempre più una boutade.
La vera battaglia allora è un’altra, ed è altrove: finora non v’è stato un adeguato finanziamento delle operazioni di pattugliamento e monitoraggio del territorio che il decreto Terra dei fuochi ha previsto solo sulla carta. E’ qui che dovremo misurare nei prossimi mesi la capacità del Governo di mantenere l’impegno preso con i cittadini campani. Il resto sono veleni da campagna elettorale. Che suonano un po’ più fastidiosi in una terra già irreversibilmente avvelenata.

Aggiornamento del 12.02.2015
Dal comunicato stampa del Governo a seguito del Consiglio dei Ministri del 10 febbraio si apprende che nel nuovo decreto legge approvato i fondi complessivamente stanziati per coprire la sorveglianza di Expo e il pattugliamento di strade sicure vengono portati a 29,6 milioni di euro e il contingente di militari impiegati nelle operazioni di monitoraggio in Terra dei fuochi è raddoppiato, salendo a 200 unità.

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