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Imu, qualcosa di sinistro

Scritto da Giuseppe Pedersoli Il . Inserito in Il Palazzo

“Cancellerò l’Imu sulla prima casa”. Il pifferaio magico, o l’illusionista, come lo chiama Pierluigi Bersani, prova a bissare il successo della campagna elettorale di qualche anno fa. Gli esperti di comunicazione sostengono che fu una mossa vicente. E se Luigi de Magistris provasse ad anticipare Silvio Berlusconi, più che ad imitarlo? Se provasse a dire qualcosa di sinistra, per esempio eliminando l’Imu sulle abitazioni principali (meglio chiamarle così, “prima casa” genera confusione) spostando il prelievo sulle seconde case e sugli altri immobili? Quanto costerebbe?

La relazione dei revisori dei conti  del Comune di Napoli è abbastanza chiara e si chiede scusa per l’eccesso di numeri. Per il 2013 si prevede di incassare, quale quota di competenza comunale, per Imu abitazione principale (il “circa” è sempre sottinteso) 75 milioni di euro; 74 milioni per le “altre case” e 111 milioni per la cosiddetta “edilizia non residenziale” (capannoni, opifici ecc.). Insomma, un totale di 260 milioni di euro. A differenza di Governo e Parlamento, i comuni hanno un margine di manovra piuttosto limitato. Rinunziare ai 75 milioni sulle “prime case” significa trovare altri modi per incassare che, francamente, non ci sono. L’unica è spostare sugli altri immobili il prelievo. Gli “immobili non residenziali”, a parere di chi scrive, non possono essere penalizzati. Chi, di questi tempi, possiede un albergo, una fabbrichetta, già rischia il fallimento. Aumentare l’Imu significherebbe assestare il colpo di grazia. Restano da colpire, quindi, i proprietari di “seconde” (ma anche terze e quarte) case. Facciamo due conti. Se possiedi un appartamento del valore catastale di 150 mila euro (non ci vuole molto a raggiungere quel valore, al Vomero e a Posillipo 80 metri quadrati valgono catastalmente molto di più) e hai la sfortuna di non abitarci dentro, paghi circa 1600 euro all’anno. Se si decidesse di aggravare le aliquote per recuperare dalle seconde case l’Imu cancellata sulle prime, va da sé che si pagherebbe circa il doppio. Circa 3 mila euro all’anno per una casetta che è tua da tempo, per comprare la quale hai già pagato tutte le imposte (almeno così dovrebbe essere), il notaio, il mutuo. Insomma, pur volendo, de Magistris sull’Imu non può dire qualcosa di sinistra. Diventerebbe qualcosa di sinistro. La soluzione può essere trovata solo a Roma. Con un gettito da aumentare a favore degli enti locali. 75 milioni di euro è difficile recuperarli.