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Quanto pesa il nostro V(U)OTO!

Scritto da Riccardo Barone Il . Inserito in Il Palazzo

Dopo che lo scorso autunno stavano per essere cancellati i fondi per l’Erasmus, in sede di approvazione del bilancio dell’UE,  eccoci davanti ad un altro schiaffo per gli studenti in Erasmus.

Il ministro dell’Interno in queste ore ha confermato che gli studenti in Erasmus e i fuorisede non potranno votare se non tornando nella propria sezione elettorale, questa notizia ci porta riflettere sull’obsolescenza della nostra macchina elettorale. A 2 mesi dalla primarie del centrosinistra, a cui gli studenti in Erasmus avevano potuto partecipare con il voto per corrispondenza, scopriamo che lo scioglimento anticipato delle camere ha impedito al ddl sul voto per corrispondenza di diventare legge.

In Italia, infatti, a differenza di quanto accade in altri paesi europei il voto per corrispondenza è previsto solo per le forze dell’ordine e per il corpo diplomatico e non per gli studenti Erasmus, i quali non possono iscriversi all’AIRE perché risiedono all’estero meno dei 12 mesi necessari per l’iscrizione all’albo.

Appare chiaro quindi che la differenza nel corpo elettorale attualmente all’estero la farà la possibilità di spendere o meno dei soldi per tornare in Italia. Forse per evitare tutto questo sarebbe bastato introdurre il voto elettronico magari dando finalmente un senso al progetto delle carte d’identità elettroniche ma qui dovremmo affrontare l’italica riluttanza alle nuove tecnologie!

Il paradosso di questa vicenda è che i nostri politici si riempiono la bocca di elogi per il programma Erasmus, che in questi anni ha permesso a milioni di cittadini europei di studiare all’estero contribuendo a creare una nuova generazione cittadina d’Europa, ma nessuno si è preoccupato di copiare le leggi francesi o spagnole che consentono agli studenti più proiettati verso il futuro di esprimere un proprio diritto.

La cosa che sorprende è che la legge consente di votare alle più disparate categorie di dipendenti pubblici in servizio all’estero mentre vengono lasciati senza reale diritto di voto 25000 persone nel silenzio della legge. (per la cronaca ricordiamo che Prodi vinse per 24000 voti!)