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Enrico Fiore continua a trasmettere emozioni a Napoli: un suo capolavoro nella Chiesa del Gesù Nuovo

Scritto da Fabio Di Nunno Il . Inserito in Port'Alba

Enrico fiore

La Quaresima che volge al termine è stata ovviamente caratterizzata dalla recente visita di Papa Francesco a Napoli ma anche da un altro piccolo avvenimento che segna il periodo di penitenza e riflessione che precede la Pasqua, in una città che continua a portare delle ferite aperte, come quelle di un Cristo in croce.

Proprio Cristo in croce è un’opera del Maestro Enrico Fiore, scomparso nel 2013, che, il 18 febbraio 2015, in occasione delle Sacri Ceneri, è stata mostrata al pubblico nella sua nuova collocazione nella Chiesa del Gesù Nuovo. Complessa è la simbologia racchiusa nell’opera scultorea, mentre singolari sono le vicende che l’hanno portata ad una collocazione nel cuore di Napoli. In quest’opera, Cristo, ancora giovane, diventa un tutt’uno con il legno della croce, croce alla quale egli è difatti predestinato fin dalla nascita. La stessa corona di spine non è in capo a Gesù, ma al suo piede sinistro, lo lega al suolo, diventando radice del Cristo e della croce allo stesso tempo. Molteplici sono i materiali utilizzati dal Maestro Enrico Fiore per realizzare, nel 2004, quest’opera tanto originale. Egli scelse personalmente, nei boschi di Avellino, un tronco d’albero che è diventato il legno della corce alla quale è appeso il Cristo, un tronco a forma di forcina; di bronzo è invece il giovane corpo di Gesù, senza le piaghe e le ferite della Passione; infine, la base della scultura è di legno scolpito ad effetto di piperno. Singolari le vicissitudini che hanno portato l’opera al Gesù Nuovo. Infatti, ad un anno dalla morte del Maestro Fiore, avvenuta a Padova il 20 dicembre 2013, p. Vincenzo Sibilio sj, parroco della Chiesa del Gesù Nuovo, si innamorò di questo Cristo, le cui fotografie vide per la prima volta ad un anno dalla morte dell’artista, avvenuta il 21 dicembre 2014. Quindi, rappresentando l’opera una croce nuova, un nuovo Gesù, senz’altro insolito, ecco che la sua collocazione naturale è parsa quella nella Chiesa del Gesù Nuovo. Nella stessa cappella ove è posta la croce di Ernico Fiore, si trova anche una statua di Sant’Antonio, figura alla quale Fiore era devoto e patrono della città di Padova, dove l’artista si è spense. La famiglia di Enrico Fiore ha voluto che l’opera diventasse un Cristo di devozione, riprendendo l’intendimento dell’artista: emozionare e trasmettere empatia, sia come evento religioso in sè che come opera d’arte. Alla prossima passeggiata nel centro storico, allora, perchè non cogliere l’occasione di ammirare questo capolavoro?