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Antonio Buonomo, sindaco di Eduardo

Scritto da Gabriele Esposito Il . Inserito in Port'Alba

antonio buonomo

L’associazione culturale “Le voci di dentro” dal 9 aprile alle ore 21, giorno della prima, sino al 19 aprile presenta la piece di Eduardo De Filippo “Il sindaco del Rione Sanità” al teatro Ateneo di Casoria, in via Circumvallazione 27, per la regia di Rosario Sannino, con Antonio Buonomo nel ruolo che fu di Eduardo. Afferma Sannino: “È la storia non di un uomo, ma di un pensiero, di una coscienza, di un’ idea: il farsi giustizia con le proprie mani. La giustizia da sola non basta e l’astuzia di gente carogna è capace di modificare a proprio piacimento la legge, rendendola, però, prigioniera di un sistema senza speranza. Ma ci si libera dalle catene con verità e sapienza.”

Antonio Buonomo, emozionatissimo alla prima, ha affermato, con la genuinità che lo ha sempre contraddistinto, la sua soddisfazione riguardo alla realizzazione di un sogno, interpretare il ruolo di Antonio Barracano. “Mi sono sentito mancare il respiro ed il cuore a mille, nonostante i miei cinquant’anni di esperienza, -scrive sul suo profilo Facebook- questi lavori vanno affrontati con grande rispetto e responsabilità. I miei colleghi di lavoro, con il loro calore e la loro professionalità, mi hanno supportato ed alleggerito molto questo peso che mi sentivo addosso.”
Scenografia surrealistica e post moderna, in una sala rosso vittoriano elegante, ma al tempo stesso di spirito romanico, senza eccessivi fronzoli ornamentali, che permette agli spettatori di incanalare l’attenzione sulla scena. Bellissimo e di effetto il proemio, con istantanee di giustizia moderna, che come in una mostra newyorkese al Guggenheim, vede quadri appesi al soffitto, con quelle catene che la vita avvolge intorno alle vite ed alle libertà dell’umanità. La scenografia viene arricchita dagli attori che, come nei romanzi di Asimov, si attivano all’improvviso rinnovando un’opera sempreverde e con tematiche attuali. In quest’ottica va letta la scelta oleografica di utilizzare abiti bianchi, atti a simboleggiare purezza, pulizia e virtù, marroni, a rappresentare il calore che emanano gli uomini e beige a descrivere la pietà verso gli stessi uomini e le loro storie senza tempo. A rompere questo schema cromatico, il verde dell'abito di Antonio Barracano, in cui coincidono l’anima della vittima e quella del carnefice, che agisce, però, nella sua ignoranza, con l’intento di realizzare “un mondo meno rotondo, ma un poco più quadrato.”
La simbologia di un’arte messa in scena senza orpelli e sempre aperta rappresenta, da un lato l’esigenza di ottenere dalla struttura il massimo, senza stravolgimenti o voli olistici, da parte dello spettatore, dall’altro un’apertura alla trasparenza ed alla legalità che il teatro, come quello di Eduardo, può educare un sistema, senza perdere la speranza e risulti semplice ed applicabile a tutti. In tal guisa, il regista, Sannino, con la compagnia tutta ha espresso la sua vicinanza ad Antonella Leardi, presente alla prima.
Una rappresentazione fatta da artisti bravissimi e giovani, qualcuno addirittura alla primissima esperienza, in cui Antonio Buonomo, con la sua eleganza artistica, si pone come il buon padre di famiglia, pronto ad elargire consigli e pacche sulle spalle. Eduardo lo avrebbe nominato Sindaco del suo Teatro, non solo della Sanità.