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Al collasso la Linea 2 Trenitalia della Metro di Napoli: emblema della crisi dei trasporti in Campania

Scritto da Fabio Di Nunno Il . Inserito in Funiculì, funicolà

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Il trasporto pubblico in Campania è in crisi ovunque, ma la Linea 2 della Metropolitana di Napoli, gestita da Trenitalia, rappresenta pienamente il fallimento e la demagogia delle politiche dei trasporti della Regione Campania governata dal centrodestra negli ultimi cinque anni.

Infatti, negli ultimi anni, la Regione Campania ha tagliato 22 milioni di € sul contratto di servizio con Trenitalia (perdendo 103 treni al giorno) e, in più, la Regione ha una forte esposizione di crediti verso la stessa azienda: gli ultimi dati, risalenti all’anno scorso ed all’audizione del presidente Mauro Moretti in commissione parlamentare trasporti, rendevano noto crediti scaduti per circa 215 milioni. Con l’introduzione dell’orario invernale nel dicembre 2014, diversamente da quanto sostenuto dall’assessore regionale ai trasporti Sergio Vetrella, si è provveduto al prolungamento della linea da Gianturco a San Giovanni a Teduccio (il capolinea era pronto ma mai attivato dal 2010!) senza un potenziamento reale del servizio ma con un taglio della programmazione di oltre 2300 corse in 6 mesi (Dicembre 2014 – Giugno 2015). Cioè, sono state attivate le corse fino a Napoli San Giovanni – Barra a scapito della tratta che va da Napoli Campi Flegrei a Pozzuoli-Solfatara. Sono stati fortemente tagliati i servizi serali, domenicali e festivi creando anche vuoti di orario che vanno dai 30 minuti ad 1 ora e trenta minuti specialmente sulla tratta Napoli Campi Flegrei – Pozzuoli-Solfatara. Tra l’altro, essendo stato l’orario serale ridotto con corse di chiusura della linea intorno alle 21.30, non sono più garantiti i servizi post partita del calcio Napoli, che la Regione in ogni caso non intende pagare causando notevoli disagi all’utenza ed al quartiere di Fuorigrotta che si vede per forza di cose invaso da migliaia di automobili. Attualmente si è fatto carico della questione il Comune di Napoli garantendo il pagamento dei servizi sulla tratta Campi Flegrei – Piazza Garibaldi ma è impensabile continuare in questa maniera avendo in zona ben 3 linee ferroviarie (Linea 2 – Cumana – Linea 6). Va anche detto che la Regione Campania proprio a causa dei ritardi nei pagamenti non ha visto l’arrivo dei nuovi treni Jazz che avrebbero sostituito i veicoli attualmente in uso sulla linea 2 ovvero le “Ale 724”. Un danno notevole considerano che i nuovi veicoli a piano ribassato e con tutti i comfort, avrebbero migliorato nettamente la puntualità e la qualità del servizio. Inoltre, altre tratte sono state tagliate: quelle verso Capua (un partenza da Napoli Campi Flegrei) e quelle verso Formia. Infatti, quella che era conosciuta come metropolitana regionale Formia-Salerno, tratta fortemente utilizzata dai pendolari, di fatto non esiste più. I treni diretti per Formia hanno il loro capolinea a Napoli Campi Flegrei e sono concentrati solo di mattina, mentre altri servizi prevedono cambi di treno a Pozzuoli e/o Villa Literno. Tutto ciò genera continui disagi per gli utenti, che sono costretti a cambiare di frequente convoglio o binario (spesso a Napoli Campi Flegrei), laddove molti decidono addirittura di camminare lungo i binari per arrivare alla stazione successiva. Gli utenti sono esasperati: a volte si è sfiorata l’aggressione al personale di Trenitalia e, addirittura, sabato 18 aprile, i passeggeri diretti a Pozzuoli hanno occupato il binario verso Napoli fino all’arrivo di un treno diretto a Pozzuoli. Infine, la tratta verso Salerno (e Castellammare di Stabia), riaperta di recente dopo una frana, risulta menomata per il fatto che i convogli terminano a Napoli Campi Flegrei e non proseguire verso Formia. Ovviamente, l’Assessore Vetrella, quando risponde agli interrogativi dell’utenza, cosa rara, ritiene che tutto vada bene: infatti, cosa c’è di strano nell’aspettare la metropolitana per 1 ora e 30 minuti? Purtroppo, la situazione della Linea 2 manifesta l’approccio complessivo della Regione Campania al tema dei trasporti, che è quello da demagogia nell’affrontare la questione, la non curanza per le esigenze degli utenti che, innanzitutto, sono dei clienti, e la mancanza del rispetto di un diritto fondamentale, quella alla mobilità.