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Web-Learning e MOOC, con Federica.eu l’università napoletana fa un balzo nel futuro

Scritto da Roberto Calise Il . Inserito in Port'Alba

2015.05.21 - Web-Learning e MOOC con Federica.eu luniversita napoletana fa un balzo nel futuro

Federica.eu: un dominio Internet europeo made in Italy – anzi, made in Napoli – per lanciare la sfida dell’apprendimento a distanza alle maggiori università europee e mondiali. E’ questo il progetto ambizioso della Federico II, principale istituzione accademica del Meridione che, con la presentazione del suo nuovo portale di web-learning, fa un balzo nel futuro.

Da questa primavera, sul nuovo sito internet www.federica.eu sono già disponibili i primi MOOC (Massive Open Online Course) della Federico II, il rivoluzionario formato di lezioni online che negli ultimi anni si è diffuso dagli Stati Uniti a tutte le principali università del mondo. In realtà, l’ateneo napoletano era già all’avanguardia per ciò che concerne l’e-learning grazie alla prima versione di Federic@ (www.federica.unina.it), un progetto diretto dal prof. Mauro Calise, cattedratico di Scienza Politica presso il Dipartimento di Scienze Sociali, e fra i maggiori politologi italiani. In poco meno di dieci anni, grazie al lavoro di un team di giovani ricercatori, più di 300 corsi con 5000 lezioni sono stati resi accessibili a tutti gli studenti di qualunque parte del mondo. Uno sforzo titanico, largamente apprezzato dal pubblico: nel 2014, il sito ha infatti toccato la notevole cifra di quattro milioni di visitatori.

Su Federic@ si trova di tutto: da corsi di Agraria all’Etnografia, dalla Metodologia Clinica alla Filosofia Teoretica, dal Diritto dell’Unione Europea al Management e Marketing delle Imprese Turistiche. Per ogni corso, tante slide di testo e link utili per ampliare la conoscenza della materia. Inoltre, grazie alla partnership fra la Federico II e Apple, è possibile scaricare gratuitamente l’audio delle lezioni direttamente sul proprio iPod/iPhone attraverso i Podcast di iTunes, il portale Internet del colosso californiano dedicato alla vendita di musica e film. Allo stesso tempo, la Living Library, un’utilissima “mappa” delle fonti disponibili in Rete, segnala centinaia di siti web per l’accesso gratuito ai materiali di studio, mettendo a disposizione degli studenti, in pochi clic, l’intero mare magnum della conoscenza online. Infine, il team di Federic@, in collaborazione con l’Enciclopedia Treccani ed il Corriere della Sera, ha elaborato il progetto YouLaurea, una guida interattiva creata con lo scopo di facilitare l’orientamento pre e post laurea, fornendo così a tanti ragazzi confusi sul proprio futuro un importante supporto in questo delicato processo di decisione.

Fin qui, un (luminoso) passato. Tuttavia, i trend dell’educazione universitaria a distanza stanno rapidamente mutando, e la Federico II, grazie all’esperienza accumulata, si mette sulla strada giusta per seguirli. Difatti, dagli Stati Uniti stanno sbarcando in Europa i MOOC, acronimo per Massive Open Online Course, vale a dire Corsi Online Massivi Aperti. Già dal nome, è facilmente intuibile un percorso che si va delineando: se fino ad ora le risorse online erano considerate aggiuntive alle lezioni in aula, ora si sta andando verso corsi di massa completamente virtuali. Il metodo universitario classico “docente + aula di studenti” sta dunque cambiando in maniera irreversibile, e i numeri, in pochi anni, certificano questo percorso: ad oggi, sono oltre venti milioni gli studenti di qualsiasi età che, indipendentemente
 dalla provenienza geografica e dal titolo
di studio, si iscrivono e frequentano virtualmente corsi proposti da diversi atenei, anche prestigiosi. I primi a puntare sul nuovo formato MOOC sono stati i bostoniani del Massachusetts Institute of Technology (MIT), seguiti a ruota da Harvard e Stanford. Il perché le università statunitensi si stiano affidando a questo nuovo strumento è presto detto: i corsi tradizionali hanno costi d’iscrizione, con crediti prestabiliti, e sono limitati a poche decine di iscritti. I MOOC, invece, sono solitamente gratuiti, senza crediti formali e, soprattutto, raggiungono un pubblico di massa, potenzialmente in ogni angolo del globo, aumentando di colpo la “potenza di fuoco” di un’istituzione culturale. I dati ad oggi disponibili suggeriscono che dal 2019 circa il 50% dei corsi di formazione superiore sarà impartito online, aprendo così un mercato nuovo quanto ancora largamente inesplorato per multinazionali come Google e Microsoft, che, si prevede, entreranno sempre più nel business della produzione e diffusione di corsi.

Per quanto concerne la produzione e la diffusione di MOOC, l’Italia è decisamente indietro. Non si segnala nelle maggiori università, sia pubbliche che private, la dovuta attenzione a questo nuovo filone dell’insegnamento a distanza. Per tale ragione, la sfida lanciata dalla Federico II rappresenta una vera e propria eccellenza, un’esperienza che farà da potenziale apripista per tutte le altre istituzioni che vorranno allinearsi a questo trend. L’impegno del prof. Mauro Calise e del suo team è stato totale: la piattaforma Federica.eu è completamente realizzata in-house dall’istituto federiciano, sia per quanto riguarda l’innovativa interfaccia grafica PLEIN, che ottimizza l’esperienza di apprendimento integrando anche tablet e smartphone, sia per quanto riguarda i contenuti. Infatti, per la realizzazione dei primi MOOC “made in Napoli” non ci si è voluti limitare ai soli docenti della Federico II: così, il team guidato da Calise ha ospitato anche grandi nomi del panorama culturale italiano, come Gianfranco Pasquino (ordinario di “Scienza Politica” al Dickinson College di Bologna), il sondaggista Nando Pagnocelli (cattedratico di “Modelli e processi della pubblica opinione” all’Università Cattolica di Milano, nonché ospite fisso del talk-show “Di Martedì”, diretto da Giovanni Floris su La 7), Angelo Cangelosi (professore di Robotica all’Università di Plymouth, Gran Bretagna) e il politologo tedesco Dirk Berg-Schlosser. Nell’arco del 2015, verranno lanciati 41 corsi, della durata di un minimo di 8 fino ad un massimo di 12 settimane. Ad ogni nuova lezione resa disponibile online, lo studente registrato al corso riceverà un’email di avviso in quanto la “frequenza”, seppur virtuale, rappresenta comunque un requisito fondamentale. Inoltre, la Federico II riconoscerà l’attribuzione di CFU extra per i suoi studenti che dimostreranno di aver seguito con profitto i MOOC.

Lo sviluppo della piattaforma Federica.eu è stato interamente finanziato attraverso il sapiente utilizzo di fondi europei destinati alla ricerca, un esempio positivo in quel che è un campo spesso citato solo per incapacità di spesa da parte delle pubbliche amministrazioni. Nell’Italia che arranca dietro la digitalizzazione, dove secondo l’ISTAT nel 2014 il 38,3% della popolazione italiana è risultato offline (ossia, 22 milioni di persone tagliate fuori dall’agenda digitale) e dove la banda larga o ultra-larga è da anni una promessa elettorale non mantenuta, Federica.eu rappresenta un segnale importante, specialmente per un Meridione ancor più penalizzato dal digital divide. Infatti, se negli ultimi anni le differenze di sviluppo fra Settentrione e Meridione del Paese si sono ulteriormente accentuate, con conseguenze nefaste anche per il settore dell’educazione, i MOOC, grazie a ridotti costi di produzione e ampie possibilità di diffusione, possono rappresentare un veicolo per colmare, almeno in parte, il divario fra università del Nord e del Sud. Un campo nel quale Napoli potrebbe giocare un ruolo decisivo, per riprendersi, almeno sul piano culturale, quella centralità che troppo a lungo si è vista negare, e per ritornare ad essere la “Capitale del Mezzogiorno” – come la storia, quella dei libri tradizionali, da sempre insegna.

 

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