#FamilyDay: bigotti ed ignoranti di tutta Italia alla riscossa!

Scritto da Roberto Chiacchiaro Il . Inserito in I Generi

family day

Pochi giorni fa si è tenuto a Roma, e precisamente in piazza San Giovanni, il "Family Day", una manifestazione il cui scopo era quello di bloccare la diffusione e l'insegnamento della "teoria gender" nelle scuole, ostacolare l'approvazione del ddl Cirinnà, di cui spesso abbiamo parlato in passato, e i cui partecipanti si dicevano, e si dicono tutt'oggi, mossi dal desiderio di difendere la "famiglia tradizionale" dagli attacchi di tutti coloro i quali vorrebbero, a loro dire, snaturarne il significato e la sacrlatià (anche se non mi è ben chiaro in cosa consistano tali attacchi e soprattutto da chi siano perpetrati, ma ci arriveremo).

Oltre all'adesione dei soliti noti appartenenti al mondo della politica, alcuni dei quali fortunatamente ex PD, quali Giovanadi, Gasparri, Quagliariello, Binetti, Adinolfi ecc., vi è stata anche quella di svariati esponenti della curia romana, come era ovvio che fosse, e niente meno che quella dell'Imam di Centocelle, il quale ha sentito la necessità di intervenire perché, come egli stesso ha dichiarato:"anche la comunità islamica è contro questo progetto pericoloso che vuole inquinare i cervelli dei nostri figli". Ultima nota di cronaca: secondo gli organizzatori i manifestanti avrebbero dato vita ad una folla di un milione di pesone, stima poi riveduta al ribasso dalla Questura che ha parlato di quattrocentomila partecipanti. Questa sono i fatti.

Ora, potrei star qui ad elencare tutte le innumerevoli dichiarazioni che hanno preceduto e seguito la manifestazione, i botta e risposta su twitter, l'indignazione che questa ha susciatato in una certa parte della società e il supporto ricevutone da un'alta, ma non credo possa interessarvi, anche perchè sono informazioni che potreste reperire sul sito di qualsiasi quotidinao nazionale. Quel che vorrei fare, invece, è sottoporvi l'idea che io mi sono fatto, cercando di esprimerla senza filtri e nella maniera più politicamente scorretta possibile.

Sono convinto che siano principalmente due i fattori che abbiamo portato tante persone in piazza a Roma contro di me. Si, contro di me. Contro tutto quello che sono, e che non ho scelto di essere come ancora alcuni si ostinano a credere, contro tutti i miei desideri di poter avere una famiglia un giorno e di vedermelo riconosciuto, contro la mia voglia d'integrazione. Ignoranza e paura, sono queste che agitano tutti quelli che li fuori si rifiutano di vedere la realtà, o che si limitano a vivere in quella che qualcuno ha confezionato per loro.

Ignoranza, perchè i partecipanti ad manifestazione il cui cuore è la lotta alla diffusione della "teoria gender" nelle scuole, dovrebbero sapere che non esiste. Non esiste nessuna "teoria gender", vorrei sottolinearlo con forza. Non esiste. L'idea che si voglia insegnare ai bambini che non vi siano differenze tra maschio e femmina, che esista una sorta di "genere neutro" e che loro possano poi scegliere cosa diventare da grandi è semplicemente folle e del tutto infondata. Davvero non ho idea da dove l'abbiano tirata fuori. Sì, ci sono studi volti a scardinare la medievale convinzione che la donna sia "naturalmente" portata per lo svolgimento di certe mansioni così come l'uomo di altre, ma non hanno certo lo scopo di annullare le differenze tra i due sessi quanto piuttosto quello di combattere una discriminazione. Quello che invece si vorrebbe iniziare a fare nelle scuole, come è anche riportato nelle linee guida presenti nel documento stilato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, il cui contenuto è stato totalmente travisato, è far prendere consapevolezza anche ai più piccoli del proprio corpo così che possano avere con quest'ultimo un rapporto sano e, con il passare degli anni, educarli alla sessualità e magari spiegare loro come il sesso e l'orientamento sessuale siano due cose distitne e che non esista un solo ed unico modo "giusto" di vivere la propria affettività. Si vorrebbe insomma insegnare a rispettare se stessi ed il prossimo, null'altro che questo.

Paura, perchè ciò che non si conosce, che percepiamo come diverso da noi, estraneo, a volte ci spaventa. Temiamo possa compromettere il nostro stile di vita, possa far vacillare quelle certezze su cui abbiamo costrito il nostro percorso, su cui abbiamo fondato le nostre convinzioni. E' forse questo l'aspetto che umanamente più posso capire, anche se non lo condivido. Il cambiamento fa paura, è fisiologico che generi delle resistenze, specialmente nell'animo dei più conservatori. Come è evidente, però, non c'è nulla da temere. Non c'è nulla di diverso nell'amore di due etero o di due gay. E' amore, è desiderio di condivisione, di felicità. L'approvazione del ddl Cirinnà, che spero avvenga all'inizo di quest'autunno, il cui scopo è quello di colmare un vuoto legislativo regolarizzando finalmente l'unione tra persone dello stesso sesso non scalfirà in nessun modo l'istituzione familiare o del matrimonio, non sottrarrà loro alcuna dignità. La così detta "famiglia tradizionale" non è sotto attacco, nessuno crede che sia superata, anche perchè rimarrà sempre il tipo di unione più diffuso. Si tratta semplicemente di adegursi ad una società che cambia, che si evolve, che scopre nuovi modi di vivere e di intendere la famiglia, che non è più quella di cinquanta anni fa, con buona pace di chi ci vorrebbe ancora relegati agli inzi del secolo.


Concludo con un'ulteriore considerazione, la più personale di tutte. Voi che siete intervenuti in piazza davanti a migliaia di persone, che siete saliti su di un palco vomitando il vostro odio per chi considerate inferiore, sbagliato, voi che siete intimamente convinti di possedere la sola ed unica verità, che rifuggite ogni forma di confronto, che predicate l'amore e la tollerenza solo quando vi fa comodo e che in certi casi (molti, ad esser sinceri) vivete le vostre vite tradendo le vostre stesse parole, mi disgustate. Spero che arrivi il giorno in cui finalmente facciate i conti con la vostra coscienza. Spero, inoltre, che manifestazioni di questo tipo siano sempre meno partecipate, sempre più osteggiate dall'opinione pubblica e che maturi presto nel nostro Paese la consapevolezza che i diritti sono ad appannaggio di tutti, che la famiglia è quel nucleo sociale in cui ci si vuol bene, punto e basta, sia essa composta da un genitore single, da una coppia etero od omosessuale, e che alla fine l'amore vince sempre. Sempre.

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