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Benitez a dieta e De Laurentiis iscritto al PD?

Scritto da Giuseppe Pedersoli Il . Inserito in Il Pallonetto

de laurentis benitez

Che si sia in piena fase di empolizzazione del calcio napoletano, non lo nega nessuno. Può essere una fase gradita o meno, ma il fatto … è innegabile. La panchina del Napoli non accoglie più le internazionali e sacre natiche di mister Rafa Benitez. Ospiterà il culo sodo di Maurizio Sarri. Il nuovo coach degli azzurri è un allenatore approdato in serie A alla veneranda età cinquantacinque anni. Sarri ha un passato da bancario che nel tempo libero si dedicava all’elaborazione di un numero infinito di schemi tattici.

Il primo acquisto di Aurelio de Laurentiis, che fino al ritiro di Dimaro 2014, auspicava e predicava la sprovincializzazione del pallone, è stato Mirko Valdifiori, regista ventinovenne dell’Empoli guidato, guarda un po’, dallo stesso Sarri. Pare che altri calciatori arriveranno dalle terre toscane. L’anno scorso si sognava Mascherano, oggi si parla di Saponara. Il fair play finanziario, la mancata qualificazione in Champions e il primo bilancio in perdita hanno imposto (questa è la giustificazione) un ridimensionamento delle strategie societarie. I tifosi napoletani sono contenti, al lordo del ritorno del portierone-leader Pepe Reina? Mah. Il “sempre forza Napoli” costringe noi tifosi a mangiare questa minestra e a farcela pure piacere. Di certo non tiferemo per altre squadre. Ma prima di scagliare la pietra contro il presidente, vorrei offrire uno spunto di riflessione partendo da un esempio. Sono il proprietario di un’azienda e a un mio dipendente corrispondo uno stipendio (al netto delle tasse) di circa 350 mila euro al mese. Al mese, non all’anno. A un certo punto il mio dipendente pretende che io gli mostri il business plan della società, gli spieghi quali sono gli obiettivi, se esiste la possibilità che si acquisti una nuova sede sociale e un nuovo stabilimento produttivo. Qualora non soddisfatto della programmazione, lui, il dipendente, lascerà l’azienda. Il riferimento è, si è capito, all’ex allenatore del Napoli, Benitez. Molti hanno criticato Aurelio De Laurentiis per aver virato la rotta – o forse di aver fatto inversione a U – puntando su un allenatore completamente diverso da Rafa (e a cui corrisponderà uno stipendio molto più economico per le casse societarie). Ma, francamente, non so quanti di noi avrebbero sopportato un lavoratore esigente, rompiscatole e invadente come lo spagnolo. La realtà è Rafa si è accasato nientepopodimeno che al Real Madrid, uno dei cinque, forse tre club più importanti, ricchi e potenti del mondo. Al Real hanno addirittura messo a dieta il “chiattone”, in nome dell’immagine  a cui il Real tiene tantissimo. Il “chiattone”, che qui da noi non ha mai voluto accantonare le sue idee di gioco e l’ormai famigerato centrocampo a due, si è adeguato dichiarando che, innanzitutto, si dovranno ascoltare le idee dei campioni madrilisti, prima di ipotizzare schemi e moduli. Insomma, tutto e il contrario di tutto. Benitez, pur di allenare i “galacticos”, ha radicalmente cambiato atteggiamento rinunziando persino ai piaceri della tavola. Il nostro “contrario di tutto” è Maurizio Sarri. La saga del contrario continua con il comportamento di Aurelione per quanto concerne il nuovo stadio. Dopo riunioni, annunci e progetti a firma dell’architetto che ha realizzato lo Juventus Stadium, De Laurentiis ha pubblicamente dichiarato che aspetterà il nuovo sindaco per rimodernare il San Paolo. Pomo della discordia, gli imminenti concerti che si svolgeranno nell’impianto di Fuorigrotta e che, a parere del presidente, rovineranno il terreno di gioco. Nessun cronista, e non capisco il perché, ha sottolineato la portata politica delle dichiarazioni del presidente: così parlando, AdL ha praticamente detto che Luigi de Magistris l’anno prossimo non sarà più il primo cittadino napoletano. Il vulcanico Aurelio prima flirta con il neo governatore De Luca e poi lancia un siluro a de Magistris. La conclusione è che i tifosi del Napoli non stanno capendo più niente. E’ più facile che De Laurentiis si iscriva al partito democratico che lo scudetto passi per la cruna della squadra azzurra. Ma forza Napoli, sempre.