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Trasporto pubblico in Campania: dal biglietto Unico agli utenti con il TIC

Scritto da Daniele Puglia Il . Inserito in Funiculì, funicolà

caos

“Un pendolare residente in provincia, che si sposta a Napoli ogni giorno, quanti biglietti consuma al mese? Ve lo dico io: quasi 100! Incredibile! ma da oggi c’è UNICO”. Il simpatico bigliettaio, interpretato nello spot da Alessandro Greco, annunciava con semplici parole la rivoluzione della tariffazione che si stava per avviare in Campania. Una rivoluzione che cambiava radicalmente la visione del trasporto pubblico locale, mettendo le esigenze dell’utente al centro dell’azione politica e programmatica e non più quelle delle singole aziende.


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Il 18 ottobre del 2000, infatti, veniva istituita una tariffazione unica integrata su base provinciale, la tariffa “UNICO”: via la selva di biglietti, via le decine di tariffe, più semplicità e facilità nel reperimento dei titoli di viaggio, più opportunità. Insomma, per 2.300.000 abitanti della città di Napoli e dei 43 Comuni della provincia era cambiato il modo di approcciarsi all’uso del trasporto pubblico locale.
Il sistema Unico, evoluzione del biglietto integrato partenopeo “GiraNapoli”, dopo circa due anni diventava il sistema di tariffazione dell’intera Regione cancellando definitivamente centinaia di titoli di viaggio e semplificando la vita di migliaia di pendolari della Campania. Questo fino al 2014.
Dal gennaio del 2015, infatti, la tariffazione UNICO è passata sotto la scure dell’ex assessore regionale ai trasporti Sergio Vetrella, con l’intento di attuare una revisione totale del sistema tariffario. Nasce, quindi, il “TIC”, il nuovo ticket integrato al quale si affiancano nuovamente i titoli di viaggio aziendali e nuove fasce tariffarie su base chilometrica per un totale di 16 fasce (11 con il precedente sistema).
In un solo colpo si cancellano 20 anni di conquiste, aumentando il costo complessivo del biglietto integrato in alcuni casi fino al 50% (link), la confusione tra l’utenza (link) ed in più la difficoltà nel reperire i titoli di viaggio ancora troppo legati al sistema cartaceo (link).
È finita qui? No, perché oltre al danno abbiamo anche la beffa: un dettagliato rapporto elaborato dal Consorzio Unico Campania ha evidenziato che l’introduzione della bigliettazione aziendale rischia di generare una riduzione complessiva degli introiti per le aziende pari a quasi 26 milioni all’anno. La domanda, allora, sorge spontanea: ma con quali risorse si andranno a coprire eventuali perdite aziendali già aumentate negli anni a causa dal crollo dell’utenza (circa 600 mila utenti al giorno sull’intera rete regionale) e dall’aumento certificato dell’evasione?
Insomma, una decisione immediata e non procrastinabile è quella di cancellare il nuovo TIC ritornando al sistema “Unico Campania”, effettuando i correttivi dove necessario, per poi procedere in tempi rapidi all’evoluzione digitale dello stesso.
In pochi anni c’è stato, infatti, un boom di apparecchiature smartphone ed oggi il pagamento con moneta elettronica tramite siti web, sms, app e sistemi nfc è una consuetudine per milioni di persone.
L’introduzione della bigliettazione elettronica deve essere, quindi, la naturale evoluzione di un sistema di tariffazione semplice, abbattendo da un lato anche determinati costi oggi esistenti per le aziende e dall’altro aumentando le opportunità di acquisto per l’utenza con una biglietteria digitale h24.