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Nomination al Nobel per Giulio Tarro

Scritto da Gabriele Crispo Il . Inserito in Port'Alba

giulio tarro nobel

Un libretto universitario ricco esclusivamente di trenta e trenta e lode, nessun voto al di sotto. Laureato in anticipo, Giulio Filippo Tarro, rappresentava, già nel 1962, una promessa per la medicina. Il curriculum che in cinquant'anni e oltre il medico ha redatto è inumano: una vita ricca di successi e riconoscimenti; di scoperte; di conferenze.

Giulio Tarro rappresenta l'emblema del buon medico di oggi: egli stesso, da grande umanista, oltre che scienziato qual'è, si diletta nel definire la sua professione “Sono un medico. Quando ho cominciato ad esserlo, più o meno cinquanta anni fa, questo termine indicava uno schivo professionista che, in un riservato silenzio, si limitava a mettere la sua conoscenza e il suo acume al servizio del malato. Non gli si chiedeva nient’altro. La malattia era una faccenda squisitamente privata, la discrezione il marchio della Medicina.” La malattia era una faccenda privata e per pochi, si potrebbe aggiungere. “La cosa che mi ha sempre affascinato nella mia professione di medico e di ricercatore (anzi “scienziato”, mi si passi questo termine che, solo in Italia è ammantato di un’aureola quasi sacrale) è, oltre al fascino della scoperta scientifica, il dovermi confrontare con innumerevoli ammalati: tutti diversi per età, storia, cultura, condizioni sociali, inclinazioni dell’animo, ecc., e nello stesso tempo tutti uguali di fronte alla malattia e, spesso, alla morte”. Da queste parole si inizia ad avere una minima percezione di quello che è Giulio Tarro: un uomo umile, al servizio della scienza e dell'umanità.
Tuttavia per coloro che si attendono un elencazione delle competenze del candidato al Premio Nobel per la Medicina 2015, questa è la notizia dell'articolo, vi propongo un succinto riassunto.
Partendo dagli strumenti linguistici: Giulio Tarro, conosce e parla correttamente Inglese, Francese, Spagnolo, Tedesco e Russo. È stato docente di virologia all’Università di Napoli; primario emerito del “Cotugno”, sua dimora per decenni ed è Presidente della fondazione Onlus “Teresa & Luigi de Beaumont Bonelli” per le ricerche sul cancro, sul quale ha fatto scoperte sensazionali, che probabilmente gli assicureranno un posto d'onore sui libri di medicina, oltre che di storia.
Tra gli studi ricordiamo “l’associazione degli Herpesvirus con alcuni tumori dell’uomo. Nel '79 ha isolato il virus respiratorio sinciziale nei bambini affetti durante l’epidemia del “male oscuro” di Napoli. Attualmente è impegnato nel separare antigeni tumorali ed identificare il loro valore nella diagnosi e nell’immunoterapia.” Queste alcune delle scoperte, le quali anche se sensazionali, mai gli assicurarono il Premio Nobel, mancato però nel 2000. Sono decenni che a Stoccolma si sussurra il suo nome. Quest'anno le voci sono diventate molto più prepotenti e probabilmente ad Ottobre, il pallottoliere Italiano dei Nobel potrebbe essere aggiornato. Naturalmente Giulio Tarro con sinteticità minimizzatrice, durante la festa per la nomination al Nobel voluta dal Lions club international di Pompei , afferma che: ”si tratta di una semplice nomination come ne ho già avute in passato. Ad Ottobre molto probabilmente si deciderà a chi verrà assegnato il Nobel, anche se temo che questo possa non essere il mio anno”. Sicuramente ci saranno altri anni in cui si parlerà di Giulio Tarro ricandidato al Nobel, ma una qualsiasi persona politicamente corretta intenditrice di medicina, può affermare che i tempi siano maturi. Le scoperte di Tarro meritano un riconoscimento; la sua dedizione all'umanità merita di essere celebrata dagli uomini. Le sue scoperte sensazionali devono essere rese note. Questo non è un panegirico di parte, questa è una verità oramai certa: gli studi di quest'uomo possono portarci a distruggere i tumori. Consapevoli di ciò, attendiamo la cerimonia che in Ottobre, si spera, darà la consacrazione a questo figlio adottato della Campania. “Fratelli d'Italia, l'Italia s'è desta”: dobbiamo essere orgogliosi di avere un fratello come Giulio Tarro nel mondo, con o senza Nobel, l'umanità ti ringrazia.