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‘A staggìon nun finisc’, continuano i “Tramonti d’estate al Pausilypon”

Scritto da Enrico Mezza Il . Inserito in Port'Alba

Villa-Imperiale-Pausilypon

Passeggiare tra i sentieri della storia è una rarità; passo dopo passo, si ripercorrono le vicende che ci hanno condotto alla modernità, a ciò che siamo. Non solo, è inoltre un’occasione per confonderci con lo spazio che ci circonda, riportando indietro i nostri orologi digitali.

Approfittando dell’inesauribile caldo estivo, ogni sabato alle 17.00 continuano i “Tramonti d’estate al Pausilypon”: ciclo di visite attraverso i resti dell’antica villa di Publio Vedio Pollione, curate dal gruppo “CSI Gaiola onlus”. Dal titolo suggestivo, gli eventi in questione rappresentano un straordinario modo per appropriarci dello spazio storico che ci circonda.

Difatti, da diversi anni, la collina di Posillipo si arricchisce di due fuori all’occhiello, incredibilmente valorizzati dal “Centro studi interdisciplinari Gaiola”: il “Parco Sommerso di Gaiola” ed il “Parco Archeologico-ambientale Pausilypon”. Il primo, ben noto alla compagine cittadina, consiste in un’area marina protetta, che si estende sui resti di un antico murenario romano. Il complesso archeologico è, invece, collocato sulla sommità della collina, dove giacciono i resti dell’antica villa di Publio Vedio Pollione, che originariamente comprendeva anche la sottostante area marina della Gaiola. Nello specifico, il complesso di Pausilypon interessava l’intero spazio tra l’isola di Gaiola e la baia di Trentaremi, formando un’area triangolare, con l’ultimo angolo da individuarsi nei pressi della grotta di Seiano. E’ qui che il CIS Gaiola organizza le passeggiate al tramonto.

Invero, Pausilypon è traducibile con “sollievo dal dolore”, d’altronde non poteva essere altrimenti. Publio Pollione era un ricchissimo cavaliere, vissuto nel I sec. A.C. . Nonostante provenisse da una famiglia di liberti, entrò nelle grazie di Augusto, che servì fedelmente, ricoprendo incarichi di prestigio nella provincia asiatica. Tanto lavoro necessitavano (e necessitano) di periodi di riposo. Ecco, dunque, spiegata la funzione della villa di Pausilypon.

Come si osserva nelle passeggiate dei “Tramonti d’estate”, la villa sorprende già dal principio. Si accede attraversando la “Grotta di Seiano”: un traforo lungo 770m, che collega via Coroglio con la Gaiola, attraversando Trentaremi. Nell’originaria struttura urbanistica, la grotta creava un collegamento tra la villa del cavaliere e le altre abitazioni patrizie, che così trovavano un facile sbocco verso i porti di Pozzuoli e Cuma. Inoltre, la grotta fu successivamente al centro di diverse vicende storiche. Riscoperta, e restaurata, sotto il governo di Ferdinando II, il traforo fu poi un utile rifugio durante i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. Nonostante sia un’opera di livello, da un punto di vista ingegneristico e storico, è di certo alla fine del tunnel che inizia il vero spettacolo.

Una volta attraversato il passaggio, lo sguardo è rapito da un’infinità di colori. Al centro della struttura si erge l’antico anfiteatro, dove Pollione s’intratteneva con i suoi ospiti. La costruzione è letteralmente circondata da una calda vegetazione, che si arrampica serena sulla collina. Tuttavia, è nell’intensità del mare napoletano che si percepisce la bellezza della villa. Seduto sui gradoni dell’anfiteatro, lo spettatore ammira non solo lo spettacolo rappresentato di volta in volta, ma anche la distesa azzurra del Mediterraneo. Difatti, la struttura è collocata ai margini di uno strapiompo, ai cui vertici bassi sono visibili il parco marino della Gaiola e, dall’altro lato, Trentaremi.

Mentre il sole si trasforma in una rossa sfera incandescente, i gabbiani proseguono nel loro millenario volo simmetrico. In quel momento, tutto inizia e termina nel rumore del mare, che con vigore e frastuono, prima accarezza e poi aggredisce la scogliera. Quasi rincorrendo quella luce e quel rumore, la passeggiata prosegue, superando il teatro ed intraprendendo un stretto sentiero, fino a giungere al belvedere. In questo punto, si disvela tutta la grandezza del golfo, che dalla collina di Posillipo assume un significato intenso, particolare. Sorpreso, il visitatore comprende che si tratti dello stesso tramonto ammirato dal vecchio cavaliere romano. Ecco che il nostro orologio digitale torna ad essere una meridiana, che al calare delle tenebre segna costantemente la stessa ora.