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Stadio San Paolo: una storia (in)finita

Scritto da Gabriele Esposito Il . Inserito in Il Pallonetto

de magistris de laurentis

A metà settembre dopo un vertice, definito sereno, tenutosi al San Paolo, a metà settembre, prima del match inaugurale di Europa League, tra il presidente Aurelio De Laurentiis, il dirigente Alessandro Formisano, l’avvocato Valentina Comella, l’uomo dei contratti Andrea Chiavelli per il Calcio Napoli e il capo di Gabinetto e direttore generale di Palazzo San Giacomo, Attilio Auricchio e l’assessore allo Sport, Ciro Borriello per il Comune, trapelava ottimismo riguardo alla querelle Stadio.

L’ultima parola, però, sarebbe spettata al Consiglio comunale che avrebbe dovuto approvare una convenzione ponte, al massimo due anni, sulla quale gli avvocati del Napoli, avendo visionato e studiato nel dettaglio tutte le carte, avrebbero trovato la quadra.
Il canone che la Società si sarebbe impegnata a versare, nelle casse di Palazzo San Giacomo, sarebbe dovuta ammontare a 650mila euro circa, comprendente: copertura dei costi (energia elettrica, gasolio, servizi igienici, manutenzione ordinaria impianti elettrici, manutenzione ordinaria edile, settore guardiania) e canone pubblicitario per ogni match, di 2500 euro a partita (il comune avrebbe rinunciato alla percentuale sugli incassi dei biglietti). La società avrebbe dovuto farsi carico del servizio di pulizia prima e dopo le partite (interventi che al Comune costano ogni anno 350mila euro) e di una parte dei costi della dispersione idrica (44mila euro). La convenzione avrebbe preveduto la possibilità di svolgere concerti ed eventi estivi nell’ex Stadio del Sole, ma solo dal 1 giugno alla prima decade di luglio.
Poi la scorsa settimana la seduta consiliare fa saltare il gentlemen agreement.
Dopo 10 ore di battaglia in Consiglio, manca il numero legale. La convenzione ponte con il Calcio Napoli per la gestione del San Paolo salta per l’ennesima volta, la terza volta. Tutto rinviato alle prossime settimane.
Il rischio per il Napoli, eventualità che da tutte le parti scongiurano, è che gli azzurri emigrino altrove in questa stagione. Intanto, spunta un ordine del giorno che chiede a De Laurentiis , visto lo stato del San Paolo, un tetto massimo di 15 euro per i biglietti delle curve.
Ciccio Marolda, uno dei migliori giornalisti campani, già a fine della scorsa stagione ammoniva, affermando in una trasmissione radiofonica: "Il San Paolo è uno stadio in piena decadenza, una vergogna per la sicurezza e non solo." Il patron azzurro, esasperato da questa situazione di stallo, prima di Napoli-Fiorentina di domenica scorsa, passa al contrattacco. Così parla dei rapporti sempre più tesi con il Comune di Napoli, in quanto il club azzurro dovrà in pratica affittare lo stadio San Paolo per via del fatto che non è stata approvata la convenzione d'uso dell'impianto; nello specifico, il Napoli pagherà cinquemila euro e destinerà al Comune il 10% dell'incasso netto. «In estate ho fatto finta che non ci fossero problemi, - specifica ADL- sono andato avanti a costruire la squadra, mentre indicavo Palermo come campo di casa per le partite europee. Non ho fatto amichevoli in casa e giocato fuori la prima. Poi, ho compiuto i passi che la legge ci obbligava a fare scegliendo un architetto all'altezza di poter modernizzare il San Paolo. Il piano di fattibilità per la ristrutturazione è stato presentato nei tempi, la convenzione è propedeutica alla seconda fase del mio progetto relativo al San Paolo. Avete visto lo stato in cui versa lo stadio? Le istituzioni di questa città non sono dalla parte del Napoli. Si può stare contro De Laurentiis ma non contro il Napoli. Se sei interista e sei contro il Napoli lo devi dire". Chiara la battuta sulla fede calcistica meneghina del primo cittadino partenopeo.
Dopo un incontro, i più raccontano molto formale, durante l’ultima gara di campionato, Luigi de Magistris ha dichiarato, in relazione alla polemica relativa ai tagliandi 'riservati' ai consiglieri comunali e al loro utilizzo, che “Nella convenzione che andremo a fare non è più ammissibile che ci siano biglietti circolari, che chiunque rappresenti un'autorità possa trasferirli ad altri.”
Il sindaco, dunque, traccia la strada che il Consiglio comunale, convocato per venerdì 23 ottobre, per approvare la convenzione tra amministrazione e società Calcio Napoli dovrà seguire. L'obiettivo è rendere i tagliandi incedibili. Ma non solo. La maggioranza, inoltre, informano da palazzo San Giacomo, presenterà una serie di proposte, raccolte in un maxi emendamento, tra cui rafforzare il numero di biglietti riservati a scuole e diversamente abili, secondo il modus operandi di questi ultimi anni.
Nel maxi emendamento dovrebbero essere inseriti anche il rafforzamento del trasporto pubblico per le gare serali, a carico del Calcio Napoli, e la previsione di partite per beneficenza il cui incasso verrà destinato alla manutenzione degli impianti sportivi cittadini.
Queste misure serviranno a trovare una soluzione? L’immagine vincente ed il gioco espresso dal team mister Sarri (che nel frattempo sta facendo arricreare il tifo partenopeo) saranno supportate da un templum efficiente, funzionale ed esteticamente bello? Il progetto di ADL, che per diventare, completamente, “europeo” aspetta il pass comunale sarà modificato, attestato, rinviato o….?
Nella speranza che tutto vada per il verso giusto e ricordandoci che i tituli si vincono stando tutti insieme, società, team, tifosi, informazione, città ed istituzioni, il Napoli vola tra le alchimie tattiche di un grande uomo di campo (Sarri) per troppo relegato nelle categorie dilettantistiche, e le magie di uno scugnizzo (Insigne) e un Pipita ritrovato, supportati da una squadra di atleti, finalmente, professionali.
Una storia in-finita …