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La collina insonne, di gioia e legalità: sabato 24 ottobre, quarta edizione della notte bianca al Vomero

Scritto da Enrico Mezza Il . Inserito in Port'Alba

notte insonne

Principiando uno dei suoi capolavori, Fedor Dostoevskiy scriveva: “era una notte incantevole, una di quelle notti come ci possono forse capitare solo quando siamo giovani, caro lettore. Il cielo era un cielo così stellato, così luminoso che, guardandolo, non si poteva fare a meno di chiedersi: è mai possibile che esistano sotto un simile cielo persone irritate e capricciose?” E’ vero, le notti insonni appartengo alla gioventù; ciò è riferibile tanto alle persone, quanto alle città.

Sabato 24 ottobre, per la quarta volta, la zona collinare Vomero/Arenella si riscopre di una giovinezza estremamente giovane, pronta a lasciarsi percorrere da napoletani (e non) fino alle ore più scure della notte. Nel 2012, la V Municipalità di Napoli, presieduta da Mario Coppeto, coniava un prospetto poco conosciuto al Meridione. In linea di massima, le feste cittadine vengono organizzate in virtù di ricorrenze, cattoliche o meno, facendone da cornice. Al contrario, la notte bianca al Vomero è un progetto nato e cresciuto tra le mani della cittadinanza di quartiere, così come rappresentata nell’assemblea circoscrizionale.

Ancorché “laica”, la quarta edizione de “le notti bianche” prende le mosse da precise idee ed aspirazioni. In prima analisi, concedere una spinta propulsiva all’aggregato culturale e commerciale del quartiere. Difatti, la notte diviene un momento utile dar libero sfogo a fervori culturali: giovani band che si esibiscono, artisti che creano e mostrano. Nelle ore successive al tramonto, si sviluppa, inoltre, una rinnovata attenzione ai prodotti commerciali del quartiere. Così, le botteghe vomeresi, aperte al chiaro di luna, diventano mete ambite da curiosi visitatori. Infine, la notte resta notte: le strade circoscrizionali si trasformano in enormi piste da ballo, in cui i cittadini si dilettano nelle danze, sorseggiando una birra o un amaro.

Tuttavia, quanto riferito non è che una parte della notte vomerese. La V Municipalità, di concerto con le istituzioni comunali, ha scelto di incentrare la manifestazione su un preciso tema: la legalità. Come precisato dal Presidente Coppeto, il Vomero ha una lunga storia di lotta alla criminalità. E’ il quartiere dove hanno vissuto Siani, Ruotolo e Buglione. E’ il quartiere dove vivono tanti napoletani, che bagnano gli occhi nel mare all’orizzonte, trovando la forza di portare avanti un’idea forte e leggera: il sogno di una città più umana, meno criminale. Questa notte sarà, dunque, la notte dell’antiracket, dell’anticamorra. Una notte, in cui la cittadinanza deve dimostrarsi sinergica, attenta al territorio, agli esercizi commerciali, alla scuola.
D’altronde, anche l’amministrazione comunale, rappresentata dal Sindaco De Magistris, plaude all’iniziativa: “una grande occasione civile per mobilitare le coscienze”.

Nello specifico, la notte interesserà diverse aree: Rione Alto, piazza Muzii, Antignano, la zona dello stadio Collana, piazza Vanvitelli e San Martino. La manifestazione prevede la creazione di un’enorme area pedonale, che però non pregiudicherà l’affluenza. Difatti, la notte bianca vomerese è, altresì, un modo per comprendere, o meglio conoscere, il trasporto pubblico napoletano, di cui la zona collinare ben si serve.

La notte, da qualcuno concepita per il sonno, provvederà a far svegliare l’animo dei napoletani. Come voleva Fedor, né capricciosi, né irritati, questi ultimi già sventolano le mascherine realizzate dagli organizzatori, riportanti la scritta: “ segnali positivi”. Ed è proprio ciò che ci voleva: positivo di sera, buona vita si spera.

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