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Notte Bianca della Legalità al Vomero: flop o successo?

Scritto da Lorenzo Riccio Il . Inserito in Port'Alba

2015.10.31 - Notte Bianca della Legalita al Vomero flop o successo

La notte bianca della legalità, evento clou della V Municipalità Vomero-Arenella, si è svolta lo scorso sabato 24 ottobre, e come sempre finita la festa è tempo di bilanci. Un flop secondo i vomeresi, un successo per gli organizzatori. Ma come è andata veramente?

Vedono il bicchiere mezzo pieno – sostenendo il buon risultato della manifestazione – i promotori dell’evento. Vale a dire il presidente della Municipalità, il presidente del centro commerciale Vomero, il sindaco. Il bicchiere mezzo vuoto, invece, è nei negozi vuoti o chiusi prima del tempo, nell’assenza per le strade dei residenti (fuggiti in massa dal quartiere), in un programma con pochi eventi musicali e in parte disatteso.

Si vuole qui prescindere dalle opinioni che si sentono, spesso provenienti dagli stessi vomeresi, che vedono il Vomero quasi come un quartiere idilliaco, macchiato dalla presenza della metropolitana che permette anche a persone appartenenti ad altre zone della città di salire sulla “magica” collina e portare la criminalità, quasi come se il Vomero fosse uno Stato a parte, e il “diverso” sia un nemico.

Tuttavia, c’è da riflettere circa l’opportunità di questa manifestazione, da sempre criticata dai residenti, e per i disagi che provoca, anche se per un solo giorno. La manifestazione comporta infatti una chiusura agli autoveicoli di quasi tutte le strade principali impendo a chiunque, residenti o meno, di utilizzare mezzi di trasporto privati dalle 18 fino “a cessate esigenze”, un’espressione vaga, utile a rendere ancora più difficile il ritorno a casa propria da parte di chi sia riuscito ad uscire.

Forse è anche opportuno riflettere sulla scelta del quartiere Vomero come teatro dell’evento, sicuramente ottimo negli intenti di portare anche un vantaggio economico agli esercizi commerciali ormai sempre più provati dalla crisi economica, ma forse inadatto per la sua conformazione morfologica. La manifestazione si svolge in un area che culmina con il piazzale di San Martino, il che comporta un sostanziale effetto imbuto di persone, che affollano la zona di piazza Vanvitelli, via Scarlatti e via Luca Giordano, e un nugolo di auto e motorini che si affollano nella zona esterna al perimetro di traffico limitato. Sicuramente una situazione non troppo felice che potrebbe essere ovviata svolgendo la Notte Bianca nelle principali piazze di Napoli, sicuramente più grandi e adatte ad accogliere l’elevato numero di persone che affluiscono, nonché eventi di una portata rilevante come concerti o discoteche.

Dunque, cosa non è andato per il verso giusto? Innanzitutto lo shopping. I negozi alle 20 erano quasi tutti aperti. Alle 21 solo la metà aveva le saracinesche alzate. Alle 22 si contava un negozio su cinque aperto. Vero è che gli avventori erano pochi. E chi entrava il più delle volte ne usciva senza pacchi. Grande folla invece per friggitorie, gelaterie, fast food, pizzetterie. Il risultato è stato che la maggior parte dei commercianti vomeresi, anche alle luce delle pessime esperienze pregresse, non ha creduto alla bontà di un evento organizzato peraltro di sabato, quando già l’affluenza è superiore a quella degli altri giorni, e senza particolari incentivazioni a fronte di ulteriori costi da sostenere per tenere aperti gli esercizi oltre il consueto orario. Sicché, a fine giornata, hanno abbassato le saracinesche come negli altri giorni, alle 20:00. In strade come via Luca Giordano e via Scarlatti si contavano sulle punte delle dita di una mano i negozi aperti, nelle traverse ancora di meno.

In secondo luogo, anche gli eventi non sempre sono stati all’altezza delle attese, e possono essere riassunti nello spettacolo in piazza Vanvitelli, con classica canzone di Pino Daniele accompagnata, almeno nei programmi, dalle ventimila paline di cartone distribuite nei giorni precedenti con frasi sulla legalità da far sventolare e che, al di là dell’estremo affetto e rispetto per il cantante napoletano, rischiano profondamente di scadere in un semplice cliché.

Inoltre, anche in questa “Notte per la Legalità”, come nelle precedenti edizioni della Notte Bianca, si sono visti tanti “bancarellari” e, come nelle sagre paesane, non mancava lo zucchero filato, il popcorn, il torrone e finanche il tirassegno. Non mancavano neppure i venditori di bibite contenute, insieme a pezzi di ghiaccio, in contenitori di plastica posti su trabiccoli a ruote. Il tutto, evidentemente, favorito dalla mancanza dei necessari controlli, che pure erano stati assicurati alla vigilia dell’iniziativa. Quel che è mancato, dunque, è stato il concetto stesso di legalità.

Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori Collinari, si è così espresso: «In definitiva si è risolta nella consueta passeggiata del sabato sera, lungo l’asse che da piazza degli Artisti porta a piazza Vanvitelli, attraverso via Luca Giordano e via Scarlatti, incrementata dalla presenza di alcune migliaia di adolescenti provenienti dagli altri quartieri partenopei, e alla quale volutamente non hanno partecipato i vomeresi, confidando che finalmente gli organizzatori comprendano l’inutilità o peggio la nocività d’iniziative del genere». Infine Capodanno conclude: «Mi auguro, dopo l’insuccesso di quest’ultima edizione, che si scriva la parola fine a una manifestazione del tutto improduttiva, che tra l’altro priva i residenti dell’area pedonalizzata della possibilità di entrare e uscire con i propri automezzi, dal sabato sera fino a notte inoltrata».

A questo punto non resta che sperare che la prossima edizione, nel caso si tenga, sia organizzata diversamente e non sia come quest’anno una notte che, come dimostrano i fatti, non ha proprio nulla da condividere con il concetto di legalità – quella praticata ovviamente e non quella meramente declamata. Un evento che, come un boomerang, rischia di ritorcersi in negativo nei confronti di chi sperava di poterlo utilizzare come passerella elettorale in vista delle oramai prossime elezioni amministrative.