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Il principe cerca casa

Scritto da Gabriele Esposito Il . Inserito in Port'Alba

totò

Venerdì 13 novembre, presso i locali della Chiesa S.S. Crocifisso e S. Rita, sita in Via Scipione Rovito, verrà presentato "Totò Memories - Vent'anni di inutili attese", libro+dvd della Marotta&Cafiero editori. Un’iniziativa voluta dall’Associazione “Gli Amici di Piazza G.B. Vico” e del presidente Carmine Serena, di concerto con il consigliere municipale Francesco Ruotolo.

Sarà l’occasione per un viaggio alla scoperta dei mancati ricordi del Principe della risata, semplicemente Totò. La travagliata vicenda del museo mai aperto al pubblico, la casa natale svenduta all'asta e le sculture mai realizzate, sono le aree semantiche di un'ampia e puntigliosa inchiesta che ricostruisce, tassello dopo tassello, la ventennale assenza di un omaggio concreto al più importante comico napoletano, ricordato e celebrato, invece, con devozione dai fan e dai suoi concittadini. L’indagine, culturale, storica ed antropologica, conduce il lettore ad un'analisi diretta di fatti e documenti, che vuole offrire una visione non distorta e parziale degli eventi.
Gli autori del docu-libro Carlo Maria Alfano, Annalisa D’Inverno e Daniela Giordano, trattano con perizia le dinamiche riguardanti “Il Museo di Totò”, che doveva essere un omaggio soprattutto ai residenti del quartiere Sanità, un progetto che avrebbe dovuto e potuto rivalutare un quartiere difficile come quello in cui è nato il Principe de Curtis, a cui rimase sempre legato e che, nonostante un (presunto) alto tasso criminale e una (opinabile) pericolosità delle sue strade, riesce lo stesso ad attivare ottimi progetti di crescita, di valorizzazione turistica e culturale dei suoi tesori nascosti e anche di tenere viva la memoria artistica e sociale di Totò.
I protagonisti che si raccontano ne "Totò Memories - Vent'anni di inutili attese” sono tantissimi. Tra questi ricorderei Gino Campolongo, architetto e grande appassionato del Principe della risata, che ha offerto la propria consulenza professionale nella disputa tra i responsabili dei lavori al Museo di Totò e gli inquilini confinanti ai locali del museo che hanno visto comparire crepe profonde, nelle proprie abitazioni e
Mario Pisani, l'architetto romano, chiamato dalla famiglia de Curtis, che ha fornito il progetto di allestimento per il Museo di Totò verso la fine degli anni Novanta, quando le istituzioni promettevano ancora l'inaugurazione entro il centenario della nascita del Principe nel 1998, racconta la storia dei primi passi del progetto museale, dagli incontri con Bassolino, e di come poi sia stato estromesso dai lavori di avanzamento, dei quali non ha avuto più notizia. Inoltre, appare molto ben documentata la travagliata storia giudiziaria dei danni al Palazzo Moles, declinata con talento narrativo e storico, e che rappresenta uno dei fiori all’occhiello degli autori del libro, che gli dedicano, sagacemente, un intero capitolo e ampio spazio nel DVD allegato.
Inoltre, il libro di Carlo Maria Alfarano, Annalisa d'Inverno e Daniela Giordano,
edito dalla Marotta&Cafierio, casa editrice di Scampia, rappresenta l’unico punto d’informazione a denunciare il mancato impegno dell’attuale amministrazione del Comune di Napoli, della Regione Campania (Giunta Caldoro) e dell'Associazione Antonio de Curtis riguardo la revoca di stanziamento di 30 mila € da parte del FAI (FONDO AMBIENTE ITALIANO) per il progetto di allestimento del Museo di Totò. Questo viene raccontato in Totò Memories, da pagina 159 del libro, conducendo il lettore alla scoperta del perché le istituzioni hanno perso quest'importante contributo, annullando le oltre 43 mila firme raccolte in tutto il mondo.
Una storia, un racconto che ha dell’incredibile che le parole di Don Gennaro Matino parroco e docente di Teologia Pastorale ci aiutano a comprendere meglio: "Ma Totò, attore-città, non è riuscito a trovare casa proprio a casa sua, a Napoli, e il mitico museo che a lui doveva essere dedicato dopo vent'anni di promesse resta ancora carta straccia. Raccontando l'attore, conservando la sua memoria, sarebbe stato possibile tracciare un percorso di storia importante proprio della nostra città e recuperare i nascosti significati dei volti di Napoli interpretati da una maschera inimitabile come quella di Antonio de Curtis"
Goffredo Fofi, giornalista, scrittore ed autore di numerosi libri su Totò scritti con il prezioso contributo di Franca Faldini, l'ultima compagna di vita di Totò, ne da una spiegazione sociologica, durante un’intervista agli autori del libro pubblicata sul web, descrivendo, in sintesi, come il “postmoderno ogni tanto rivitalizzi i miti del passato, attraverso giochi politici delle proloco, assessorati alla cultura, come scuse per fare delle feste o delle rassegne. Siamo in un’epoca nuova in cui si producono gusti e tendenze nuove. La sopravvivenza dei miti del passato avviene attraverso l’interessamento di aree minoritarie che, forse, non hanno perso il gusto per il bello, o sono nostalgici. Totò come Charlotte e Stanlio e Olio provocano risate anche nei bambini. Ci stiamo avviando verso il postumano, verso la disumanizzazione del reale, dove pigi un bottone ed i cani abbaiano, un (Pavlovismo cibernetico ndr). Per cui è semmai interessante che si parli ancora di Totò, della canzone classica Napoletana, della Sceneggiata e di Eduardo.”
Un libro interessante e che vale la pena leggere. L’incontro con gli autori, la proiezione del documentario, le esibizioni di alcuni ospiti (Gennaro Basile, Maurizio Maggio, Ciro Masi e Diego Rossi) che omaggeranno il Principe con prosa e musica da lui scritti, e, infine, il dibattito che verrà aperto a fine rappresentazione, sono un momento culturale che non può essere raccontato, ma vissuto a chi contento morì in povertà e aiutò, in silenzio, tanta gente ‘a campà.