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La storia di Davide, il post-gomorra di un affiliato al clan Di Lauro

Scritto da Alessandra Mugnolo Il . Inserito in Port'Alba

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Di lui Erri De Luca dice: "Davide Cerullo è un tizzone scambiato ad un incendio"
Davide Cerullo, figlio di un pastore e di una casalinga di Mianella, quartiere rurale alla periferia di Napoli, nono di quattordici figli, nel 1980 quando ancora era un bambino,risulta assegnatario di un appartamento nelle Vele a Scampia, luogo che segnerà profondamente e negativamente il futuro della famiglia Cerullo.

Il papà va via e lascia la mamma sola e senza lavoro con quattordici ragazzini da sfamare. Lo Stato non c'è, ma ci sono i Di Lauro. La Camorra offre il lavoro alla mamma di Davide : nascondere droga e soldi. Un fratello sta male per overdose da eroina, ma a Davide poco importa è come se anestetizzato dalla sua stessa inconsapevolezza e a nove anni è già membro della malavita organizzata e guadagna novecentomila lire al giorno. A diciassette anni ha motociclette, auto, droga di cui fa uso e vende, donne, fama, rispetto, successo, ed anche una malsana moralità che difende, giustifica e regge quello che è l'unico mondo che gli è stato dato. Spaccia, estorce, minaccia, fa del male a se stesso e agli altri. Poi l'arresto di sua madre, l'ambizione di diventare un capoclan e di aprire una propria piazza di spaccio, ed ancora la gambizzazione voluta dai membri della faida rivale. Infine diciottenne,finalmente l'arresto e la redenzione durante la detenzione nel carcere di Poggioreale grazie al Vangelo trovato sul letto della sua cella, l'incontro con suor Monica che gli insegna ad amare, il suo primo lavoro vero a Modena, la sua compagna ed i suoi bambini, il suo primo libro "Ali bruciate", la Ludoteca "L'albero delle Storie" a Scampia di cui è fondatore. Eppure ancora oggi il dramma della disoccupazione.

Davide, credi che tua madre sia stata la responsabile di tutto quello che ti è accaduto? In effetti se lei non avesse ceduto alla Camorra, tu forse avresti avuto modelli di riferimento migliori.
Difficile da dire, io mia madre oggi non la giustifico ma la perdono e con la consapevolezza degli anni trascorsi ho imparato a guardarla come una vittima del sistema piuttosto che una carnefice. La Camorra la fame te la legge negli occhi e quando lo Stato non c'è, il Lavoro non c'è, la Scuola non c'è e hai tredici bambini da sfamare non hai altre alternative. La Camorra sostituisce tutto quello che non hai: ti da il guadagnao, ti inserisce in una dimensione sociale fatta di regole e chi le rispetta, costruisce intorno a te un sistema di valori giusti o sbagliati che siano, ti rimette al mondo. Insomma da all'emarginato quello di cui ogni uomo ha bisogno, ovvero l'integrazione sociale, il senso di appartenenza ad una comunità e l'autosufficienza economica.
Credi allora che il reddito di cittadinanza possa essere un artificio utile per arginare questo fenomeno?
Sicuramente con uno stipendio di ottocento/ mille euro al mese, tra l'illegalità e la legalità tutti sceglierebbero la seconda. Ma uno stipendio non basta, c'è bisogno di "maestri della legalità" nelle scuole, nelle strade, sulle mura dei palazzi ma soprattutto dentro alle mure dei palazzi.
Mi hai raccontato che tuo fratello si bucava e tu spacciavi eroina, hashish, cocaina,marijuana. Vederlo male non era uno sprone a desistere?
Anche io facevo uso di queste sostanze, la paura degli aghi però mi ha salvato dalle sostanze endovena e quindi non la ritenevo un'abitudine malsana, nella nostra etica da affiliati la "pietas" era estrinsecata in altri modi, quando c'era. 
Rispetto alla redenzione ci racconti come è avvenuta?
E' stato un percorso di costruzione interiore molto lungo e difficile, ma ricordo esattamente il momento in cui qualcosa è cambiato, come in quei grandi amori che ti alzi una mattina e dimentichi, smettono di farti male e vai avanti così è successo tra me e la camorra.Ricordo che ero nel Padiglione Avellino di Poggioreale quando trovai un Vangelo sul mio letto e dal Vangelo secondo Matteo mi sentii chiamare : "Davide, Davide Davide". Il mio nome faceva ripetutamente comparsa nello scritto, come un monito. Ed in quel preciso istante ritornarono in me gli odori e i valori della terra che avevo conosciuto prima di Scampia grazie a mio padre; ripensai a "Regina" la capra che aveva sfamato me ed i miei fratelli prima della droga di Secondigliano e decisi di cambiare: da quel giorno per me la Camorra smise di esistere. Oggi sono disoccupato ma pulito.
Che messaggio vorresti inviare ai nostri lettori?
Ai vostri lettori vorrei dire che nessuno è irrecuperabile, che i loro sogni devono essere percorsi, che le volontà altrui non vanno calpastate che il prossimo va rispettato; che la felicità è nelle piccole cose e la povertà insegna più della ricchezza, che la terra ci salva sempre e le origini sono importanti perchè per quanto lontano si possa andare, per quanto in alto si possa salire non si smette mai di guardarsi indietro perchè capiamo quello che siamo nel raffronto con quello che eravamo.Può risultare banale per chi, fortunatamente, non ha mai fatto del male al prossimo e a se stesso come è capitato a me, per chi non si è mai sporcato e perso come invece è successo a me. Ma perdersi è facile, quello che è difficile è ritrovarsi. Io oggi ce la metto tutta scrivo libri, rilascio interviste, tengo iniziative, mi appoggio a chi può aiutarmi e non ho alcuna vergogna nel cercare aiuto e farmi aiutare. Vorrei un lavoro, vorrei una mano per la Ludoteca "L'albero delle Storie" per i bambini di Scampia, voglio portare in giro la mia storia e la mia sofferenza per esorcizzarla e per fungere da insegnamento agli altri.
Davide, vedo un tatuaggio sul tuo braccio sinistro: un filo spinato con un numero 182727. Che significa?
E' il numero del deportato Shlomo Venezia, scrittore italiano di origine ebraiche che sopravvissuto devolse la sua vita a raccontare l'esperienza nei lager nazisti. Mi ispiro a lui, la memoria è importante, bisogna non dimenticare per questo porterò in giro la mia storia. Anche io mi considero un sopravvissuto al lager della Camorra.
Oggi Davide cerca una lavoro e un contributo per il suo Libro e la Ludoteca di cui è co-fondatore.

 

Per aiutare Davide e contribuire al Progetto "L'Albero delle Storie"- Ludoteca di Scampia IBAN: IT33P0335967684510700194509 c/c intestato L'Albero delle Storie. "L'Albero delle Storie" cerca anche collaboratori e operatori esperti nell'educazione e nella formazione primaria per stage di formazione a cui rilascerà attestato.
Per contattare Davide: 3394981547
Link utili: http://libreria-online.paoline.it/schedaProdotto.aspx?idp=9788831535731
Ringrazio la professoressa Adriana Oliva della Seconda Università degli Studi di Napoli per avermi fatto conoscere la storia di Davide e per l'impegno che ogni giorno devolve per aiutare gli ultimi e chi più ne ha bisogno.