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Passione Tour al Palapartenope: Napoli (con un pizzico di NY) che canta Napoli

Scritto da Enrico Mezza Il . Inserito in Port'Alba

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Qualche decennio fa, Andy Warhol affermava: “amo Napoli perché mi ricorda New York, specialmente per i tanti travestiti e per i rifiuti per strada. Come New York è una città che cade a pezzi, e nonostante tutto la gente è felice come quella di New York”.

Già allora, il legame tra la capitale del Mezzogiorno d’Italia e la cd Big Apple era più che evidente: passionale come il rapporto che unisce certi napoletani e certi newyorkesi. Ed oggi, come allora, capita che uno straniero, dall’accento ‘mmericano di Brooklyn, sia in grado di percepire e raccontare l’essenza di Parthenope.

Dopo l’incredibile successo ottenuto al Teatro Bellini (sold out in ogni ordine di posto), l’organizzazione di “Passione Tour” fissa una nuova data: martedì 29 dicembre alla “Casa della Musica”.
Lo spettacolo è la versione teatrale del documentario di John Turturro, proiettato alla 67esima Mostra Internazionale del Cinema di Venezia.
Il film è girato a Napoli, nella sua interezza. Le telecamere di Turturro procedono attraverso i vicoli più stretti, i vecchi palazzi nobiliari dimenticati ed i classici scorci da cartolina della città: castel dell’Ovo, castel Sant’Elmo, il palazzo dello Spagnolo, la Solfatara.
Nel documentario, Napoli non è solo un suggestivo scenario di ambientazione, ma altresì soggetto principale della pellicola.

Nello specifico, “Passione” vuole rappresentare uno spaccato della città, raccontata attraverso i suoi più conosciuti aneddoti, accadimenti e leggende. Per farlo Turturro utilizza un particolare mezzo narrativo: la musica. Napoli è così raccontata dalla voce dei suoi cantanti, che intonano le canzoni della tradizione e non solo. D’altronde, secondo lo stesso regista: Napoli “è dipinta di suoni, e la musica ne è un elemento essenziale”. Da ciò prende le mosse “Passione Tour”.

Lo spettacolo è frutto di un’incredibile collaborazione, effettuata tra John Turturro (supervisore alla regia), il direttore artistico Federico Vacalebre ed il direttore musicale Luigi De Rienzo.
Questi hanno selezionato alcuni dei contributi musicali del film, arricchendoli e sistematizzandoli per il diverso palcoscenico teatrale. Tra cui Bammenella, ‘O Sole mio, Luna rossa, Tammurriata nera, ma anche, Nun te scurdà, Malasorte e tante altre.
Anche per i protagonisti dello spettacolo, gli organizzatori hanno scelto di confermare lo staff del film, cui si sono integrati altri interpreti. Nell’anno della tragica scomparsa di Pino Daniele, figlio prediletto di Parthenope, James Senese, gli Almamegretta, M’Barka Ben Taleb, Pietra Montecorvino, Spakkaneapolis 55, nonché diversi ospiti a sorpresa, renderanno omaggio alla canzone ed alla cultura napoletana.

Ancora una volta, dunque, Napoli viene proposta come ciò che è: un incredibile crogiuolo di suggestioni diverse, provenienti da ogni parte della Terra, del Mediterraneo e dell’Oceano. Culture che, però, trovano una magnifica sintesi in una parola musicata, un aneddoto, un’espressione sarcastica. Napoli, nell’idea dello statunitense Turturro, si presenta viva, maledetta (o “carta sporca”) e benedetta allo stesso tempo, capace di assurgere al ruolo di capitale e, insieme, di sprofondare nelle sue contraddizioni. In ogni caso, musica per le nostre orecchie.