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Nessuno tocchi Sarri!

Scritto da Gabriele Esposito Il . Inserito in Il Pallonetto

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Iniziamo, come direbbe Antonio Albanese, con la fredda cronaca: Ieri Napoli-Inter valevole per il quarto di Coppa Italia Tim, Il Napoli è sotto di un gol, quando quasi allo scadere, il gol di Ljajic (0-2) fa esplodere la gioia dei giocatori dell'Inter. Si scatena la lite tra Roberto Mancini, tecnico dei nerazzurri, e Maurizio Sarri, allenatore del Napoli. Mancini, al termine della gara, ha spiegato ai microfoni di Rai Sport, cosa sia successo: "Sarri è un razzista e uomini come lui non possono stare nel calcio.

Io mi sono alzato per chiedere al quarto uomo perché mai 5 minuti di recupero. Lui si è alzato e mi ha urlato 'frocio' e 'finocchio'. Sarei orgoglioso se fossi così. Della partita non mi interessa niente, una persona di 60 anni che si comporta così è una vergogna. Si può litigare, ma questa è una vergogna. Sono andato a cercarlo negli spogliatoi, mi ha chiesto scusa, ma in Inghilterra uno come lui non avrebbe mai messo piede sul campo". 
Sarri si è poi presentato in conferenza stampa, dichiarando: "Si tirano fuori storie di omofobia, ma è stata la prima offesa che mi è venuta in mente. Non è un'offesa nei confronti degli omosessuali, anche perché ho da sempre amici omosessuali. Squalifica? Non mi aspetto nulla. Perché dovrei essere squalificato? Si tratta di un'offesa come tutte le altre, mi aspetto una squalifica normale.  Cosa mi ha risposto Mancini? Mi ha detto 'vecchio cazzone', mi sembra abbastanza razzista anche questo. Messaggio serio? Ho chiesto scusa a tutti gli omosessuali, non vedo che altro posso fare."
Cosa rischia il mister azzurro? Da due a quattro mesi di squalifica. Spetterà ora all'arbitro, nel referto, entrambi gli allenatori sono stati allontanati del campo, e poi alla Procura federale e al Giudice Sportivo fare chiarezza sul caso che sta facendo e farà discutere tutta l'Italia calcistica. In base all'articolo 11 del Codice di giustizia sportiva della Figc, in merito al quale verrà giudicato il comportamento dell'allenatore del Napoli si definisce che: “Costituisce comportamento discriminatorio, sanzionabile quale illecito disciplinare, ogni condotta che, direttamente o indirettamente, comporti offesa, denigrazione o insulto per motivi di razza, colore, religione, lingua, sesso, nazionalità, origine etnica, ovvero configuri propaganda ideologica vietata dalla legge o comunque inneggiante a comportamenti discriminatori. I dirigenti, i tesserati di società, i soci e non soci di cui all’art. 1 bis, comma 5 che commettono una violazione del comma 1 sono puniti con l’inibizione o la squalifica non inferiore a quattro mesi o, nei casi più gravi, anche con la sanzione prevista dalla lettera g) dell’art. 19, comma 1, nonché, per il settore professionistico, con l’ammenda da € 15.000,00 ad € 30.000,00. Le società sono responsabili per l’introduzione o l’esibizione negli impianti sportivi da parte dei propri sostenitori di disegni, scritte, simboli, emblemi o simili, recanti espressioni di discriminazione. Esse sono altresì responsabili per cori, grida e ogni altra manifestazione che siano, per dimensione e percezione reale del fenomeno, espressione di discriminazione. La responsabilità delle società concorre con quella del singolo dirigente, socio e non socio.”
Tenendo presente che Sarri ha sbagliato e lo ha ammesso subito, cosa non da tutti, il massacro mediatico a cui è stato e sarà sottoposto è discriminatorio. Questo si. Analizziamo insieme questi forti scambi narrativi. Sei frocio!!! Sei ricchione!!! Questi epiteti sono comunissimi nei campetti dove settimanalmente si gioca a calcio e calcetto, non solo Napoli o in Campania, allargando anche al Sud ne volano di belle… Anzi a pensarci bene, in tutta Italia. Forse dovrei essere più preciso. In tutto il mondo, ma non fermiamoci al mondo del calcio. Anzi molto spesso, sui campi di calcio professionistici, o in qualche sala dal profilo più elitario, si possono ascoltare o vedere labiali peggiori. Dalla speranza di una catarsi lavica vesuviana che debba purificare il suolo italico della “napoletanità”, alla promiscuità delle Giuliette, al rito tribale coreutico dell’invocazione della morte di uno o di quel giocatore, ai cori che professano la scarsa dignità sessuale delle genitrici del calciatore o allenatore di turno, terminando con i vaffa quotidiani che i giocatori si scambiano tra loro o rivolgono ai direttori di gara o alle tifoserie.
Di questi non ho mai o quasi sentito scuse, anche a distanza di anni. Mister Sarri ha subito fatto outing, confessando la sua colpa, i suoi errori. Nemmeno chi ha offeso, chiamando “vecchio cazzone” una persona più anziana, verso cui si dovrebbe rispetto. Se di rispetto si parla e se ne chiede.
L’insulto non è accettabile, questo è giusto e culturalmente condiviso. Da chi è un personaggio pubblico ancor di più, in quanto provoca orrori ed errori, attraverso comportamenti strumentalizzati di gruppi di tifosi, che con le manifestazioni sportive hanno poco o nulla a che fare. Sarri è una persona perbene, un uomo che si è formato nei campetti dilettantistici della periferia toscana. Un professionista serio, che ama il suo lavoro. A chi da fastidio lui e il Napoli? Non voglio fare dietrologismi. Merita, sicuramente, una squalifica, ma commisurata al valore del suo comportamento anomico, non come punizione verso una città che attraverso il calcio, si trova ai vertici nazionali ed europei, non solo in questa stagione.
Non strumentalizziamo le diversità sessuali, non tiriamo in ballo problematiche di genere, in quanto non è questo il focus dello scontro. Chi lo fa è in malafede. Difendiamo Sarri, non perché è l’allenatore del Napoli, ma perché rappresenta ciò che di vero e genuino è rimasto nel calcio. Nessuno tocchi Sarri!!!