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Archivio storico banco di Napoli: il conto in banca della Napoli dell'era moderna

Scritto da Lorenzo Riccio Il . Inserito in Port'Alba

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Al via le visite serali all’Archivio Storico del Banco di Napoli in occasione del ciclo di eventi “Storie di miserie e nobiltà”; sabato 12 marzo la memoria degli antichi banchi pubblici partenopei sarà a disposizione di turisti e cittadini. La storia della città e di coloro che vi abitarono o vi transitarono sarà sotto gli occhi di tutti, filtrata da fedi di credito e polizze.

 

L’Archivio Storico del Banco di Napoli, che rappresenta la più imponente raccolta archivistica di documentazione bancaria esistente al mondo, si trova nella sede dell’Istituto Banco di Napoli - Fondazione, nel cinquecentesco palazzo Ricca, in via dei Tribunali, e nell’attiguo palazzo Cuomo, acquistati dall’antico Monte e Banco dei Poveri l’uno nel 1616, l’altro molto più tardi nel 1787 e presenta ben 330 stanze.

Sono custoditi i volumi originali e le bancali degli otto banchi pubblici che furono i protagonisti degli scambi della capitale del Mezzogiorno sin dal 1539, continuando poi la loro opera – una volta accorpati – come Banco delle Due Sicilie, prima, e Banco di Napoli in seguito all'Unità d'Italia.

I banchi pubblici, nati per finalità filantropiche e votati all’aiuto delle fasce più deboli della popolazione, svolsero un ruolo fondamentale per lo sviluppo della città e si trasformarono, lungo i decenni, nell’elemento portante dell'intera economia napoletana e meridionale, facendo di Napoli un centro di traffico di denaro a livello anche internazionale.

Le storie e i suoni di quattro secoli sono compresse in migliaia e migliaia di enormi libri e hanno solo bisogno di essere dipanate, raccontate, interpretate.
Questo universo storico, cassaforte infinita per studiosi e ricercatori, diventa materia aperta a tutti. È un enorme patrimonio, un mondo da perderci la testa, un mondo che pulsa ancora e narra vicende piccole e grandi.

Come l’incarico dato a Caravaggio nel febbraio del 1607, per un dipinto da finire entro il dicembre successivo con un anticipo di 200 ducati. Un’opera da realizzare a Polignano a mare, forse persa, forse mai eseguita. Gli enormi “spiedini di carta”, le filze, dove venivano infilzate centinaia di fedi di credito, i bancali, raccontano pagamenti e transazioni.

Riprendendo le fila di un’idea cominciata diversi anni fa, il presidente della Fondazione Banco di Napoli ha voluto l’apertura stabile dell’Archivio con iniziative e installazioni fisse. Spiega Sergio Riolo, responsabile del progetto di valorizzazione dell’Archivio: «Vorremmo che, attraverso iniziative culturali e con espressioni artistiche e strumenti tecnologici, la città e i turisti possano rendersi conto dell’immenso patrimonio di conoscenza esistente nel cuore della città».
Dice il presidente della Fondazione, Daniele Marrama: «Quando venne dimostrato il primato del Banco di Napoli, il Monte dei Paschi di Siena, che si vantava di essere la struttura di credito più antica d’Italia, ha dovuto eliminare questa definizione dal logo. E ha lasciato solo l’anno di fondazione, il 1472. Era 9 anni dopo il banco dell’Annunziata a Napoli, primo progenitore dell’odierno Banco di Napoli ».

La parte forse ancor più interessante è quella riguardante le storie del popolo che suggeriscono racconti di vita affascinanti: storie d’amore e di ricchezza, di nobiltà e di gelosia, di successi e di sconfitte, di nascite e di omicidi. Il tutto attraverso documenti originali dei banchi, che vanno dal 500 al 900 e che raccontano dettagliatamente fortune e sfortune dei nostri avi, rintracciabili con chiarezza all’interno delle causali di pagamento manoscritte dagli antichi funzionari di banco, il vero tesoro dell’Archivio, in cui si raccontano circa diciassette milioni di nomi; lontane dal linguaggio burocratico sono descrizioni minuziose di veri spaccati di vita. Spaccati che potrete osservare direttamente tra pandette e libri maggiori, scoprire ammirando le filze, gli originali “kebab di carta” contenenti le bancali, e ascoltare dai racconti degli esperti dell’Archivio.

Un patrimonio prezioso e raro in una visita guidata che racconta le più inedite e misteriose storie di Napoli in modo del tutto originale e fuori dagli schemi.

Raffaele Ajello, Professore Emerito di storia del diritto medievale e moderno, riguardo all’Archivio Storico riconobbe che “nessuno [avrebbe potuto] pretendere di scrivere completamente di credito e d’ordinamenti bancarii, e della storia economica d’Italia, [se non avesse] studiato ed esplorato nei suoi innumerevoli scaffali, che sono come una terra vergine per l’economista e pel giurista”.


Le visite guidate inizieranno sabato 12 marzo alle ore 19 e prevedono un tour nelle sale più importanti dell’archivio accompagnati da esperti in grado di soddisfare le curiosità dei partecipanti.
Non resta dunque null’altro da fare che prenotare la visita e tuffarsi in un viaggio affascinante.


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