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Paestum nei percorsi del Grand Tour

Scritto da Lorenzo Riccio Il . Inserito in Port'Alba

paestum napoli

Si inaugura sabato 16 aprile alle ore 16.00, presso le Sale delle Esposizioni di Castel dell’Ovo, la mostra-evento “Paestum nei percorsi del Grand Tour”, patrocinata dai comuni di Napoli e Capaccio-Paestum.

In linea con il tema centrale dell’edizione 2016 del Maggio dei Monumenti dedicato alle celebrazioni per i trecento anni dalla nascita di Carlo III di Borbone, propone le opere di alcuni tra i maggiori autori del tempo, pittori e geografi, che restituiranno il fascino delle vedute di Paestum e del Cilento che contribuirono a formare, a partire dal XVIII secolo, l’immaginario collettivo del Sud Italia e la concretezza delle cartografie necessarie e pianificare lo sviluppo del Regno.

Un territorio - che Goethe non esitò a descrivere come “la più splendida immagine che porterò con me integra al nord” - che ha ispirato le visioni di più autori, i quali con differenti stili e tecniche, hanno lasciato una propria traccia nella memoria collettiva.

Fu proprio durante il Regno di Carlo III che si comprese il valore della memoria come fondamento del presente e il viaggio che artisti, uomini e donne di cultura cominciarono a intraprendere con regolarità, acquistò valore per le sue intrinseche proprietà e si propose esso stesso come unico e solo fine, in nome di una curiosità fattasi più audace, del sapere e della conoscenza.

“Paestum nei percorsi del Grand Tour - La discoverta delle antiche ruine”: questo il titolo dell’esposizione, che ospita 34 opere, tra disegni, incisioni, gouaches e olii su tela, che abbracciano l’arte del Settecento e Ottocento, partendo dagli anni di Carlo III.

Il percorso espositivo si articola in tre sezioni: la prima, con opere e vedute settecentesche, tra cui alcune cartografie (quella più antica, dei primi anni del secolo, con le 12 province del regno, è di Jeremiah Wolff) e litografie firmate da Raffaello Morghen.
Nella seconda sala è protagonista il corpus delle grandi stampe di Giovanni Battista Piranesi, celebre architetto e incisore appassionato di arte classica, che proprio a Paestum pubblicò numerose opere (le “Differents vues de Pesto”), ritraenti i suoi maestosi ed “eroici” edifici greci, affiancati a piccole figure umane, spesso contadini o viaggiatori europei. Un tipo di disegno che torna anche nella terza sezione, che descrive, attraverso i colori di Anton Pitloo, Franz Catel e William Turner, l’archeologia e la “vita quotidiana” nella piana del Sele.

“Le opere - spiega Francesco Ciotola, storico dell’arte e curatore della mostra - descrivono le bellezze pestane, sia archeologiche che paesaggistiche: alcune foggiate con quella precisione e rigore tipici del periodo illuminista, altre arricchite da idealizzazioni romantiche, anticipando le scene di genere dipinte dai rappresentanti della Scuola di Posillipo”.

L’iniziativa è promossa dalla Fondazione Giambattista Vico nella persona di Luigi Maria Pepe, presente anche all’inaugurazione, Direttore della sede di Napoli e dalla Fondazione ITS BACT, Fondazione Istituto Tecnico Superiore per le Tecnologie Innovative per i Beni e le Attività Culturali e Turistiche. L’iniziativa gode del patrocinio del Comune di Napoli e del Comune di Capaccio e vede il contributo di SRA Sviluppo Risorse Ambientali, Fare Ambiente e Piloda Group.

Con questo evento, la Fondazione Giambattista Vico e la Fondazione ITS BACT, si pongono come interlocutore e soggetto propositore di un dialogo con altre realtà interessate all'apertura a nuovi scenari votati di progresso del turismo di qualità. Obiettivo ultimo è l'unificazione degli itinerari e la comprensione che i Beni Culturali, attraverso la loro stessa valorizzazione e promozione, sono e sempre più possono diventare, fattori peculiari di sviluppo socio-economico.