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Azzurro Napoli, azzurro Italia: via agli Europei2016!

Scritto da Enrico Mezza Il . Inserito in Il Pallonetto

Maglia-nazionale

In queste ore, la Nazionale italiana di calcio si prepara ad insediarsi a Montpellier, sede del quartier generale azzurro per Euro ’16. La squadra di Conte si presenta all’appuntamento tra luci ed ombre e tanti interrogativi.

 

Tra le ombre, spicca alle pendici del Vesuvio l’incredulità per l’esclusione di Jorge Luiz Frello Filho. Jorginho, dal nome “brasileiro ma dal passaporto italiano, rappresenta uno dei fiori all’occhiello del centrocampo azzurro.

Grazie alla guida esperta di Sarri, il centrocampista totale del Napoli è nelle posizioni più alte nelle classifiche di rendimento della Serie A. Ciò, da un lato, è valso l’inserimento nella lista dei pre-convocati ad Euro ’16. Dall’altro lato, però, non è stato sufficiente per strappare un biglietto aereo per la Francia. Perché?

Quando si tratta del pallone, non esiste la soluzione perfetta. In Italia siamo tutti commissari tecnici. Il tifoso italiano è un giocatore di “Football Manager” ante litteram.

Commentare le scelte di Conte, pertanto, non è facile. Non è facile perché ognuno vive l’eterna dicotomia tra appartenenza al club cittadino e sentimento calcistico-patriottico.

Nell’incedere del percorso valutativo, non può omettersi, altresì, un dato: la vocazione esotica della massima serie del campionato nazionale. Le maggiori squadre della Serie A sono composte da giocatori stranieri, spesso di basso profilo (anche se, forse, che qualcosa sta cambiando).

A fronte delle precedenti problematiche epistemologiche, ci si avvia con prudenza al cuore dell’analisi. Perché De Rossi, Parolo, Thiago Motta e Sturaro? Perché non Jorginho?

Secondo un punto di vista prettamente partenopeo, la scelta di Conte è dettata da ragioni sentimentali e di affezione. L’Italia rappresenta un’applicazione calcistica del cd. esprit de finesse. In tal senso, sarebbero spiegabili le scelte riguardanti il “blocco Juve”, Sturaro, etc.

Da tifoso del Napoli, una simile lettura è certamente intrigante e, soprattutto, soddisfacente. Difatti, placa i bollenti spiriti, rendendo la società partenopea parte lesa. In particolare, l’esclusione di Jorginho costituirebbe l’ennesimo smacco, ingiustificato e ingiusto verso Napoli.

Tuttavia, seppur appagante, il precedente orientamento interpretativo offre il destro a diverse critiche. E’ noto che Conte sia un allenatore in ascesa, nel pieno della sua maturità. La sua attenzione per i prossimi campionati europei è massima, così come la voglia di far bene.

Per tali considerazioni, l’esclusione di Jorginho, di difficile comprensione astratta, è nel concreto facilmente spiegabile. Conte si è affidato al suo esprit de geometrie, alla logica.

Il gioco del CT sembrerebbe poco adatto al mediano partenopeo. Meglio ancora, altri giocatori, ancorché non in formissima, sono più funzionali alle idee del tecnico pugliese. Di conseguenza, Conte non adotta due pesi e due misure, ma fa le sue scelte in modo coerente con il suo gioco.

Come ogni indagine che si rispetti, però, è necessario apportare delle conclusioni. Stavolta, il gioco è semplice, basta seguire un antico adagio: “prima la maglia”. Quali che siano gli 11 in campo, è sufficiente che dimostrino coraggio ardimentoso, umiltà e spirito di sacrificio.

Dispiace per il centrocampista napoletano, autore di un pregevole campionato, ma è il momento di andare avanti e rispolverare quel sorriso perso nelle notti tedesche, in una calda estate del 2006. Forza Azzurri, di qualsiasi sfumatura!