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Monti e il "bilancio" di Napoli

Scritto da Michele Saggese Il . Inserito in Il Palazzo


 

Le nuove norme introdotte dal Governo sul taglio ai costi della politica e sul riequilibrio finanziario per gli enti locali, cambiano radicalmente il quadro di riferimento. In particolare il secondo tema riguarda molto da vicino il Comune di Napoli, che si trova in condizioni di particolare difficoltà economica, aggravata dalla decisione di chiudere con un pesante disavanzo il rendiconto al 31 dicembre 2011.


In realtà il decreto viene incontro proprio ai comuni in disavanzo, introducendo la possibilità di ripianare il risultato negativo dell’anno, in dieci anni e non più in cinque. Questa circostanza renderà meno onerosa per il comune di Napoli la procedura di riequilibrio economico-finanziario prevista nel decreto.
Il comune di Napoli avrà dieci anni per riequilibrare questo disavanzo. In ogni caso questa possibilità comporterà ulteriori sacrifici ai cittadini napoletani poiché, nella circostanza di un disavanzo di 870 milioni di euro, significherà trovare risorse ulteriori per 87 milioni all’anno. Milioni da trovare attraverso manovre economiche dolorose per i cittadini, come l’aumento ulteriore delle addizionali Irpef oppure la contrazione di alcuni servizi. Tra l’altro si dovrà necessariamente prevedere una riduzione ulteriore della spesa.
Il piano sarà assoggettato ad uno stringente controllo da parte della Corte dei Conti, che sarà chiamata a vigilare sulla corretta attuazione delle misure previste. Il controllo sarà effettuato con la collaborazione dell’organo di revisione dell’ente stesso.
Infine sarà possibile accedere anche al fondo di rotazione, previsto nel decreto, nella misura, al momento, di cento euro a cittadino. In molti, soprattutto i rappresentanti del Partito Democratico in parlamento, stanno provando a modificare questa misura, che allo stato risulterebbe piuttosto ‘striminzita’ per la casse comunali. Se l’importo verrà aumentato almeno a 300 euro a cittadino il Comune di Napoli avrà diritto ad una somma massima di circa trecento milioni di euro da restituire anch’essi in dieci anni che sommati agli 87 milioni di quota del disavanzo, fanno circa 117 milioni di euro da recuperare tra le pieghe del bilancio comunale al fine di restituire l’equilibrio ai conti del Comune. Un impresa molto complessa, forse titanica. Difatti considerando che le spese correnti del comune sono circa un miliardo di euro, si tratta di recuperare un valore pari più o meno al 11% del totale delle spese correnti dell’anno. In questi amari tempi di crisi economica appare comunque una notizia preoccupante. Ma si potrà così ripartire con una programmazione economica e finanziaria riequilibrata che permetterà di guardare al futuro con qualche titubanza in meno.