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DDL Franceschini, Finanza e Tax Credit: come Cambia il Futuro del Cinema e dell’Audiovisivo in Italia.

Scritto da Francesco Verdosci Il . Inserito in Port'Alba

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“Questo importante provvedimento interviene in modo sistemico sulla disciplina del settore cinematografico e della produzione audiovisiva, razionalizzando e introducendo un nuovo meccanismo di attribuzione degli incentivi statali. Un intervento di riforma da lungamente atteso, che riconosce finalmente il ruolo strategico dell’industria cinematografica quale formidabile veicolo di formazione culturale e di promozione del paese all’estero”.

 

Queste le parole pronunciate a Firenze dal ministro Franceschini, lo scorso 8 ottobre, a Firenze, a margine della presentazione del nuovo Ddl del Mibact sul cinema e l’audiovisivo.

Questo innovativo Ddl – già approvato in prima lettura al Senato - permetterà la nascita di un fondo autonomo, per il sostegno dell’industria cinematografica e audiovisiva italiana, della bellezza di 400 milioni di euro. Una consistente erogazione - ispirata al modello Francese di finanziamento che entrerà in vigore nel 2017 - alla quale saranno affiancati strumenti di finanziamento a base incentivale sia per i giovani autori e produttori che per nuovi esercenti di sale cinematografiche.

Il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, durante la conferenza stampa svoltasi a Palazzo Vecchio, ha spiegato che “oltre a stanziare questo consistente finanziamento, verranno abolite anche le commissioni ministeriali per l’attribuzione dei fondi – precedentemente concessi in base all’interesse culturale delle opere e delle attività collaterali – di modo che si possa finalmente abbandonare un sistema al quanto oscuro circa le modalità di concessione dei finanziamenti stessi. Così facendo si fermeranno le agevolazioni fatte come al solito agli “amici degli amici”, preferendo e favorendo dunque un sistema di incentivi che tiene finalmente conto dei risultati economici, artistici, di distribuzione e diffusione”.

Il “Fondo Franceschini” dedicherà ogni anno il 18% della quota – 72 milioni l’anno, circa - a opere prime e seconde, giovani autori e produttori, start-up, piccole e nuove sale nonché nuovi o in alcuni casi ulteriori contributi a favore dei festival (in particolare il campano Giffoni, il festival del Cinema di Roma, il Festival del Cinema e la Biennale di Venezia) dell’Istituto Luce, Cinecittà e del Centro sperimentale di cinematografia. Questo significativo cambiamento dovrebbe permettere un accesso ai finanziamenti più agevolato per tante “nuove proposte di autori, esercenti, distributori, addetti ai lavori, che invece, spesso e volentieri, erano dedicati solo ad a una troppo ristretta cerchia di produzioni nostrane o compartecipate.

In Campania, l’esempio più lampante è il Giffoni Film Festival, che annualmente ospita migliaia di ragazzi che non solo entrano in contatto col cinema vero e proprio da fan e spettatori ma che imparano anche a “fare cinema”. E’ fondamentale, dunque, finanziare – in questo caso anche aumentare i finanziamenti – attività come Giffoni, che hanno sviluppato un efficiente processo ricreativo/educativo che permette di confrontarsi con le altre esperienze cinematografiche ed audiovisive del resto del mondo. Perciò il ddl “Franceschini” ha inoltre previsto lo stanziamento del 3% annuo del fondo stesso per l’incremento esponenziale delle competenze cinematografiche ed audiovisive degli studenti, di cinema e non, in partenariato col MIUR.

Questo è il futuro del cinema in generale e del cinema italiano – e dell’audiovisivo - in particolare. E’ necessario aiutare il cinema e l’audiovisivo italiano con norme più agevoli e dunque spendersi in investimenti sempre più mirati ed efficienti. In Italia - a differenza dell’industria cinematografica ed audiovisiva Statunitense, che rappresenta il 2% del PIL Federale - abbiamo sicuramente più idee che industria.

Aiutare le produzioni nostrane vuol dire dare a queste idee il biglietto d’oro di ingresso, passando dalle porte principali del Cinema e del Videomaking del futuro. Non è un caso se film o serie televisive – in onda sui canali satellitari o sulle piattaforme di streaming e che venivano considerate degnamente realizzabili solo negli USA - come le serie “Gomorra” di Stefano Sollima e Roberto Saviano e la più recente “The Young Pope” di Paolo Sorrentino – realizzate in coproduzione tra la piattaforma SKY ed il fondo cinematografico Regione Lazio/MIBACT – o film come “Lo Chiamavano Jeeg Robot” e “Smetto quando Voglio” (girati da due giovani registi esordienti e finanziati con la vecchia legge) vincono premi sia in patria che internazionali o vengono venduti nelle piattaforme audiovisive in tutto il mondo, abbondantemente rientrando dei costi sostenuti.

Sono le idee che vincono, specialmente se ben sceneggiate e finanziate in modo sempre più efficace e tale da poter accedere ai costi della tecnologia cinematografica, sia quella attualmente in uso, sia quella futura. Dimostrando dunque che se si migliorano i fondi di investimento, le agevolazioni sul Tax Credit e quant’altro, si possono aiutare sempre più efficientemente i registi a poter produrre e vendere queste idee ed il risultato è assolutamente garantito.

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