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Equitalia sconto flop

Scritto da Giuseppe Pedersoli Il . Inserito in Il Palazzo

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Chi di voi è senza debiti verso Equitalia, scagli la prima cartella. I napoletani liberi da estratti di ruolo, fosse anche per un piccolo residuo di una vecchia tassa sulla spazzatura o per un’infrazione al codice della strada, sono una razza in via di estinzione.
Forse noi debitori, che siamo tantissimi, riusciremo ad estinguere il nostro debito con il cosiddetto “condono Equitalia”, anche se il premier Matteo Renzi non vuole che lo si chiami così. La "rottamazione delle cartelle di pagamento" o “definizione agevolata” o “sanatoria” è prevista dall’articolo 6 del decreto legge n. 193/2016 e riguarda i “ruoli affidati a Equitalia tra il 2000 e il 2016”. Chi intende aderire a questa rottamazione, pagherà l’importo residuo delle somme inizialmente richieste senza corrispondere le sanzioni e gli interessi di mora. Per le multe stradali, invece, non si pagheranno gli interessi di mora e le maggiorazioni previste dalla legge. Tutte le indicazioni e le spiegazioni sono sul sito web di Equitalia. Ma sembra che, almeno a Napoli, qualcuno già parli di un “condono al buio”. Forse al Nord l’ente incaricato della riscossione si comporta diversamente. Da noi, Equitalia non rilascia al contribuente un prospetto di sintesi in cui elenca, cartella per cartella, l’importo totale da pagare e quello “scontato” per effetto della definizione agevolata. A breve, brevissimo, Equitalia scomparirà, anche se molti affermano che soltanto il nome sarà cambiato. Probabilmente, come l’araba fenice, risorgerà dalle ceneri e continuerà sotto altre spoglie a chiederci denaro. Uno dei motivi dell’insuccesso di Equitalia è quello di non aver voluto fare il pendolo che oscilla tra diritto e marketing. “La norma non lo prevede” è l’espressione più frequentemente usata. Ma se il “condono” è un prodotto da vendere, da un lato per incassare soldi e dall’altro per consentire ai cittadini di chiudere col passato a prezzi convenienti, non c’è bisogno di una legge per fornire a ciascuno un “menù” personalizzato: un prospetto di sintesi con l’indicazione di tutte le cartelle in sospeso e di quello che si risparmierebbe aderendo al condono. Cartella per cartella, ognuno di noi potrebbe ragionare e dire: questa mi conviene “chiuderla”; quest’altra no, su quest’altra ho proposto un ricorso al giudice di pace e penso di vincerlo, quest’altra è esclusa dalla rottamazione per motivi vari. No, la procedura attualmente prevista è quella di chiedere, ad uno sportello Equitalia oppure on line, gli “estratti di ruolo” che ti riguardano e, magari con un foglio excel, calcolare in autonomia quanto si risparmierebbe aderendo alla sanatoria. Il problema è che Matteo Renzi, quasi certamente, non ha mai visto un “estratto di ruolo”. Sfido chiunque (tranne i commercialisti, ovviamente) a interpretare un “estratto” e a decodificare agevolmente gli interessi di mora (condonabili) senza confonderli con gli altri interessi (non condonabili). Un vero peccato che, pur disponendo del software, a Napoli Equitalia non consegnerà ai contribuenti questo “menù personalizzato”. Non escluderei, se fossi un manager dell’agente della riscossione, una spedizione postale col prospetto di sintesi che spiega tutto. Lo fanno i comitati elettorali per invitare a votare SI o NO al referendum, non vedo perché non lo si possa fare per la “definizione agevolata” delle cartelle. Un vero peccato, perché se non interviene il Legislatore a rendere obbligatorio il prospetto di sintesi con allegata spiegazione su ciò che si può condonare e cosa no e con indicazione dei costi, il “condono al buio” rischia, a Napoli, di diventare un “condono flop”.

Su Repubblica Napoli, 14/12/2016 mercoledì pag. XV