fbpx

Ingressi gratuiti di domenica per la Reggia di Carditello

Scritto da Cira Ferone Il . Inserito in Port'Alba

Carditello 03

Per la crescita del prezioso palazzo riaperto quest’autunno, una nuova iniziativa: ingressi gratuiti per tutte le domeniche del 2017. La Reale tenuta di Carditello, detta anche Real sito di Carditello o Reggia di Carditello, faceva parte di un gruppo di 22 siti della dinastia reale dei Borbone di Napoli posti nella Terra di Lavoro: Palazzo Reale di Napoli, Reggia di Capodimonte, Tenuta degli Astroni, Villa d’Elboeuf, Reggia di Portici, Villa Favorita, Palazzo d’Avalos nell’isola di Procida, lago di Agnano, Licola, Capriati a Volturno, Cardito, Reale tenuta di Carditello, Reale tenuta di Persano, Fusaro di Maddaloni, Selva di Caiazzo, Sant’Arcangelo, Reggia di Caserta, San Leucio, Casino del Fusaro, Casino di Quisisana, Mondragone e Demanio di Calvi. Questi siti non erano solo semplici luoghi per lo svago o caccia della famiglia reale borbonica e della sua corte: in alcuni casi costituivano vere e proprie aziende, espressione di imprenditoria ispirata dalle idee illuministiche in voga in quei tempi. Si citano per esempio gli allevamenti della Fagianeria di Caiazzo, la produzione della seta a San Leucio, la pesca al Fusaro, gli allevamenti della Tenuta di Persano e del Demanio di Calvi. Il Real sito di Carditello è stato consegnato, nel maggio 2016, dal Polo museale della Campania alla Fondazione omonima, nata da un accordo tra il Ministero dei beni culturali e ambientali e del turismo, la Regione Campania e il Comune di San Tammaro.

La riapertura ufficiale si è avuta però lo scorso Ottobre. «Molto è stato fatto e molto c’è ancora da fare». Angela Tecce lapidariamente riassume la situazione di Carditello, che dopo anni di degrado, alla presenza dei ministri Dario Franceschini e Maurizio Martina, del presidente della Campania Vincenzo De Luca, del sindaco di San Tammaro Emiddio Cimmino ha inaugurato la nuova fase di questo preziosissimo monumento campano. Angela Tecce è l’attuale direttore della Fondazione Real Sito di Carditello, presieduta da Luigi Nicolais (ci sarà anche lui a fare gli onori di casa). Dopo la sfilata dei rari cavalli Persano, che popolavano il sito ai tempi dei Borbone, con i quali si è inaugurata lo scorso autunno la riapertura del palazzo, sono in programma altri eventi.

«Organizzeremo una serie di spettacoli, ma solo all’esterno; per ora l’interno della Reggia non è ancora praticabile», spiega Tecce. Ma in sostanza cosa è ancora necessario fare per ritornare al suo splendore il Real Sito dove i Borbone si fermavano a riposare durante le battute di caccia? «Sono stati già spesi tre milioni di euro per la messa in sicurezza dei tetti nella parte centrale. Ora sono stati stanziati altri cinque milioni di euro; si tratta sempre di fondi europei. Proseguiremo nei lavori di consolidamento per rendere accessibile la Reggia».