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Napoli diventa un videogioco in "Father and Son"

Scritto da Andrea Amiranda Il . Inserito in Port'Alba

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"Caro figlio, quando leggerai queste righe avrò già perso la mia battaglia con la vita." Così si apre "Father and Son", il primo videogioco mai pubblicato da un Museo Archeologico, in cui vestiremo i panni di Michael, figlio di uno studioso che, in punto di morte, ci guiderà alla scoperta della storia di Napoli e del MANN.

Il gioco prodotto dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli è un'avventura 2D tutta partenopea, in grado di costruire un ponte ideale tra il museo ed il pubblico del mondo. Si tratta di un'opera di "audience engagement", ossia di coinvolgimento attivo del visitatore, realizzata allo scopo di avvicinare i giocatori alla storia di Napoli e del Museo. «Dopo aver fatto qualche ricerca - spiega l'autore Lodovico Solima - ho visto che il rapporto tra videogame e musei è ancora in fase embrionale. Non solo in Italia, ma anche all’estero, dove le sperimentazioni si contano sulle dita di una mano. Ho sottoposto l’idea al direttore Giulierini che ha aderito senza esitazioni».

Lo sviluppo è stato affidato a TuoMuseo, con il game producer Fabio Viola alla guida di un team di specialisti. A far da sfondo, oltre ad alcuni luoghi e opere del Museo Archeologico e a Pompei, c’è Napoli ricostruita dalla matita dell’artista inglese Sean Wenham, dopo un lungo tour fotografico in città. Uno scenario che comprende tre chilometri di strade disegnate e colorate a mano. Ai giocatori basterà un tocco sullo schermo per viaggiare nel tempo e muoversi su diversi livelli temporali: dal presente fino al 79 d.C. nei giorni dell’eruzione del Vesuvio.

Dopo un primo sguardo al trailer emergono tutti i caratteri delle intramontabili avventure grafiche dei primi anni del 2000, quali Broken Sword e Fuga da Monkey Island: la pulizia grafica, il magistrale storytelling ed una colonna sonora nuova di zecca sono infatti solamente alcuni dei punti di forza di "Father and Son".

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Paolo Giulierini, direttore del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, ha commentato entusiasta: «Se prima erano solamente le mostre a parlare di noi in molte città estere, adesso questa straordinaria avventura digitale ci farà dialogare con migliaia di potenziali, nuovi visitatori, amanti dell’arte, studenti, soprattutto giovani». D'altronde, si è calcolato che se pure il gioco fosse scaricato solo dallo 0,5% del target potenziale previsto per il progetto, si potrebbero raggiungere circa 90mila persone. Cifre d’oro per un museo che punta sfondare il tetto dei 500 mila visitatori all’anno (quota già sfiorata nel 2016, con 450 mila circa).

"Father and Son", oltre a portare con sé il record di primo videogame per tutte le età prodotto e distribuito nel mondo da un museo archeologico, aggiunge un altro tassello al mosaico che riflette la vocazione moderna del MANN. Sperimentazione e dialogo tra passato e presente. Così negli ultimi mesi, accanto ai tesori di Pompei ed Ercolano, alla collezione Farnese e a quella Egizia, sono arrivati il Subbuteo in cortile, le sculture dei supereroi e le sale adibite a set per il calendario del Napoli.

Il gioco sarà disponibile già da marzo in maniera totalmente gratuita (e senza pubblicità) per dispositivi iOS e Android.

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