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Tutti i cittadini sono uguali, ma gli immigrati sono diversi dai cittadini

Scritto da Gabriele Crispo Il . Inserito in Il Palazzo

Donna immigrata

La nostra Costituzione (difesa con le unghie e i denti) è razzista: "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale [...] è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese". Si parla nel testo di cittadini non di individui: gli apolidi, i rifugiati, gli extracomunitari che tutele costituzionali hanno? L'uguaglianza che dovrebbe demolire il razzismo è essa stessa smentita dal suo baluardo costituzionale (art. 3 Cost). Da mesi circola una notizia poco accreditata, ma foriera di accese polemiche. Il mondo del web sta impazzendo e il cyberbullismo si sta scatenando. Alcuni giornali (anche di alto livello) hanno titolato che gli avvocati degli immigrati guadagnano cifre astronomiche (alcuni hanno parlato di 100 mila euro al mese) a causa del patrocinio gratuito a cui sono obbligati per salvaguardare gli indesiderati ma redditizi assistiti. Non cittadini tutelati dal patrocinio gratuito? Che scandalo! Inventiamo cifre e dati ed è fatta: clic, polemiche, show televisivi e attenzione mediatica con consequenziale aumento dell'odio razziale e delle diseguaglianze.

Che dietro la gestione degli immigrati ci sia un business legale ed illegale è una certezza difficilmente contestabile: è tuttavia poco discutibile che questi traffici di uomini siano figli di esigenze reali alle quali bisogna dare in qualche modo una risposta. L'Italia da un decennio sta accogliendo indiscriminatamente questi disperati, che scappano dalla morte che noi occidentali abbiamo portato in tutti questi territori. Ovviamente un'accoglienza fine a sé stessa, come è quella attuale non può essere la via maestra alla risoluzione di questa emergenza. Berlusconi, Matteo Renzi e Gentiloni hanno avuto ed hanno a che fare con un' Europa sorda e (in malafede) miope. Gli eventi che in questi mesi ci vedono protagonisti non aiutano (terrorismo, Brexit, nazionalismi dilaganti, e così via) ci isolano e rendono l'Italia approdo felice per chi ha di fronte a sé una scelta obbligata: morire o sopravvivere in un Paese straniero che accoglie senza predisporre un reinserimento sociale reale.

Il diritto nazionale, che si confronta ed integra col diritto internazionale (mari territoriali, rifugiati, ecc), ci obbliga all'accoglienza. Anche il presidenzialismo americano (sempre più simile alla forma di governo russo) nulla può contro i principi costituzionali, internazionali e i diritti umani: Trump, che solo decretando lo stato di emergenza potrebbe emettere così intense limitazioni alla circolazione degli individui, soccombe alla legge. Tornando all'Italia, il problema reale che si evince dall'accoglienza indiscriminata (che non ha distinto rifugiati e non) è che non esiste un reale piano sociale di integrazione nel sistema. Un paese che ospita ma non integra; un paese che accoglie odiando.

L'odio, la politica gretta, l'ignoranza nell'accoglienza priva di razionalità e così via, hanno portato ad un vero è proprio caso giudiziario. Le troppe pratiche legate ai ricorsi degli immigrati contro gli ultimi dinieghi della protezione internazionale stanno portando numerosi tribunali al trovarsi in una vera e propria ingestibilità dei ricorsi, anche perché parliamo di pratiche che fanno capo all'Ufficio Gratuito Patrocinio. I giornali hanno parlato di centinaia di ricorsi arrivati in Appello e Cassazione con una spesa superiore ai 600.000 milioni di euro all'anno spesi dai contribuenti. Per il popolo del web, desiderosi di mi piace e [cit.], "oltre al danno la beffa".

Fëdor Dostoevskij diceva " Io mi sento responsabile non appena un uomo posa il suo sguardo su di me". Oggi c'è gente che non si sente responsabile per i migliaia di morti annegati nel Mediterraneo, divenuto oramai "un oceanico stagno d'odio e indifferenza". Oggi c'è gente che finge di non sapere nulla di ciò che accade ad Aleppo: ci sono persone che non si sentono spettatori complici della fine di vite e futuri. Oggi ci sono persone che ignorano i diritti umani e che pretendono di vivere in un mondo civile dove non vivano solo "negri ed immigrati". Viviamo in un mondo dove ci si inventano dati e numeri solo per ottenere spasmodicamente dei miseri clic.