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Napoli attraverso gli occhi degli #igers

Scritto da Andrea Amiranda Il . Inserito in Port'Alba

igers napoli

Nel mondo 2.0 in cui viviamo, viaggiare non è più un’esperienza ignota. Grazie ai contributi dei social, la veste malandata che sovente si accompagnava all’immagine di Napoli alla fine ha dovuto cedere il passo alla bellezza dei suoi anfratti più nascosti. Il fenomeno ha interessato particolarmente la comunità degli “Igers”, gli utenti del celebre social network Instagram, che con i loro contenuti hanno offerto (ed offrono tutt’ora) uno dei migliori biglietti da visita per la città.
Ma partiamo con ordine. Non è necessario andare troppo indietro nel tempo per rendersi conto di come, appena dieci anni fa, fosse difficile organizzare un viaggio, individuare i posti da visitare e segnarli sulla cartina. Richiedeva quel pizzico di conoscenza che solo gli opuscoli cartacei ed i passaparola sapevano offrire al meglio. D’altro canto, l’inesistenza di servizi come Booking ed EasyJet rendeva al contempo indispensabile il ruolo svolto dalle agenzie di viaggio.

Tutto ciò però aveva un affascinante “valore esplorativo” ed una sua magia. Oggi le cose sono cambiate. è nata una nuova classe, quella degli influencer: stiamo parlando di persone particolarmente avvezze all’utilizzo dei social, in grado di “influenzare” con il loro stile di vita gli utenti che li seguono (followers). Una particolare categoria di influencer è costituita proprio dagli Igers. Chi sono gli Igers? Semplice, siamo noi tutti - o almeno chi è iscritto ad Instagram - con i nostri contenuti ed hashtag, le parole chiave che permettono di orientarsi all’interno del social. Napoli non è rimasta estranea a questo fenomeno. La città vive un buon periodo dal punto di vista turistico e il tam tam sui social, stracolmi di immagini della metropoli del golfo, ha senz’altro contributo ad accendere riflettori prima spenti. Con quasi 6 milioni di foto condivise l’hashtag #Napoli è appena dopo #Roma e #Milano tra le città più fotografata d’Italia, a cui vanno aggiunti i contributi di comunità come #napoliphotoproject #napolifoodporn o appunto #igersnapoli (600.000 foto condivise).

La città inoltre si è raccolta attorno ad una comunità ufficiale, gli @igersnapoli, il cui local manager è Raffaele Monaco, avvocato con la passione per la fotografia. Il fenomeno nasce nel 2011 in concomitanza con il boom di Instagram ed è tuttora riguardato con molto interesse per lo sviluppo di progetti legati al turismo. La community saluta una crescita costante pari ad oltre 20mila followers solo nell’ultimo anno e mezzo, e vanta collaborazioni con il museo Madre ed il museo di Capodimonte, dove nei giorni scorsi è stata raccontata per immagini l’inaugurazione della mostra sui due quadri di van Gogh ritrovati. Insomma, ad oggi Napoli si fa conoscere soprattutto attraverso le sue foto, che siano di Piazza del Plebiscito o del Parco Virgiliano, del Gambrinus o di Sorbillo, del Museo di Capodimonte o del PAN (di recente sotto i riflettori per la bellissima mostra di Steve McCurry). D'altronde la community virtuale che si è creata attorno alla città ci ha messo poco a crescere, anche perché, nonostante ne siamo spesso dimentichi, siamo pur sempre immersi nella bellezza.

 

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