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Il nuovo archeoporto di Napoli

Scritto da Lorenzo Riccio Il . Inserito in Port'Alba

Archeoporto napoli

Al primo piano dell’aeroporto di Capodichino da mercoledì primo marzo i viaggiatori che lasciano Napoli lo faranno accompagnati da un’insolita galleria archeologica, un vero e proprio viaggio nella storia antica della Campania e del Mezzogiorno.

Sarà Urania, la Musa dell'astronomia ad accogliere i passeggeri che attraversano l’aeroporto di Napoli Capodichino; la statua romana viene dal Museo Archeologico Nazionale della città ed è l'attrazione principale di questo "aeroporto archeologico", unico del suo genere al mondo, che ovviamente rispecchia i temi i del viaggio e del volo con particolare attenzione alle opere di divinità alate.

L'idea è nata due anni fa quando, durante alcuni lavori di scavo, sono stati scoperti alcuni articoli e i resti di una casa rustica romana.

“Quello che avrebbe potuto essere un ostacolo per il nostro lavor” - ha dichiarato Carlo Borgomeo Presidente della GESAC- “è diventato l'opportunità di utilizzare il nostro aeroporto per promuovere la bellezza del mondo”. Sentimenti condivisi da Alessandro fidato, direttore del GESAC Infrastrutture: “Dal momento che l'aeroporto è stato privatizzato sono stati investiti 100 milioni di euro per il suo sviluppo. Oggi, quest’aeroporto è un’infrastruttura di alta qualità: non è più un luogo senza anima, ma uno spazio in cui si respira il 'genius loci'”.

L’accordo tra la Gesac – Aeroporto di Napoli e il Museo MANN di Napoli si propone di valorizzare il grande patrimonio archeologico campano e mostrare ai tantissimi turisti che si imbarcano da Napoli le bellezze conservate nel Museo Archeologico.

In mostra ci saranno anche alcuni oggetti originali che non erano esposti al museo ma erano conservati nei depositi e che potranno così essere ammirati dai viaggiatori.

Nella “Sala Airside” al primo piano dell’edificio aeroportuale, nei pressi della zona dove si svolgono i controlli di sicurezza prima dell’imbarco, saranno esposte riproduzioni delle opere del museo, a partire da una copia di una delle sculture più note della città, la Nike rinvenuta nel 1893 in via Antonio Scialoia, nel corso della demolizione della chiesa di Sant’Agata agli Orefici, durante il Risanamento. La statua è a sua volta una copia di I secolo dopo Cristo dell’originale greco di V secolo, rinvenuto a Olimpia.

La Nike non sarà l’unica opera riprodotta, ma si prevede anche l’esposizione di copie di reperti provenienti dagli scavi pompeiani e di altre sculture. In mostra saranno anche alcuni oggetti originali non esposti al museo e conservati nei depositi. L’idea, insomma, è di creare un rapporto stretto tra la storia di Napoli antica e delle città vesuviane e la porta di accesso internazionale alla città e alla regione. Il progetto mira poi ad essere esportato in altri hub italiani ed europei, per rendere gli aeroporti sempre più Archeoporti.