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La riapertura della biblioteca è un beffa

Scritto da Luisa Ammirati Il . Inserito in Port'Alba

san giuseppe biblioteca

Una struttura appena aperta ma già totalmente inadeguata. “Riapre al pubblico, a seguito dei lavori di ammodernamento, l’Ufficio Biblioteca del Comune di San Giuseppe Vesuviano. Accedendo al rinnovato Ufficio Biblioteca di via Marciotti, ritinteggiato, cablato e dotato di impianti tecnologici, i cittadini potranno consultare i testi già catalogati, ed in corso di continuo aggiornamento, che costituiscono patrimonio culturale della città.”
Così recita il comunicato stampa pubblicato sul sito web del Comune lo scorso 24 marzo. Dopo due anni di disinteresse sulla questione, la giunta Catapano, che nel marzo 2015 aveva ordinato la chiusura della biblioteca comunale G. Bovio, ritorna sui suoi passi. La biblioteca, con sede originaria in via Cesare Battisti, era stata sfrattata per dar posto all’ufficio anagrafe. Con una sola mossa, l’amministrazione era stata capace di un doppio disagi. L’anagrafe, ufficio con una grande affluenza di pubblico, costretto in uno spazio inadeguato. La biblioteca, dimora di oltre 10.000 volumi, declassata a servizio non indispensabile per la comunità, e per questo priva di una sede. Nell’assenza di una risposta chiara da parte del Comune, nei primi mesi dopo il trasferimento c’era chi aspettava invano la rapida riapertura del presidio comunale. Nell’estenuante attesa, il patrimonio culturale della Biblioteca G. Bovio giaceva ammassato nella struttura dell’ex scuola elementare Marciotti, chiusa al pubblico dal 2014 perché ritenuta inagibile. Abbiamo visitato la Biblioteca a due settimane dalla riapertura. Ci aspettavamo un plesso che rispettasse se non altro le norme di agibilità, ma niente di ciò che abbiamo visto sembra soddisfare tale auspicio. Scatoloni ingombranti ancora da smaltire incorniciano la soglia. La porta di ingresso, difettosa, si apre dopo più di un tentativo e ci consente di entrare in quello che al momento sembra poco più di un deposito. Nel corridoio sono accatastate le attrezzature “tecnologiche”, risalenti a decenni fa, vecchi banchi di scuola e il materiale per assemblare gli scaffali dove verranno sistemati i libri. Nonostante le pareti del corridoio siano state ritinteggiate, nella maggior parte delle aule non si è verificato alcun intervento di riqualificazione. Nell’ufficio in cui lavorano i due dipendenti, si è appena staccato dal soffitto un calcinaccio, mentre in un’altra stanza, dove migliaia di libri attendono una definitiva collocazione, non si riesce ad alzare la tapparella perché il suo avvolgitore è stato distrutto. Nelle aule restanti l’umidità sta corrodendo l’intonaco, mettendo a rischio anche i volumi di valore che depositano al loro interno. Il tutto avvolto da polvere e disordine. Per la struttura, inoltre, non è stato pensato alcun sistema per favorire la fruizione da parte dei disabili, mancano servizi igienici adeguati e del Wifi sembra non esserci nemmeno l’ombra. Insomma, un quadro che poco si confà alla descrizione pubblicata attraverso il Comunicato stampa del Comune, poi divulgata da diversi quotidiani locali, che, prima di diffondere la notizia sulle pagine Facebook, sembrano non essersi preoccupati di costatarne la veridicità. Altro punto spinoso riguarda le autorizzazioni necessarie: sebbene la biblioteca sia stata aperta al pubblico il 24 febbraio, ad oggi non è possibile per gli utenti sostare all’interno dei locali, magari per leggere o studiare. Manca, al momento, il nulla osta da parte del tecnico incaricato della sicurezza. La Biblioteca, che soltanto qualche anno fa godeva di una posizione strategica nel centro cittadino, che stuzzicava l’interesse anche dei più piccoli, vista la vicinanza con la Scuola elementare Capoluogo, oggi sembra vivere una situazione di abbandono. Nonostante l’appassionato lavoro di alcuni dipendenti comunali, che hanno sempre dimostrato amore e dedizione, l’impegno dell’Amministrazione risulta completamente carente. Da cittadina di questo paese, nonché studentessa universitaria, coltivo il desiderio di poter studiare e consultare i volumi senza dover raggiungere Napoli o allontanarmi troppo da casa. Una biblioteca funzionante potrebbe fungere da richiamo per gli studenti dei paesi limitrofi, dunque qualcosa su cui scommettere ed investire. La buona riuscita del progetto inaugurato nel febbraio 2016 a Poggiomarino ne è una prova tangibile. Con postazioni computer, Wifi gratuito, circa 4500 testi fruibili, e spaziose sale equipaggiate, l’Amministrazione Annunziata ha saputo rendere la biblioteca comunale un luogo di ritrovo per le giovani generazioni. Ancora una volta, è la politica a doversi far carico delle scelte e delle priorità. La promozione della cultura dovrebbe essere certamente tra queste, perché è l’unica alleata che abbiamo nel progetto di un paese più civile. Purtroppo, ancora una volta, dobbiamo constatare che per l’attuale maggioranza le cose importanti sono altre.

 

Questo articolo è apparso sul mensile "Laboratorio Pubblico" Anno V #39 Marzo 2017