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Inaugurato al Maschio Angioino "l'anno della filosofia"

Scritto da Antonio Zapelli Il . Inserito in Port'Alba

vista maschio angioino

Domenica 2 aprile, alle ore 11.00, nella Sala dei Baroni del Maschio Angioino è stato inaugurato “l’anno della Filosofia”, iniziativa promossa dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, in onore di Gerardo Marotta, fondatore dell’Istituto Italiano per gli studi filosofici, che avrebbe compiuto novant’anni quest’anno.

Il prologo inaugurale è stato curato dall’associazione ‘‘Filosofia fuori le mura” che per l’occasione ha ideato l’allestimento di un tribunale per il “processo alla Filosofia”, in cui un’assemblea popolare, aperta, ha espresso il voto di assoluzione o di condanna a Socrate, l’imputato per antonomasia. “Filosofia fuori le mura” è un’associazione fondata dal prof. Giuseppe Ferraro, docente di filosofia morale presso il Dipartimento di studi Umanistici dell’Università Federico II. La “Filosofia fuori le mura”, si legge sul sito dell’associazione, non è un semplice trasferire le lezioni lontano dagli ambiti accademici ma capire che ne è di questa disciplina nei luoghi ad essa non peculiari; comprendere, tra i detenuti e nelle scuole dei quartieri estremi, che «non si può insegnare filosofia» ma «si può insegnare con la filosofia»; non che cosa ma di cosa; non la felicità «ma felici»; e se la sua etimologia denota un’espressione che porta a un sentimento, «esso è da intendere non come amore del sapere ma come sapere della filìa che mira a conoscere se stesso nell’altro e come altro» attraverso legami che rendono possibile l’essere di qualcosa sicché «se l’insegnabile rimanda alla ripetizione, il non insegnabile alla restituzione, alle relazioni; così, ad esempio, un bravo artigiano non farà mai grandi discorsi ma dirà “mettiti qui e vedi”; e tu puoi guardare e apprendere. E devi essere tu a fare tuo ciò che è suo. »

Il testo da cui si è partiti domenica 2 aprile, al Maschio Angioino, è un adattamento dell’Apologia di Socrate, riadattato con l’inserimento di esemplari condannati storici, come Don Milani o Pasolini, allo scopo di porre in risalto il rapporto tra democrazia, giustizia e filosofia. Il format ha previsto la presenza di giudici incaricati di esporre la propria opinione e il proprio giudizio di assoluzione o di condanna. Il pubblico, invece, è stato dotato di tessere di due colori, da depositare in un’apposita urna da aprire a fine processo per valutare l’assoluzione o la condanna. L’allestimento scenico ha previsto stampe a misura d’uomo delle figure di Socrate e dei protagonisti del processo.

Ulteriori eventi, allo studio del comitato scientifico, proseguiranno fino a dicembre, tutti a sostegno dell’Istituto per gli studi filosofici, e tutti avranno lo scopo di avvicinare i giovani e gli appassionati ad una pratica del sapere filosofico, lontana da qualsiasi tipo di retorica e formalismo.