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FierIDA: strana idea di inclusione sociale o farsa istituzionale?

Scritto da Francesca Ciaramella Il . Inserito in Port'Alba

CIARAMELLA

Città della Scienza, 29-31 maggio. FierIDA riunisce istituzioni politiche nazionali e regionali, chiama in causa gli insegnanti, riapre a Napoli il dibattito sulla scuola. Ma cos’è FierIDA almeno nominalmente? E cosa si è rivelata agli occhi delle varie personalità intervenute? Durante questi tre giorni qualcuno l’ha definita bonariamente “prima vetrina dell’istruzione per adulti”; direi che solo l’accezione commerciale di questa specifica definizione restituisce il giusto riscontro nella realtà.

All’ombra del successo lasciato da Futuro Remoto nel suo nuovo appuntamento, Napoli ospita la prima fiera nazionale per l’insegnamento agli adulti. E già fin dal principio, dal suo strano inserirsi “in punta di piedi” e senza dare notizia, FierIDA appare anomala. L’evento che avrebbe dovuto avere un impatto nazionale, dato l’interesse per il dibattito sulla “crux” migranti, finisce per restituire una flebile luce e conferma la caparbietà da parte di alcune sfere del potere, nel voler lasciare come marginale la questione dell’alfabetizzazione ed educazione culturale di questa fascia ormai consolidata di popolazione del suolo italiano.

Più volte nel corso di questi giorni e nell’ambiente principale della struttura di Bagnoli, la sala Newton, le autorità intervenute hanno “citato” la questione, sottolineandone l’importanza, ma è mancata però l’energia e l’iniziativa, a quelle stesse figure che l’evento l’avevano presieduto e rappresentato. Gli insegnanti-spettatori hanno assistito a una farsa istituzionale, ben imbastita per legittimare il nuovo interesse e i recenti accordi politico-commerciali tra USR (Uffici Scolastici Regionali) e MIUR. I programmi Workshop e comunicazioni erano semplicemente votati a pubblicizzare i numerosi enti regionali intervenuti, e a fornire un trampolino di lancio per i vari centri d’istruzione degli adulti (CPIA), ormai esistenti da decenni e fino ad ora rimasti in sordina a causa del presunto poco potenziale formativo, almeno così ritenuto in passato. La nuova riforma sui CPIA getta improvvisamente questi piccoli epicentri formativi alla luce della ribalta, li proietta nel futuro come protagonisti indiscussi dell’istruzione italiana, eppure non tiene conto del lavoro di chi questi luoghi li ha mantenuti vivi fino ad oggi con un impegno giornaliero e costante.

Oggi l’Italia conta 128 CPIA attivi su tutto il territorio nazionale, sviscerati in numerose sotto-sedi, che garantiscono il sostegno di una fascia di discenti fino ad ora bistrattata e tenuta in poco conto, i più grandi. La possibilità offerta da FierIDA, quella insomma di avvicinare i piani alti alle esigenze e ai continui appelli d’aiuto degli insegnanti che con la formazione ci lavorano tutti i giorni, “poteva” regalare soddisfazioni; uso l’imperfetto potenziale perché così ovviamente non è stato: i vecchi temi, quelli tanto attesi dagli addetti ai lavori sono rimasti offuscati dall’egocentrismo della nuova riforma e dalla prepotente inclusione dei nuovi temi, quelli a mio avviso completamente estranei al punto della questione. Il giorno 30 maggio il comitato scientifico del noto editoriale Tuttoscuola, ha presentato il nuovo piano per l’educazione finanziaria degli adulti, di cui Banca d’Italia e FEDUF (Fondazione per l’Educazione Finanziaria e al Risparmio) sono i principali referenti; sono stati mostrati indici OCSE, indagini commerciali e si è convenuto che il problema pratico principale delle nostre scuole fosse “la poca matematica applicata”.

In un’Italia messa con le spalle al muro dall’emergenza migranti, il MIUR pensa che la principale urgenza educativa sia mostrare strategie di mercato valide ai suoi studenti, incoraggiare l’alternanza scuola-lavoro, e favorire l’educazione finanziaria; in un’Italia offuscata dalla lotta culturale e linguistica al diverso, per lo Stato italiano “l’importante forma di inclusione sociale è quella finanziaria”. Giudicate anche voi cosa voglia dire scuola oggi, in Italia.