"Andare oltre", i dipinti di Vittorio Contrada al Castel Dell'Ovo

Scritto da Antonio Zapelli Il . Inserito in Mostre

contrada ovo

Da mercoledì 31 maggio fino a sabato 25 giugno sarà visitabile, presso il Castel dell’Ovo, la mostra personale di Vittorio Contrada, dal titolo “Andare oltre\going beyond”. Il progetto è stato curato da Daniela Ricci in partnership con l'Assessorato alla Cultura e Turismo del Comune di Napoli e con il Patrocinio Morale dell'Assessorato all'Istruzione e alle Politiche Sociali della Regione Campania.

Vittorio Contrada nasce a Tripoli, in Libia, nel 1937. Da sempre appassionato di pittura, all’età di 25 anni inizia a frequentare diversi atelier campani e a collezionare dipinti di Asturi, Placido e Radames Toma. Pittore autodidatta, Contrada comincia a dipingere spinto dall’urgente necessità di esprimere le proprie emozioni attraverso il mezzo pittorico, vivendo l’attività artistica come un’esperienza intima e personale. Tra gli eventi più importanti realizzati, due mostre, per le quali riscuote un grande successo in termini di visite e critiche: l’esposizione del 1977 al Maschio Angioino, dove le sue opere sono presentate da Bruno Lucrezi, e quella del 1978 presso le terme di Agnano, presentate dal critico Vittorio Amedeo Caravaglios. Partecipa a numerose rassegne in Italia, e riceve premi alla I Biennale di Pittura al Chiostro di S. Chiara, o alla V Grande Biennale Internazionale d’arte “Il Galeone d’Oro” all’Hotel Royal di Napoli.

Contrada si configura essenzialmente come un pittore figurativo, anche se la sua arte difficilmente può essere circoscritta ad una corrente, ad una “definizione”. Nonostante questo, in tutti i suoi dipinti permangono una rosa di caratteristiche, quali il colore materico, denso, quasi plastico, che crea e sconvolge la forma, in uno spazio borderline tra il fluido e il definito. I soggetti dell’artista scaturiscono da una profonda analisi introspettiva, i loro volti e i loro corpi mettono in scena problematiche psicologiche e relazionali. Per lo più vengono rappresentate figure nude femminili, che ricordano tratti di una pittura realistico-esistenziale che si spinge nelle pieghe più profonde del sentire umano, fino alla rappresentazione del disagio, della follia, per poi allargarsi a più ampie tematiche sociali.

Con “Andare oltre”, l’artista propone "un viaggio esistenziale" con circa 100 opere, con l’obiettivo di rovesciare tutto ciò che è tradizionale e usuale, distogliendone la consuetudine e decostruendone la rappresentabilità, per interrogarsi su temi di palpitante attualità come l'emigrazione, il vagare dei popoli, la dignità, i valori, la natura violentata, la scienza incontrollata, il malessere dell'uomo contemporaneo, i diritti dell'uomo, compreso quello di continuare a sognare.

Le opere alternano armonia e dissonanze componendosi di una dialettica che alterna la ricerca dell’impossibile e il prosieguo della propria esistenza nel tempo, abbellita e composta da una serie di ragionate verità interiori. Autodidatta da sempre appassionato di pittura, della sua infanzia ha conservato i colori della terra africana. In ogni sua opera, infatti, il visitatore, è rapito da cromatismi accesi, a volte incandescenti carichi di fattura pittorica che attraverso luci e ombre, riescono a raccontare della natura in tutto il suo splendore attraverso un profondo spirito di osservazione e uno spiccato senso artistico.

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