L’amore ha l’amore come solo argomento. Storie di rivendicazione del diritto ad amare

Scritto da Giusy Cirillo Il . Inserito in I Generi

pride

Sabato 24 Giugno si è tenuto il Mediterranean Pride of Naples, parata annuale per la rivendicazione dei diritti civili della comunità LGBTQI. Una festa di colori, di gioia, di entusiasmo e di speranza è partita da Piazza Municipio e ha invaso le strade centrali della città per affermare col sorriso sulle labbra dei partecipanti che non esiste libertà se non si è liberi di essere se stessi.
La risposta più bella all’attacco vigliacco, che solo pochi giorni prima del Pride, Forza Nuova Napoli aveva fatto a tutta la comunità LGBTQI tramite uno striscione appeso nel centro storico che recitava “ci vogliono gay e drogati, ci troveranno rivoluzionari. Avvertiti”. Ebbene, la parata di Sabato, fiume in piena di gioia e civiltà è la dimostrazione che non c’è una rivoluzione più bella di quella che amplia la tabula dei diritti sociali e civili di cui i cittadini possono godere. Non c’è nulla di rivoluzionario nella compressione dei diritti e le grandi rivoluzioni della storia ci hanno insegnato proprio questo. Del resto, la democrazia non è un monolito senza contatti con tutto ciò che è posto fuori dal suo perimetro fatto di pietra, ma vive nei cambiamenti della società, con la società progredisce e avanza.

Da poco più di un anno, con la Legge 20 Maggio 2016, n.76, in vigore dal 5 Giugno 2016, anche l’ordinamento italiano riconosce e tutela le unioni civili tra persone dello stesso sesso. Il merito dell’esistenza di questa legge appartiene a tutte le parti sociali e politiche che in questi anni hanno incessantemente condotto questa battaglia che prima ancora di essere battaglia di civiltà è una battaglia di legalità. La Costituzione Italiana sancisce infatti, all’articolo 2 che “La Repubblica RICONOSCE e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo…” riconoscendo in maniera esplicita che i diritti nascono prima delle leggi e che i legislatori sono tenuti a riconoscerli laddove ci siano pezzi di società che ne hanno imprescindibile bisogno per essere riconosciuti e per essere tutelati.

Al Pride di Sabato, che va ad aggiungersi a tutti gli altri ai quali sono stata e alle feste delle famiglie arcobaleno alle quali ho portato tutta la mia famiglia, sono andata prima di tutto a titolo personale e poi, con un meraviglioso gruppo di Giovani Democratici, come delegata della Segreteria regionale della Campania ai diritti civili ed è una cosa che dico con orgoglio perché i Giovani Democratici hanno fatto propria questa battaglia dal giorno della loro nascita, hanno costruito negli anni campagne informative e di sensibilizzazione, hanno allacciato rapporti con le associazioni promotrici delle proposte di legge di volta in volta susseguitesi e hanno sostenuto e spronato il Partito Democratico in ogni stagione e in ogni fase affinchè si approdasse ad un’approvazione che ampliasse i diritti nel Paese e che dunque ampliasse lo spazio di Democrazia del nostro Paese. Abbiamo intuito che una democrazia matura è quella che riconosce i diritti e non li nega e che abbiamo un senso solo quando stiamo dalla parte di chi ha un diritto in meno. Che compito nostro è aiutarlo ad ottenere e rivendicare quel diritto, perché i diritti sono universali e appartengono a ciascuno di noi. A noi tocca difenderli. A noi tocca affermarli. Sui diritti non si fanno passi indietro mai. E questo vale per chiunque.

Da questa consapevolezza deve derivarne un’altra. La legge 76/2016 non può essere considerata un punto di arrivo, ma un punto di partenza che apra la strada al riconoscimento, all’interno dell’ordinamento, del matrimonio egualitario e che tuteli le formazioni sociali e familiari ad oggi meno tutelate che tutela trovano solo nel diritto vivente che attraversa le aule di giustizia, che hanno l’obbligo di tutelare i diritti e il benessere della persona e che troppo spesso si trovano a far fronte alla non attualità delle scelte del legislatore di fronte alla condizione sociale esistente.

La strada è ancora lunga, ma il cammino non ci ha mai spaventati. I diritti sono conquiste universali, rendono tutti più liberi. Cosa stiamo aspettando?

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