fbpx

Sullo sfondo classico dell’Annunziata: un pezzo di equatore

Scritto da Francesca Ciaramella Il . Inserito in Port'Alba

ciaramellacopertina

Da circa un anno nell’imponente complesso architettonico della Real Casa dell’Annunziata e nell’omonimo ospedale adiacente, spira una fresca brezza di rinnovamento; il nouveau cours con Forcella e i suoi fatiscenti vicoli a far da sfondo all’azione di un’associazione artistica, Manallart, e di una onlus con forti connotazioni umanistiche, Semi di laboratorio; galeotto poi, il comune desiderio di fare e diffondere cultura a Napoli.

Con l’obiettivo di avvicinare tutti all’arte, nasce invece la collaborazione con Samb e diop, iniziativa sociale diretta all’inclusione dei migranti nella vita partenopea.

Proprio qualche settimana fa, esattamente il 23 giugno, le tre associazioni hanno ufficializzato il loro sodalizio con l’inaugurazione dell’evento “Accoglienza all’Annunziata tra arte e moda”, complici l’Assessorato ai giovani e alle politiche giovanili, e l’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli. Ancora una volta l’evocativo Salone delle Colonne dell’edificio ha aperto le sue porte al pubblico con l’obiettivo di testimoniare anche l’eterogeneità culturale che da qualche anno pervade la metropoli campana. Come tante volte nel suo affascinante e secolare passato il complesso dei “figli di nessuno” ha ricevuto uomini e donne, maturi ma ugualmente orfani di madre, di padre o di patria.

E così dopo un iniziale discorso introduttivo, vesti colorate e strascichi di tessuti differenti hanno invaso il salone sopracitato…

ciaramellainterno

La sfilata multietnica ha messo in luce i lavori sartoriali e artigianali dell’associazione “Samb e diop”, sulla cui creazione si sono concentrati rispettivamente il laboratorio “Sarama” e l’officina creativa dei rifugiati dell’Africa “Avventura di latta”. Le indossatrici in qualità di libere volontarie hanno passeggiato nell’intero salone, mostrando come gli influssi africani avessero contribuito alla realizzazione di quegli abiti. Vesti lunghe morbide e fresche, copricapi animati dalle fantasie del sud, avvolgenti gioielli dai materiali differenti e dalle forme animali e vegetali ben definite, fascianti soprabiti colorati. Sullo sfondo classico dell’Annunziata e all’ombra delle sue alte colonne si erge coraggioso un pezzo di equatore.

L’associazione Manallart è il fedele burattinaio che ha mosso i fili della recente rinascita della grande struttura monumentale napoletana. Negli scorsi mesi, grazie all’intervento dei suoi giovanissimi volontari, è riuscita a riportare l’attenzione del pubblico in uno dei depositi di storia nostrana più vecchi e affascinanti della città. Non solo addetti ai lavori, ma anche avventori solitari e turisti incuriositi dall’insolita locazione, si sono lanciati alla scoperta della storica Ruota degli Esposti e degli archivi anagrafici, testimonianza del bastardo destino dei trovatelli napoletani. Oggi il luogo che per secoli ha simboleggiato

solitudine, abbandono ed esclusione sociale, prova a riscattare la sua immagine non dimenticando il passato che ancora si nasconde dietro le sue alte pareti.