L’angolo del libro: "Mykonos" di Fabrizio Salvi

Scritto da Roberto Calise Il . Inserito in Letteratura

2017.08.02 Langolo del libro Mykonos di Fabrizio Salvi

Tre amici, una misteriosa richiesta d’aiuto, la partenza rocambolesca per un viaggio d’avventura in una delle isole più famose del Mediterraneo. Descritto così, “Mykonos. L’ultimo viaggio della generazione perduta” di Fabrizio Salvi, edito da Rogiosi, potrebbe sembrare un testo come altri. Eppure, come si suol dire, il diavolo è nei dettagli. In questo caso, nel sottotitolo.

Il libro, presentato lo scorso lunedì 31 luglio presso la sede della scuola d’Alta Docenza Giuridica (ADG) al Centro Direzionale di Napoli, è la prima opera di Fabrizio Salvi, trent’anni a breve. Una vita da giurista, e da lì la scelta della sede per la presentazione. Una seconda vita, a quanto pare, da scrittore di libri d’avventura. Tutte e due le vite di Fabrizio, però, sono incardinate, come quelle di tantissimi suoi coetanei, nei cosiddetti Millienials, ossia i nati fra il 1980 ed il 2000, definita anche “la generazione dei tre niente”: niente lavoro, niente reddito, niente risorse. Dunque, una generazione perduta, come il sottotitolo del libro ben ricorda.

Perduti sembrano anche i tre protagonisti. Vittorio è un infelice laureato in economia che non riesce a trovare uno sbocco occupazionale. Lucio ha scelto di non studiare, e vive tranquillamente facendo il meccanico. Simone, invece, parte per Mykonos con l’intenzione di scrivere un articolo sul traffico e la diffusione della droga fra i giovani. L’inchiesta, ne è convinto, sarà così forte da spingere il giornale per il quale lavora (ovviamente, in modo precario) a fargli finalmente un contratto degno di tal nome.

Qualcosa però va storto: Vittorio e Lucio, i più cari amici di Simone, ricevono una strana richiesta d'aiuto da parte di una misteriosa ragazza, la quale sostiene che Simone sia stato rapito. I due decideranno, così, di partire rapidamente per l'isola greca, alla ricerca del loro amico scomparso. Il viaggio si rivelerà essere, come da tradizione, un percorso di scoperta interiore, in linea con la celebre definizione di Guy de Maupassant, che apre il libro: “Il viaggio è una specie di porta, per la quale si esce dalla realtà per penetrare in una realtà inesplorata, che sembra un sogno”.

Dunque, Mykonos  è un’avventura giovanile, con il taglio del classico romanzo di formazione, che però si incardina in una critica sociale ben più ampia, evidenziando come il Paese, e l’Occidente in generale, stiano perdendo la sfida dell’assicurare ai propri giovani un futuro, e dunque un avvenire alla società stessa.

Se il quadro appare a tinte fosche, è d’obbligo per i Millenials non perdere la speranza, magari recuperando valori portanti dell’esistenza umana quali l’amicizia, come ci racconta lo stesso autore.

Fabrizio Salvi, giurista, master in gestione delle risorse umane, un altro in sicurezza internazionale, ora scrittore. Cosa ti porta dai libri di studio ai libri d’evasione?

La passione per la scrittura me la porto dietro sin da piccolo. Ad ogni esperienza degna di nota, c'era un mio racconto: dal torneo di calcetto finito a schiaffoni, agli amori e infatuazioni adolescenziali, ai viaggi con gli amici. Anche l'attrazione per l'avventura ha radici profonde. Da bambino mia madre mi leggeva e rileggeva, fino allo sfinimento, l'Odissea e l'Iliade.

Il sottotitolo del libro è “L’ultimo viaggio della generazione perduta”. Perché perduta?

Negli anni successivi alla laurea ho impattato con il mondo del lavoro. Più mi guardavo attorno e più vedevo solamente disoccupazione e precarietà. Non potevo fare a meno di paragonare la mia generazione (quella dei cosiddetti Millennials, ossia i nati fra il 1980 ed il 2000) con quella dei miei genitori. Ad oggi i dati ufficiali sono tremendi, senza calcolare, poi, i NEET (ossia i giovani che non studiano né cercano lavoro) e il popolo delle partite IVA, che non vengono mai compresi tra i disoccupati. Difatti, le possibilità di accendere un mutuo, fare dei progetti di vita e avere figli, sono praticamente azzerate. La redistribuzione del reddito è oramai un lontano miraggio, per non parlare di una pensione che non vedremo mai. Insomma, noi siamo la prima generazione che ha perso lo "scontro generazionale". 

Le vite dei protagonisti sono verosimili ritratti di quelle che potrebbero essere vite di tanti ragazzi di oggi, proprio come te. C’è un che di autobiografico in queste pagine?

Dopo due viaggi a Mykonos, ho deciso di scrivere un romanzo che definisco "d'avventura generazionale", che parlasse, sì, dei Millennials, ma che fosse ambientato in uno dei luoghi più folli e trasgressivi d'Europa. 

Cosa c’è nel futuro di Fabrizio e della generazione dei trentenni, affinché non sia perduta?

Sono sempre stato dell'opinione che i sognatori vivono perennemente nel domani, perché sono sempre proiettati nella realizzazione dei propri obiettivi e progetti. Suggerisco, invece, di vivere e godersi l'oggi, assaporando ogni sua emozione, senza ovviamente rinunciare a quello in cui si crede, perché ahimè il futuro è incerto. Tuttavia, io sono ancora molto fiducioso. La nostra generazione ha qualità e potenzialità infinite, nettamente superiori a quelle delle generazioni precedenti. Quello che ci manca è l'unione; siamo sempre troppo divisi. Sotto questo aspetto, il valore dell'amicizia deve giocare un ruolo da protagonista. 

 

Fabrizio Salvi
Mykonos. L’ultimo viaggio della generazione perduta
Edizioni Rogiosi, 246 pagine, 14 Euro

Disponibile su:

 

 

Tags: mykonos Fabrizio Salvi letteratura libri Rogiosi

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