Alla ricerca del Wi-Fi perduto: comunicare, in Europa, non è mai stato così semplice

Scritto da Claudia Coppola Il . Inserito in Vac 'e Press

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È estate! Per chi parte, tempo di vacanze, viaggi, avventure e di alcune domande angosciose: “avrò chiuso il gas/lasciato abbastanza croccantini al gatto/messo in valigia pigiama e spazzolino da denti? Ma soprattutto, in albergo ci sarà il Wi-fi?”

Temerari viaggiatori, da quest’anno avete un pensiero in meno: dal 15 giugno è infatti entrato in vigore la nuova disposizione della Commissione Europea che garantisce, almeno per i prossimi due anni, il free roaming in tutta Europa, senza più sovrapprezzi sulle tariffe nazionali.

In seguito ad una lunga campagna, ad un dibattimento decennale ed all’approvazione di una serie di provvedimenti intermedi, è stato finalmente raggiunto il tanto agognato obiettivo: garantire agli europei la possibilità di telefonare e navigare indipendentemente dal paese EU in cui si trovano. Da giugno, infatti, le telefonate, i giga e i messaggi acquistati tramite le offerte ed i contratti telefonici “di casa”, si possono adoperare ovunque sul territorio europeo, senza costi aggiuntivi: un cambiamento importante, soprattutto per i turisti che, fino all’anno scorso, vagavano disperati fra caffè, ristoranti e hotel, come veri e propri vampiri digitali alla ricerca del free Wi-fi.

In passato i sovrapprezzi sulle telefonate e sull’ uso di Internet rappresentavano spesso un vero e proprio incubo per i viaggiatori, che a fine vacanza si ritrovavano tagliati fuori dal mondo e con il credito prosciugato. Anche ricevere telefonate dall’ estero aveva un costo aggiuntivo di 27 centesimi al minuto.

Da oggi, tutto questo non esiste più: in Europa potremo telefonare, navigare su Facebook, leggere le mail o il giornale sullo smartphone proprio come faremmo a casa.

Viste le novità, i furbetti dell’ultim’ora hanno già pensato di annullare il proprio dispendioso contratto nazionale, per passare al più economico e conveniente pacchetto e in Europa, per esempio, quello proposto da un ipotetico gestore rumeno. L’ accordo fra la CE ed i gestori telefonici europei prevede tuttavia, proprio per evitare “truffe” di questo tipo, una serie di regole, che impediscano la corsa all’offerta europea più conveniente, a scapito dei piani tariffari nazionali.

I clienti, infatti, dovranno essere regolarmente residenti o comunque mostrare di frequentare assiduamente il Paese EU in cui stipulano il proprio contratto telefonico. Se si utilizza per molti mesi il proprio pacchetto telefonico all’estero, il servizio potrebbe essere sospeso.

Resta poi l’incognita dei paesi che formalmente non fanno parte dell’UE, o anche della EEA (European Economic Area), come Norvegia, Svizzera, Andorra e Turchia, dove le nuove normative non hanno valore. Tuttavia, quasi tutti i maggiori gestori telefonici hanno deciso di includere comunque nell’offerta le destinazioni non EU più popolari.

In un clima di tensioni, barriere fisiche e mentali, minacce e chiusura come quello degli ultimi tempi, un tentativo, come questo, di facilitare una connessione attraverso la libera comunicazione rappresenta un piccolo passo in direzione di un’Europa più aperta, dinamica e inclusiva.

Un’Europa che, citando Faucher, è troppo grande per essere unita, ma troppo piccola per essere divisa.

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