Ucciso e fatto a pezzi dal rivale in amore: il tragico epilogo della scopmparsa di Vincenzo Ruggiero

Scritto da Antonio Zapelli Il . Inserito in Succede a Napoli

vincenzo omicidio

La scomparsa si è conclusa con l’omicidio di Vincenzo Ruggiero, 25enne attivista gay molto conosciuto nella comunità LGBT campana. Ad ucciderlo sarebbe stato Ciro Guarente, 35enne militare della Marina, declassato a dipendete civile.
Grazie all’indagine coordinata dalla Procura di Napoli Nord, i Carabinieri di Aversa hanno eseguito un provvedimento di fermo nei confronti dell’ex militare per omicidio e occultamento di cadavere. Dopo 12 ore di interrogatorio Guarente ha confessato il delitto. L’ex militare ha ucciso Vincenzo Ruggiero nella casa della vittima, ad Aversa, durante un litigio nato dalla gelosia per il rapporto d’amore nato tra il 25enne e la sua ex fidanzata transgender Heven Grimaldi.

Inizialmente l’assassino ha confessato di aver gettato il cadavere in mare, ma domenica 30 luglio, la terribile scoperta: in un garage di una palazzina popolare a Ponticelli, a pochi metri dal luogo dell’abitazione di alcuni parenti di Ciro Guarente, è stato rinvenuto il corpo del ragazzo, fatto a pezzi e rovinato dall’acido, cementato in una botola al di sotto del pavimento. Un atto di violenza selvaggia e inaudita, ingiustificabile e frutto di una mente perversa e sadica. L’ex militare ha affermato: “Sì, ho ucciso io Vincenzo, perché mi dava fastidio vederlo a casa della mia ex compagna, Heven“. Il delitto si è consumato proprio il 7 luglio 2017, quando la madre di Vincenzo aveva denunciato la scomparsa del ragazzo. Gli inquirenti sono riusciti a risalire a Ciro Guarente grazie alla telecamera di un studio privato, situato di fronte alla casa della vittima.

Dalla registrazione si vede il 35enne infilarsi nel portone dell’abitazione della vittima, poi l’arrivo di quest’ultimo. Le stesse telecamere hanno immortalato qualche ora più tardi l’omicida mentre caricava delle valigie nella sua auto e, poco dopo mentre trasportava qualcosa di molto pesante. L’uomo ha atteso l’arrivo di Vincenzo Ruggiero; i due hanno iniziato a litigare violentemente per gelosia. Dopo una colluttazione l’ex militare ha spintonato con forza il 25enne che è caduto sbattendo la testa contro un mobile appuntito. L’urto, secondo la dichiarazione di Guarente, ha provocato la morte del giovane. A quel punto l’omicida, invece di chiamare i soccorsi, ha inscenato un allontanamento volontario sbarazzandosi del corpo e degli oggetti personali di Vincenzo.

Resta la tristezza per una giovane vita spezzata in questo assurdo modo. In segno di solidarietà a Vincenzo, attivista Lgbq, l’Arcigay di Napoli ha organizzato una fiaccolata a piazza Bellini sabato 29 luglio. Su uno dei cartelli si legge: “Vincenzo resterai per sempre nei nostri cuori. I ragazzi di piazza Bellini”.

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