Nascita della Scuola Medica Salernitana

Scritto da Lidia Crimaldi Il . Inserito in Vac 'e Press

medica salernitana

In una notte poco precisa di un anno poco preciso (forse IX secolo), su Salerno si abbatte un terribile temporale. Il pellegrino greco Pontus ha da poco trovato rifugio sotto gli archi dell’antico acquedotto dell’Arce, nei pressi del quale erano adagiati molti viandanti, feriti e malandati. Nell’oscurità si muove qualcosa; è un altro passante, il latino Salernus.
Entrambi si apprestano ad applicare alcune medicazioni sulle piaghe dei malati. Intanto, mentre la violenza del temporale comincia a diminuire col passare delle ore notturne, si aggiungono alla coppia di medicanti l’ebreo Helinus e l’arabo Abdela. Dall’aiuto reciproco e dalla collaborazione dei quattro, all’alba era già nata la Scuola Medica Salernitana.

Ovviamente quella che vi ho citato è una leggenda, essa nacque dall’esigenza di dare un’origine ed una fondazione alla prima e più importante istituzione medica d’Europa nel medioevo, la Scuola Salernitana, appunto. Esigenza derivata a sua volta dalla mancanza di documenti che ne attestino data e genesi. Pur tuttavia, alla base di questa leggenda c’è come sempre un fondo di verità. Difatti, la Scuola Medica Salernitana fu la più brillante e ricca sintesi di quattro culture mediche: quella greca, quella latina, quella ebraica e quella araba. Tant’è vero che i medici della Scuola Salernitana passarono alla storia proprio per l’originalità con la quale interpretarono ed intrecciarono tali culture. Al di là dello stretto legame tra filosofia e medicina, squisitamente medievale, i medici di Salerno svilupparono anche un approccio empirico e diretto con i pazienti e la materia, codificando per primi il concetto apparentemente banale di prevenzione. Il Regimen Sanitatis Salernitanum, infatti, tra i vari precetti, recita i seguenti: “Mentre desini, bevi poco e spesso. – Se vuoi esser leggero di notte, fa corta cena. – Se vuoi essere sano, lavati spesso le mani”.

Nella Scuola Medica Salernitana l’originalità stava nella ammissione anche di donne, sia come studentesse che come insegnanti. Anzi, le cosiddette Mulieres Salernitanae divennero ben presto famose non solo per il loro innato talento delicato, ma anche e soprattutto per la stesura di dotte opere teoriche. La più famosa delle Mulieres fu sicuramente Trotula de Ruggiero. Figlia di una nobile famiglia salernitana, ella visse al tempo dell’ultimo principe longobardo di Salerno. Nonostante la sua figura sia avvolta da numerosi dubbi storiografici, pare che ella sia l’autrice del trattato che segnò la nascita della ginecologia e dell’ostetricia. Ad ogni modo l’istituzione tradizionalmente considerata come la prima università dell’Europa medievale, sebbene mai fu chiamata come tale, fu soppressa nel 1811 da Gioacchino Murat, in occasione della riorganizzazione dell’istruzione pubblica nel Regno di Napoli. Resta tuttavia ancora oggi il fascino sacro della leggenda.

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