Il patrimonio artistico di Sorrento si arricchisce delle sculture di Domenico Paduano

Scritto da Francesca Ciampa Il . Inserito in Succede a Napoli

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Lo scorso primo agosto la città di Sorrento, nelle vesti dell’Episcopio dell’Arcidiocesi, ha accolto tre opere dell’artista Domenico Paduano. Infatti, Martedì alle ore 19:30 si è svolta l’inaugurazione della nuova sede atta ad accogliere la donazione delle sculture. Le opere donate in occasione della cerimonia sono: “Via Crucis”, “La Madonna con Bambino”, “La Vergine e il bambino” e “San Catello”.

Le sculture sono realizzate tutte in pasta cementizia e rappresentano momenti sacri ed episodi della Bibbia. Si tratta di opere a sfondo religioso che rappresentano la spina dorsale di una vita trascorsa ad esprimere con fede il tema del sacro. L’artista Domenico Paduano, infatti, ha scolpito principalmente sculture allusive alla profonda fede che lo ha accompagnato fino al momento della sua morte.

Le opere sono ora ospitate al palazzo arcivescovile, struttura eretta nella metà del V secolo ed oggi ricadente nell’insula ecclesiastica innestata a ridosso della cinta muraria meridionale della città. La storia di questo luogo ha origine antiche in quanto nel corso della metà del XVI secolo essa fronteggiava la Cattedrale e fungeva da dimora arcivescovile. Nel 1558 fu semi distrutta a causa del saccheggio di Sorrento a seguito dell’invasione da parte dei turchi. La ricostruzione dell’edificio avvenne grazie al sostegno dei suoi arcivescovi, da Giulio Pavesi che ne finanziò la riedificazione fino a Carlo Serena che in ordine temporale ha supportato economicamente il lavoro di restauro dell’edificio stesso.

In particolar modo le opere sono state accolte nella splendida Sala San Tommaso, adornata da eleganti affreschi che fanno da cornice alle illustri opere d’arte donate all’Arcidiocesi di Sorrento e Castellammare di Stabia. Le sculture di Paduano, inoltre, sono esposte in apposite strutture tecniche volte alla salvaguardia e alla tutela delle stesse da parte del tempo o da eventuali danni di terzi.

Lo scultore Domenico Paduano nacque nel Comune di Scafati, sezione Valle di Pompei, il 20 gennaio 1916 da Bernardo, noto costruttore edile, Cavaliere Pontificio, e da Carmela Nocerino. Frequentò da ragazzo la scuola d'arte. Prestò servizio militare a Belluno. Partecipò alla seconda guerra mondiale combattendo sul fronte greco. Fu fatto prigioniero dai Tedeschi a Lepanto e deportato in Germania in campo di concentramento ad Amburgo. (E' stato insignito della medaglia d'onore della Repubblica). Dopo la guerra fu allievo a Roma, a villa Massimo, del maestro Marino Mazzacurati, Frequentò gli studi di Emilio Greco e Pericle Fazzini. Sue opere sono esposte in edifici di istituzioni pubbliche e private in Italia e all'estero. Di recente gli eredi hanno donato al Museo Provinciale di Salerno il busto del poeta Alfonso Gatto al punto tale da sceglierla come seconda dimora. Infatti, Capri ha superato per fascino e bellezza le papabili mete russe e statunitensi nelle quali l’artista era solita esporre en plein air.

Sempre apprezzato dalla critica, Paduano si rispecchia nelle parole di Piero Girace “...pur nella modernità del linguaggio, si ritrovano in lui accenti di sincerità e di umanità commoventi. Il suo mondo poetico è ben definito, sia dal punto di vista espressivo che spirituale. Lo si potrebbe definire uno scultore espressionista di natura mediterranea: ma vi è in lui, per contrappeso, il gusto di una classicità che gli deriva dagli statuari di Ercolano e di Pompei. Paduano, a mio avviso, è da considerarsi uno degli scultori più dotati.”

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