Se toccano una toccano tutte

Scritto da Gabriele Crispo Il . Inserito in I Generi

donne violenza

Frustrazione, delusione, insoddisfazione, umiliazione, mortificazione, insuccesso, avvilimento, sessualità contorta, problemi psichici, misogenia, misandria e così via: sono questi gli stati emotivi che conducono l'uomo a divenire carnefice e bestia. Gli ultimi anni sono stati contrassegnati da un senso di degrado e degenerazione morale.
Nessun freno a inibire gli istinti animali. Un senso di impunità civile e morale ha dilagato. Il fatto che nulla sembra più moralmente deprecabile sta conducendo l'uomo nei meandri della perdizione.

Le nuove generazioni sono sempre più lontane dai valori. Il rispetto è un termine ignoto. Esempi sbagliati sono idolatrati dai più giovani. Falsi miti sono diventati dictat del nuovo mondo.

L'uomo degli anni duemila non riesce più a imporre il proprio predominio nella società: le donne in carriera, un tempo poche e discriminate, stanno col tempo diventando una realtà. Ricevere ordini dal genere femminile genera nell'uomo medio-piccolo un senso di scontentezza. Questa specie umana vede la propria virilità e mascolinità mortificata. Il dilagare del femminismo genera un senso di bellicosità tra i sessi.

Le immagini distorte, i miti, gli idoli, le televisioni e i giornali creano realtà particolari che suggestionano le menti più deboli e quelle più predisposte a recepire concetti sbagliati.

La mortificazione che la società propone del maschio moderno conduce all'idea che il vero uomo deve possedere di controllo. Controllo che si riversa nell'ambito privato, dato la nuova realtà sociale. L'uomo moderno ha stravolto il concetto di mascolinità e virilità riconducendolo esclusivamente sul piano sessuale. Un vero uomo si riconosce a letto per i più. Laddove l'educazione, il senso di rispetto e una mediocre/sufficiente cultura manca, l'uomo si sente tale solo nel momento in cui riesce a sottomettere la donna. Questa sottomissione, dato che la società si è (in parte evoluta) la si vede in un contesto esclusivamente sessuale. La donna per questo tipo di uomo diventa nel momento del possesso sessuale “strumento” del piacere maschile.

Non sorprendono dunque i casi di violenza che ogni giorno leggiamo sui giornali e vediamo in televisione.

A Napoli negli ultimi tempi ci sono stati numerosi episodi deplorevoli in tal senso che hanno portato a una manifestazione partita da Chiaia. Il corteo ha sostenuto e affiancato una trentasettenne, originaria di Roma, che ha denunciato con un post su Facebook la violenza sessuale subita nell’androne di un palazzo a Chiaia. «Erano in tre, mi hanno bloccata e aggredita in un palazzo a Chiaia. Ma non ho denunciato, perché non servirebbe a nulla». Camilla Z., 37 anni, di origini siciliane, a Napoli per un breve soggiorno, ha postato la notizia della violenza sessuale che avrebbe subito in una tarda serata nell’androne di un condominio. Il corteo per Camilla è partito da piazza Amedeo per concludersi in Piazza Vittoria. Ha toccato anche il numero civico 24 di Via San Pasquale, ovvero l'edificio indicato dalla ragazza, che ha dichiarato di essere stata aggredita e violentata da tre uomini. Durante la manifestazione sono apparsi tanti cartelloni tra cui uno molto significativo “se toccano una toccano tutte”. Non è questo un caso isolato: ai carabinieri di Bagnoli è arrivata una denuncia di una violenza sessuale di gruppo consumata lo scorso giugno in pieno giorno da tre minorenni nel centro di Napoli ai danni di una ragazzina. La ragazza ha dichiarato di trovarsi con un gruppo di amici quando è stata avvicinata con una scusa dai tre per poi essere prima palpeggiata e poi stuprata da uno dei tre. La vittima, subito l'accaduto, è stata visitata nell'ospedale San Paolo.

Un altro caso è quello di una violenza sessuale a una ragazza in attesa di un treno alla Circumvesuviana di Pomigliano. Si parlava già da tempo di un uomo che avvicinava e molestava ragazze e donne, ciò ha condotto a un servizio di osservazioni. Difatti, i militari infiltrati sul treno, hanno notato un soggetto, un operaio quarantacinquenne di Sant'Anastasia già noto alle forze dell'ordine, avvicinarsi a una ventiseienne in attesa del treno. In pochi attimi è scattato l'arresto con l'accusa di violenza sessuale.

Questi solo alcuni dei casi che ogni giorno si verificano a Napoli. Casi di violenza ai danni di donne indifese che a causa della loro femminilità diventano vittime di animali incapaci. “La violenza è l’ultimo rifugio degli incapaci.” diceva Asimov.

Parliamo di un fenomeno da estirpare: educazione, rispetto e denuncia sono gli strumenti da utilizzare per farlo.

Donne dimostrate coraggio: DENUNCIATE e non sentitevi responsabili delle azioni altrui. Vigneault diceva che “La violenza è una mancanza di vocabolario.”: parlate e demonizzate i vostri carnefici.

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