Tari, quello che il sindaco non dice, Tari, all’inseguimento di un bollettino inutile, Tari fai da te, senza bollettini precompilati

Scritto da Giuseppe Pedersoli Il . Inserito in Il Palazzo

taritari

Sindaco e giunta si affannano a prorogare la scadenza per il pagamento della prima Tari, la tassa sulla rimozione dei rifiuti. I bollettini precompilati sono stati spediti in ritardo e da qui il paradosso: la seconda rata scadrà il 16 giugno e la prima il 30 giugno, per effetto del rinvio.
Ma a Napoli il sindaco non dice che il regolamento Tari è stato cambiato, l’art. 28 stabilisce che se “l’invito di pagamento non è stato recapitato” (ma anche in altri casi) il cittadino contribuente deve provvedere autonomamente, compilando il modello F24 per poi recarsi in posta o in banca a versare il dovuto. Si chiamerebbe “autoliquidazione” ma, in più semplici parole, il Comune di Napoli ha deciso che per pagare la tassa sulla spazzatura i cittadini non hanno scuse se “l’avviso” non è arrivato. Così come si fa per Imu e Tasi, tutti devono armarsi di pazienza e pagare coi i giusti codici tributo. A parere di chi scrive, l’iniziativa non merita critiche “a prescindere”. In moltissimi casi, sono i contribuenti a doversi preoccupare di pagare quanto si deve entro la scadenza di legge. Sul sito istituzionale del Comune partenopeo c’è anche un link dove è possibile calcolare quanto ciascuno deve di Tari. E’ possibile inserire, nel calcolo, anche le pertinenze http://www.riscotel.it/calcolo/tari/napoli/2017/

Con un po’ di adeguata campagna informativa, si potrebbe risolvere il problema della spedizione tardiva (o sbagliata) dei bollettini precompilati, almeno per chi ha un minimo di dimestichezza col computer e con internet. Attenzione, però: chi è abituato a proporre ricorso per evitare il pagamento, non potrà più dire: “Non ho pagato perché non mi è arrivato l’avviso”. Gli avvocati del Comune replicherebbero che, a norma dell’art. 28 del regolamento, si deve pagare nei termini anche se il bollettino non è arrivato. Non ci si spiega, quindi, perché tutti – cittadini e amministratori – parlino continuamente del mancato recapito degli avvisi e della necessità di proroghe. Scartando l’ipotesi che i dirigenti, gli assessori e il sindaco non ricordino la “novità regolamentare” (l’art. 28), si deve avere il coraggio di dichiarare: cari napoletani, non andate all’inseguimento di bollettini inutili, potete fare da soli il calcolo e pagare alle date stabilite. Se tutto questo fosse stato comunicato, le scadenze Tari non si sarebbero accavallate con quelle imminenti di Imu, Tasi, imposte sul reddito da versare in base alla dichiarazione dei redditi.

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