L’intelligenza artificiale di Facebook

Scritto da Danilo Arpenti Vitale Il . Inserito in Vac 'e Press

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La famosissima creatura di Mark Zuckerberg che ha da poco superato il traguardo dei 2 miliardi di utenti attivi nel mondo, sta sviluppando un’ intelligenza artificiale molto competitiva. Essa è denominata Fair e, in base ai gusti del suo utilizzatore, è in grado di proporre annunci e notifiche sempre più personalizzate. Ogni mi piace, ogni condivisione, ogni articolo letto, viene registrato, catalogato ed interpretato dalle macchine.

In questo modo il programma sa quali pagine proporre e quali annunci consigliare. Sarà capitato quasi a tutti quelli che utilizzano Facebook di notare che nella sezione “persone che potresti conoscere” ci sono contatti che non hanno amici in comune con noi. Le proposte del social infatti, non si basano soltanto sulle amicizie in comune. Questi suggerimenti sono fatti in base alla lista dei numeri di telefono memorizzati in rubrica e agli indirizzi email presenti nella casella di posta elettronica personale. Inoltre, tramite la funzione di localizzazione del cellulare, l’intelligenza artificiale è in grado di sapere precisamente l’utente dove si trova e se ha interagito con un’altra persona iscritta al social. Nei suggerimenti di amicizia infatti, è molto probabile che appaiano persone che si sono incrociate nella vita reale. Negli ultimi tempi, gli ingegneri di Facebook hanno implementato un’altra funzione molto interessante: la prevenzione dei suicidi. La macchina analizza il contenuto di tutte le frasi scritte e condivise dall’utente e tutti i messaggi inviati su Messenger ai suoi contatti. Se ci sono parole “a rischio” ricorrenti, il bot (automazione) contatta l’utente e gli dice: “Sei importante per noi, quindi vogliamo offrirti un supporto in caso di necessità”. Questa funzione per il momento è attiva soltanto negli Stati Uniti e comunque non è ancora del tutto automatica, deve esserci infatti una segnalazione da parte di un altro utente che ha notato qualche frase sospetta. Facebook ha fatto sapere che questa opzione sarà presto disponibile in molte altre lingue e sarà dotata di automatismo. In questa fase di implementazione, la macchina impara dall’uomo e viene dotata quindi di conoscenze umane. E’ collegata ad internet 24 ore su 24, 365 giorni l’anno ed apprende consultando tutto il materiale presente online che fondamentalmente è tutto lo scibile umano.

Non è una novità il fatto che queste tecnologie vengono passo dopo passo perfezionate e probabilmente un giorno non troppo lontano saranno in grado di pensare autonomamente, senza più l’ausilio di input esterni. L’essere umano per questo non è ancora del tutto pronto. E’ cronaca recente che nella famosissima azienda di Menlo Park, gli sviluppatori hanno dovuto interrompere un bot sperimentale, perché, facendolo dialogare con un’altra macchina, ha creato un linguaggio tutto suo ed incomprensibile all’uomo.

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