Zanzare killer?

Scritto da Gabriele Crispo Il . Inserito in Vac 'e Press

zanzara tigre

Per chi soffre di Acarofobia, Entomofobia e Insectofobia, quest'estate è stata difficile. Non si è fatto altro che parlare di siccità e insetti, in special modo di zanzare: difatti dopo la trascorsa stagione rovente, forse una delle più calde degli ultimi decenni, la presenza di questi insetti è aumentata notevolmente.

Complici i casi di Chikungunya e il caso della bimba di quatt'anni morta a Trento a causa della malaria è dilagata una vera e propria psicosi, che fortunatamente l'arrivo della stagione autunnale, con l'irrigidimento delle temperature e la consegunziale morte degli insetti, può arginare.

Sono più di 100 i casi di Chikungunya, malattia virale portata dalle zanzare tigri infette, registrati fino a oggi nel Lazio. In base ai dati rilevati molti casi si sono registrati nel comune di Anzio e Roma. In parecchie zone sono state addirittura sospese le donazioni di sangue, vista l’impossibilità di rilevare la presenza del virus che provoca l’infezione al momento del prelievo.

La trasmissione del virus Chikungunya all’uomo avviene attraverso la puntura di zanzare infette appartenenti al genere Aedes. In Italia la ben nota zanzara tigre fu probabilmente importata accidentalmente verso la fine del secolo scorso. Secondo i dati raccolti negli anni, così come ha avuto modo di illustrare a noi di QdN il prof. Giulio Tarro, "dopo essersi stabilite in Albania e in Italia, la zanzara tigre asiatica ha iniziato a diffondersi in altri paesi europei e nel 2007 è praticamente arrivata in tutto il territorio nazionale" con maggiore intensità nelle zone costiere e di pianura. Il Professore ha avuto modo di ricordare che quella della Chikungunya è una malattia non nuova per il nostro Paese. Furono più di 200 i casi sospetti che nel Settembre del 2007 si registrarono in Romagna. "Un indiano portatore del virus arrivato in Italia viene punto da una zanzara tigre, ne segue un primo contagio, fino ad arrivare a ben 197 casi sospetti in Emilia, di cui solo 36 realmente accertati dopo gli esami. Il virus venne conosciuto per la prima volta in Europa, proprio in Emilia Romagna. Ricordiamo che la Chikungunya è una malattia tipica dell'Africa, dell'India e dell'Indonesia".

Il Professor Tarro ci ha detto che "La chikungunya, che significa 'ciò che curva', è una malattia febbrile acuta virale, epidemica. Il virus viene trasmesso attravverso la puntura di una zanzara. Primariamente veniva trasmesso dall'Aedes aegipty, assente in Italia, successivamente il virus può essere trasmesso anche da altre zanzare, come la zanzara tigre, che sono diffuse nel nostro paese. La zanzara trigre, ricordiamolo, è arrivata dal Sud Est asiatico più di 20/30 anni fa. Sostanzialmente i sintomi accusati da chi ha contratto il virus si possono dividere in due fasi. La prima fase dura all'incirca una settimana e si hanno febbre, cefalea e altragie, che limitano i movimenti. La febbre dovrebbe però scomparire nel giro di 4 giorni. La seconda fase dura 2-3 giorni ed è caratterizzata dalla comparsa di un esantema pruriginoso su tutto il corpo. Raramente si possono avere manifestazioni neurologiche, a volte accade nei bambini che accusano convulsioni. La malattia si risolve spontaneamente. Può portare alla MORTE. La mortalità però è bassa, lo 0,4 %. Questa percentuale arriva al 2,8% nei bambini con età inferiore all'anno e negli anziani che soffrono di altre patologie. La terapia per la malattia è benigna e non necessita di una terapia specifica, anche se i dolori articolari possono persistere a lungo e richiedere un trattamento sintomatico."

Durante la nostra intervista a Giulio Tarro, abbiamo avuto modo di chiedere al professore cosa pensasse in merito al caso della bimba di 4 anni morta nell'ospedale di Trento. La domanda nasce anche in virtù della notizia, ancora non confermata, di altri due casi di malaria risultati curati a Trento nel corso dell’estate e di altri casi sospetti.

Il professore era stato interrogato anche da Gianni Raviele in un intervista rilasciata lo scorso 7 Settembre a Canale 58 e difatti ha perlopiù confermato quanto già detto. Ha affermato che "naturalmente la notizia lascia disarmati e di stucco. Tuttavia è bene ricordare che la malaria per chi viaggia rappresenta una realtà. Sul piano epidemico parliamo di una malattia scomparsa ben settant'anni fa in Italia. Possiamo tuttavia ricordare che un'ultimo caso simile può risalire a vent'anni fa in Maremma, quando una contadina fu infettata nel '97 da un indiana". Lo scienziato ha raccomandato dato che "la malaria è una malattia presente in molte parti del globo e si consiglia di

fare una profilassi prima di un viaggio. Parliamo di un protozoo il Plasmodium, molto aggressivo che vede nella zanzara un indispensabile il vettore".

Il professore non si è sbilanciato sul modo in cui la malaria abbia colpito la bambina, ha detto che naturalmente "l'anopheles, vettore del plasmodium, compare in Italia perchè viaggia anche lei. Solo sotto quest'aspetto possiamo dire che la zanzara possa averci raggiunto. Si è parlato di un bagaglio arrivato dal Burkina Faso. Presumibilmente ciò è possibile, ma parliamo di un fatto estremamente raro. "

Sulle forme di contagio ci ha ricordato che l'unico caso di trasmissione del virus da uomo a uomo è quello che avviene tra i tossicodipendenti, esclude categoricamente che nel caso di specie ci sia stato uno "scambio di siringhe in ospedale: è inconcepibile in quanto è d'obbligo in luoghi del genere l'utilizzo di siringhe monouso. Per combattere questi casi isolati di malaria è fondamentale arrivare a una diagnosi tempestiva. Cosa che per esempio non avvenne nel caso di Fausto Coppi. È necessario che il medico si informi sui luoghi in cui il paziente è stato. Inoltre sarebbe consigliabile tornare ai vecchi rimedi quali le zanzariere e l'utilizzo di prodotti insetticidi anche nel completamento del letto".

In conclusione possiamo dire che "For the killer mosquito you must become a mosquito killer".

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