Mertens tra i 30 candidati al Pallone d'Oro: "Premio" corale o individuale?

Scritto da Simone Santacroce Il . Inserito in Il Pallonetto

mertens

Ricordate il famoso detto "L'importante è partecipare'' che le nostre mamme ci ripetevano spesso da piccoli quando non riuscivamo a vincere ad esempio in un gioco? Bene, nell'era di Messi e Cristiano Ronaldo (che si sono divisi gli ultimi 9) quel detto è tutto ciò che è rimasto agli altri fortunati calciatori che hanno ricevuto una semplice 'nomination' per il premio individuale più importante al mondo.
Non sono mancate, però, negli anni le polemiche circa le modalità della votazione che hanno spesso portato, unite agli evidenti meriti sportivi e alla pressione degli sponsor, alla vittoria sempre i soliti due estromettendo così altri campioni che in determinati anni forse meritavano maggiore considerazione (Milito e Sneijder nell'anno del triplete dell'Inter sono casi emblematici in tal senso). Va detto anche che un giorno potremo dire ai nostri figli e nipoti di aver visto nella stessa era calcistica due tra i più grandi di sempre di questo sport e che tutto sommato di spazio nella attuale élite del calcio mondiale ce ne è poco.

Ma tra le polemiche, il dominio del 10 argentino e del 7 portoghese e le solite giuste quanto scontate candidature dei tanti campioni in circolazione, mai come quest'anno si riesce a trovare una sorta di vero riconoscimento al lavoro e alla genialità che fa tanto piacere ai tifosi partenopei. La presenza tra i 30 candidati al Pallone d'Oro di quest'anno di Dries Mertens, infatti, ha riempito d'orgoglio non solo il giocatore belga ma anche la società e il popolo napoletano. Non è una novità negli ultimi anni trovare in questa prestigiosa lista stilata da 'France Football' calciatori militanti (o che hanno militato nell'anno di riferimento) nel Napoli basti pensare alle recenti candidature di Cavani e Higuain, ma stavolta è diverso. È diverso perché se nei primi due casi si trattava di bomber di classe superiore appartenenti a quella casta che chiameremo dei "predestinati", questa volta l'onere e l'onore sono ricaduti su un giocatore che fino all'anno scorso era ritenuto (erroneamente) un semplice "spaccapartite" da mettere in campo solo all'occorrenza. I mezzi tecnici del folletto belga non sono mai stati in discussione, ma per scoprire le vere doti e la vena realizzativa di Mertens sono intervenuti due diversi fattori entrambi fondamentali per scrivere la trama di questa storia ai limiti dell'incredibile : il caso e la genialità.

Il primo, che sfugge il più delle volte al controllo umano, ha influito in maniera evidente dato che Dries si è ritrovato per una serie di coincidenze fortunate (infortunio di Milik e inadeguatezza tattica di Gabbiadini) al centro dell'attacco azzurro e da una mossa disperata siamo passati all'intuizione di un genio del calcio contemporaneo e questo ci porta al secondo fattore. Quale era? Ah si, la genialità. Genialità che è dote assai rara da trovare ma che quando è presente e viene sfruttata al meglio porta a risultati inimmaginabili ed è proprio il caso di mister Sarri. I paragoni con i grandi allenatori rivoluzionari del passato (Sacchi su tutti) si sprecano, c'è chi tende ad esaltarlo troppo e chi a sminuirlo dimostrando pochezza intellettuale e scarsa cultura calcistica. La verità come sempre sta nel mezzo. Siamo di fronte ad un uomo che definire allenatore sarebbe banale e riduttivo viste le sue idee rivoluzionarie che vengono poi messe in pratiche dalla squadra che lo segue in tutto e per tutto. Un calcio così spettacolare in Italia non si vedeva da anni ed è un dato di fatto, ma in attesa dei titoli che garantirebbero alla squadra e a Sarri una sorta di immortalità calcistica,si può dire che una piccola vittoria la si è già ottenuta vedendo il nome di Mertens in quella lista al fianco delle stelle più lucenti del panorama calcistico attuale.

La domanda sorge dunque spontanea. Questa candidatura è più un "premio" individuale al singolo giocatore o più un riconoscimento alla coralità e al suo ideatore che hanno portato la punta napoletana a questo livello? Ognuno potrà dire liberamente la sua,ma la cosa che conta di più è che il Napoli sta crescendo sempre di più e questo tipo di occasioni lo dimostrano.

Non possiamo che esserne felici ed orgogliosi mantenendo viva la speranza che un giorno non troppo lontano oltre ai riconoscimenti si possa festeggiare qualcosa di un tantino più concreto.

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