Stangata Ocse: il livello di studio in Campania è pari a quello di Cile e Bulgaria

Scritto da Andrea Amiranda Il . Inserito in Vac 'e Press

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Secondo ilrecente studio «strategia delle competenze» dell’Ocse, i giovani campani sarebbero al pari di Cile e Bulgaria come livello di istruzione. Ed il divario di valutazione si accentua ancor di più se si prendono a paragone province italiane, come quella di Bolzano, rispetto alla quale si è indietro di più di un anno scolastico.

L’Organizzazione Internazionale per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico ha elaborato i dati alla luce delle ultime prove invalsi. Queste, poco amate dai docenti come criterio di valutazione, hanno assimilato gli studenti Campani a quelli del Cile e della Bulgaria (non certo delle eccellenze dal punto di vista dell’istruzione) e distaccato ancor di più i “colleghi” bolzanini (che invece viaggerebbero ai livelli dei giovani coreani).

Ovviamente il confronto con queste realtà può risultare impietoso oltre che inadeguato, ma anche in un contesto più vicino come la Lombardia i risultati sono pressoché gli stessi. Basti pensare che gli studenti di Milano e dintorni conseguono “di routine” nel corso degli anni scolastici certificazioni come l’ECDL (la patente europea informatica) ed il Cambridge English, mentre lo stesso non può dirsi per quelli campani. In più, non giovano certo al conseguimento di un elevato livello di conoscenza informatica la carenza nei plessi scolastici di computer moderni ed aule digitalizzate.

Ma è in ambito scientifico che si registra la differenza più significativa tra Nord e Sud. Secondo il rapporto Invalsi 2017, il divario comincia in terza media, per poi aumentare ulteriormente in seconda superiore. Discorso a parte invece per l’italiano: nove delle prime 10 scuole con più elevato «valore aggiunto» sono meridionali.

I dati OCSE sono stati commentati anche dal giornalista e docente di comunicazione Cecchi Paone, il quale sostiene che a fare la differenza è la preparazione di base ricevuta alle scuole elementari e medie, oltre alla maggiore facilità da parte dei ragazzi del Nord di partecipare a visite guidate e al fatto di respirare attorno a sé una realtà professionale più selettiva e aggiunta. Consiglia inoltre di scegliere in maniera intelligente la facoltà universitaria, in modo da consentire un riequilibrio del mercato del lavoro (es. a Roma ci sono più avvocati che in tutta la Francia!)

Per accorciare la distanza tra Nord e Sud, inoltre, dei suggerimenti per provengono proprio dall’Ocse: c’è bisogno di interventi sulle politiche tanto coordinati quanto differenziati sul territorio. Inoltre, l’organizzazione guarda con favore la riforma della Buona scuola che, secondo l’ultimo rapporto, «ha conferito maggiore autonomia alle scuole, introdotto un bonus volto a valorizzare il merito degli insegnanti, rafforzato la responsabilità dei dirigenti scolastici e reso lo sviluppo professionale degli insegnanti obbligatorio, strutturale e permanente».